✕

Ue, intesa congelata sui dazi. Bruxelles prende tempo in attesa del rilancio Usa

Ascolta l'audio

Sospesa la ratifica dell’accordo ma nessuno crede che Trump molli la presa. Ora le imprese potrebbero chiedere un rimborso
2 minuti di lettura

BRUXELLES – L’Ue sospende la ratifica dell’accordo con gli Usa sui dazi. La sentenza della Corte Suprema americana non poteva non avere ripercussioni sull’Unione europea, su quel fragile accordo raggiunto l’estate scorsa e messo in discussione ogni tanto dallo stesso Donald Trump.

Stavolta, però, a renderlo ancora più pericolante sono stati i magistrati statunitensi che hanno dichiarato illegittime le tariffe imposte dalla Casa Bianca e lo strumento legislativo utilizzato. Il primo effetto, allora, è che il voto per l’approvazione dell’accordo fissato dal Parlamento europeo per martedì prossimo verrà rinviato. Si tratta dell’esame preliminare da parte della competente Commissione per il commercio internazionale ma che di fatto equivale ad un congelamento. Uno slittamento inevitabile perché al momento la base giuridica dell’intesa Ue-Usa è venuta meno. Il nucleo essenziale del patto consiste nello scambio per cui gli Usa applicano dazi ridotti rispetto a quelli introdotti nella scorsa …

BRUXELLES – L’Ue sospende la ratifica dell’accordo con gli Usa sui dazi. La sentenza della Corte Suprema americana non poteva non avere ripercussioni sull’Unione europea, su quel fragile accordo raggiunto l’estate scorsa e messo in discussione ogni tanto dallo stesso Donald Trump.

Stavolta, però, a renderlo ancora più pericolante sono stati i magistrati statunitensi che hanno dichiarato illegittime le tariffe imposte dalla Casa Bianca e lo strumento legislativo utilizzato. Il primo effetto, allora, è che il voto per l’approvazione dell’accordo fissato dal Parlamento europeo per martedì prossimo verrà rinviato. Si tratta dell’esame preliminare da parte della competente Commissione per il commercio internazionale ma che di fatto equivale ad un congelamento. Uno slittamento inevitabile perché al momento la base giuridica dell’intesa Ue-Usa è venuta meno. Il nucleo essenziale del patto consiste nello scambio per cui gli Usa applicano dazi ridotti rispetto a quelli introdotti nella scorsa primavera in cambio delle tariffe zero da parte europea. Ma annullate le “tasse” americane, lo scambio perde la sua essenza.

Al momento, però, Bruxelles non vuole assumere decisioni definitive. Perché nei contatti già intercorsi nelle ore successive alla sentenza, gli interlocutori di Washington hanno assicurato che il quadro normativo verrà ristabilito in un altro modo reintroducendo l’intero pacchetto di dazi. E infatti un portavoce della Commissione europea ha spiegato che «si prende atto della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti: la stiamo analizzando attentamente. Rimaniamo in stretto contatto con l’amministrazione statunitense per ottenere chiarezza sulle misure che intende adottare in risposta a questa sentenza».

Palazzo Berlaymont ha poi ricordato che «le aziende su entrambe le sponde dell’Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Pertanto, continuiamo a sostenere tariffe doganali basse e a impegnarci per ridurle».

Ma resta chiaro che se il presidente statunitense non corresse ai ripari velocemente, il rinvio dell’intesa diventerebbe permanente. Con il rischio concreto di una decadenza. Ipotesi cui per ora nessuno crede. Proprio perché la previsione è che Trump individui un veicolo normativo diverso per fissare le tasse doganali. E perché in pochi desiderano fare i conti con un tycoon fuori controllo su questa materia.

Eppure c’è un aspetto delicato che gli uffici della Commissione stanno studiando e valutando. Cosa accade ai soldi che le imprese hanno già sborsato per le tariffe illegittime? L’ipotesi più concreta è che gli importatori possano chiederne la restituzione per i mesi in cui sono rimasti in vigore. E si parla di diversi miliardi di dollari. Se la Casa Bianca non trovasse soluzioni adeguate, Trump potrebbe trovarsi dinanzi a un salasso per le casse a stelle e strisce.

Ma che il Vecchio Continente cercherà di non stressare i rapporti transatlantici, lo confermava il Commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic prima che la sentenza venisse resa pubblica: «Sugli Stati Uniti ho ribadito che l’attuazione dell’accordo commerciale in buona fede rimane essenziale».

Eppure le relazioni commerciali tra Vecchio e Nuovo Continente appaiono stabilmente appese a un filo, come dimostra una dichiarazione aggressiva contenuta in un documento del Pentagono in relazione alla futura disposizione europea sul cosiddetto “Buy European”, ossia la preferenza a favore dei prodotti “Made in Eu”. «Gli Stati Uniti — si legge — si oppongono fermamente a qualsiasi modifica che limiti la capacità» delle aziende Usa di accedere al mercato europeo. E in presenza di clausole vincolanti, ci sarebbe una risposta analoga da parte degli States chiudendo alle aziende Ue l’accesso agevolato ad alcune gare. Insomma il clima tra Bruxelles e Washington sembra destinato a rimanere stabilmente variabile.

Leggi i commenti