ROMA – Non bastavano gli scivoloni andati in onda durante la cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi Milano Cortina. Nella vigilia della chiusura una nuova bufera si abbatte sulla Rai per un’espressione antisemita.
Si tratta di un fuorionda offerto ieri mattina in apertura della diretta. Prima che il telecronista introducesse la gara di bob a quattro, si è sentita una voce dire: «Evitiamo l’equipaggio numero 21, che è quello dell’israeliano». Successivamente si sente anche un «no perché...», prima di essere sfumato con la partenza della telecronaca.
Si scusa il responsabile ad interim di Rai Sport Marco Lollobrigida, che parla di «espressione inaccettabile che non rappresenta in alcun modo i valori del servizio pubblico e di Rai Sport». E a nome della direzione esprime «sincere scuse agli atleti israeliani, alla delegazione e a tutti i telespettatori». Anche l’amministratore delegato Giampaolo Rossi giudica l’episodio «grave» e «contrario ai principi di imparzialità, rispetto e …
ROMA – Non bastavano gli scivoloni andati in onda durante la cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi Milano Cortina. Nella vigilia della chiusura una nuova bufera si abbatte sulla Rai per un’espressione antisemita.
Si tratta di un fuorionda offerto ieri mattina in apertura della diretta. Prima che il telecronista introducesse la gara di bob a quattro, si è sentita una voce dire: «Evitiamo l’equipaggio numero 21, che è quello dell’israeliano». Successivamente si sente anche un «no perché...», prima di essere sfumato con la partenza della telecronaca.
Si scusa il responsabile ad interim di Rai Sport Marco Lollobrigida, che parla di «espressione inaccettabile che non rappresenta in alcun modo i valori del servizio pubblico e di Rai Sport». E a nome della direzione esprime «sincere scuse agli atleti israeliani, alla delegazione e a tutti i telespettatori». Anche l’amministratore delegato Giampaolo Rossi giudica l’episodio «grave» e «contrario ai principi di imparzialità, rispetto e inclusione che devono caratterizzare il Servizio pubblico». Dunque annuncia l’avvio di un’istruttoria interna per aprire «un procedimento disciplinare» così da «accertare con la massima rapidità eventuali responsabilità». Una risposta anche al presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi che da subito ha chiesto all’azienda di intervenire. Pertanto il cda di viale Mazzini esprime la più ferma condanna: quelle parole «non rappresentano il nostro impegno contro ogni forma di antisemitismo e discriminazione». E l’ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, sottolinea che «nello sport non deve esserci spazio per l’incitamento all’odio, la discriminazione su base nazionale, culturale o religiosa, e qualsivoglia retorica offensiva».
La vicenda viene stigmatizzata anche dalla commissione di Vigilanza Rai e dai partiti di centrodestra. «Non è una gaffe. È una frase gravissima che tradisce un pregiudizio incompatibile con il servizio pubblico», secondo Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia viva alla Camera e vicepresidente della Vigilanza.
Per il presidente della commissione Cultura della Camera, esponente di FdI, Federico Mollicone, «questo caso dimostra il retropensiero ideologico di alcuni dipendenti dell’azienda riguardo il conflitto in Medioriente». Intervengono anche i parlamentari della Lega della commissione di Vigilanza Rai: «Lo sport non deve diventare territorio di scontro». Duro nei confronti della tv pubblica il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli: «Purtroppo la nostra “televisione di Stato” Rai ha dimostrato pressappochismo inanellando due figuracce che hanno fatto il giro del mondo».