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Mattarella ricorda il metodo Bachelet al Csm

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA CON ALCUNI FAMILIARI DEL PROF. VITTORIO BACHELET 

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Il presidente celebra il giurista: si oppose al terrorismo senza misure eccezionali. Pinelli: Nei ruoli istituzionali serve sobrietà
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Sono passati 46 anni dall’omicidio di Vittorio Bachelet, il vice presidente del Csm ucciso dalle Brigate Rosse sulle scale della facoltà di Scienze politiche, e nell’aula magna del rettorato della Sapienza non c’è un posto libero. Sono venuti in tanti ad onorarne la memoria nel centesimo anniversario della nascita che ricorreva ieri. «Il più grave omicidio politico dopo l’uccisione di Moro», titolò Repubblica, nell’edizione del 13 febbraio 1980, con la cronaca in prima pagina affidata a Giampaolo Pansa.

C’è molta Azione cattolica, di cui Bachelet fu presidente, molto cattolicesimo democratico. Che poi è anche il mondo di provenienza del presidente della Repubblica e così quando, alle 15,35, entra Sergio Mattarella parte un applauso prolungato. In mattinata il capo dello Stato aveva fatto diffondere un suo ricordo di Bachelet: «Ha fortemente operato perché fosse l’ordinamento democratico a sconfiggere la minaccia recata dal terrorismo alla convivenza civile del Paese, senza cedimenti a…

Sono passati 46 anni dall’omicidio di Vittorio Bachelet, il vice presidente del Csm ucciso dalle Brigate Rosse sulle scale della facoltà di Scienze politiche, e nell’aula magna del rettorato della Sapienza non c’è un posto libero. Sono venuti in tanti ad onorarne la memoria nel centesimo anniversario della nascita che ricorreva ieri. «Il più grave omicidio politico dopo l’uccisione di Moro», titolò Repubblica, nell’edizione del 13 febbraio 1980, con la cronaca in prima pagina affidata a Giampaolo Pansa.

C’è molta Azione cattolica, di cui Bachelet fu presidente, molto cattolicesimo democratico. Che poi è anche il mondo di provenienza del presidente della Repubblica e così quando, alle 15,35, entra Sergio Mattarella parte un applauso prolungato. In mattinata il capo dello Stato aveva fatto diffondere un suo ricordo di Bachelet: «Ha fortemente operato perché fosse l’ordinamento democratico a sconfiggere la minaccia recata dal terrorismo alla convivenza civile del Paese, senza cedimenti a misure straordinarie, facendo leva sui principi costituzionali che reggono la funzione giurisdizionale».

Le parole cadono in giorni di scontro feroce tra le toghe e il governo. Con quest’ultimo che continua a evocare il terrorismo, al punto da varare un decreto sicurezza dopo i fatti di Torino, con il Quirinale costretto a smussarne gli spigoli più autoritari. Il testo, dal 5 febbraio, giace peraltro alla Ragioneria dello Stato. Nella Notte della Repubblica quello di Bachelet era «un metodo improntato sul confronto e sulla conciliazione», sottolinea Mattarella, appena due giorni dopo la dura uscita al Consiglio superiore della magistratura. Qui ascolta, non interviene. Prima della cerimonia ha voluto incontrare Giovanni Bachelet, il figlio di Vittorio, e i suoi familiari. «Sulle nostre bocche ci sia sempre la vita, il perdono e mai la vendetta», disse Giovanni ai funerali. In sala c’è anche Giovanni Moro, il figlio di Aldo Moro, il leader dc a cui Bachelet era legato.

L’intervento politico tocca a Fabio Pinelli. L’attuale vice del Csm, di area Lega, sottolinea che i terroristi uccidevano i riformisti miti e non i corrotti, e poi traccia l’identikit ideale del servitore dello Stato: «Il ruolo istituzionale è un compito affidato, che richiede sobrietà, senso del limite e consapevolezza della propria provvisorietà». Molti vi leggono un richiamo al Guardasigilli Carlo Nordio, che ha definito il Csm «paramafioso».

Tutto avviene a un mese dal referendum sulla giustizia voluto dal centrodestra. Giovanni Bachelet, già professore ordinario di fisica alla Sapienza, è impegnato sul fronte del no. È contro le carriere separate. Ha chiesto al suo amico Stefano Ceccanti, giurista, già parlamentare del Pd, di intervenire su «Bachelet tra università e impegno civile». Ceccanti sta facendo campagna per il sì. A sera, sui suoi profili social, diffonde una foto sorridente di loro due.

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