✕

Referendum, il no di Toni Servillo: “Riforma inutile e pericolosa”

L’attore tra i contrari alla legge costituzionale che ridefinisce la governance della magistratura
2 minuti di lettura

La legge Nordio-Meloni? “Inutile e pericolosa”. Per la giustizia, per l’equilibrio dei poteri, per i cittadini.

Toni Servillo, il mitico Jep Gambardella, vota no. Netto. Chiaro. E con “grazia”, verrebbe da dire, per il pacato e fermo ragionamento che accompagna la sua posizione.

Un’opinione che è frutto di settimane di “studio”, racconta chi gli è vicino. Rigoroso nella cura di un personaggio, come nell’approfondimento - da elettore - di un testo di legge.

Venti righe scritte di suo pugno. Si schiera il grande attore cinematografico, oltre che interprete e regista teatrale di messinscene-capolavoro, da Eduardo a Jouvet passando per Goldoni e Montesano, considerato una delle figure più carismatiche della scena europea, amatissimo a Hollywood dove lo scorso novembre era l’unico italiano alla 16esima edizione dei Governors Awards, gli Oscar onorari assegnati dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences.

Già protagonista dell’opera di Sorrentino premiata con l’Oscar La grande bellezz…

La legge Nordio-Meloni? “Inutile e pericolosa”. Per la giustizia, per l’equilibrio dei poteri, per i cittadini.

Toni Servillo, il mitico Jep Gambardella, vota no. Netto. Chiaro. E con “grazia”, verrebbe da dire, per il pacato e fermo ragionamento che accompagna la sua posizione.

Un’opinione che è frutto di settimane di “studio”, racconta chi gli è vicino. Rigoroso nella cura di un personaggio, come nell’approfondimento - da elettore - di un testo di legge.

Venti righe scritte di suo pugno. Si schiera il grande attore cinematografico, oltre che interprete e regista teatrale di messinscene-capolavoro, da Eduardo a Jouvet passando per Goldoni e Montesano, considerato una delle figure più carismatiche della scena europea, amatissimo a Hollywood dove lo scorso novembre era l’unico italiano alla 16esima edizione dei Governors Awards, gli Oscar onorari assegnati dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences.

Già protagonista dell’opera di Sorrentino premiata con l’Oscar La grande bellezza, ha collezionato anche quattro David di Donatello, una Coppa Volpi, quattro Nastri d'argento: ma di fronte a quelle urne che chiedono un sì o un no, smessi i panni della star, è un cittadino che chiede, si informa e prende posizione nonostante il clima incandescente, e i continui attacchi della politica contro i magistrati, che segna l’ultimo mese di campagna referendaria prima dell’appuntamento con le urne del prossimo 22 e 23 marzo.

Servillo scrive a Repubblica: “La riforma della giustizia, oggetto del referendum del 22 e 23 marzo è, a mio parere, da un lato completamente inutile e dall’altro estremamente pericolosa”. Ecco la sua analisi. “E’ una riforma inutile perché non tocca neanche in minima parte i problemi della giustizia, intesa come servizio per i cittadini, come per esempio i tempi e la durata dei processi, la scandalosa situazione delle nostre carceri, problemi che avrebbero bisogno di leggi ordinarie e di stanziamenti di bilancio e non di una modifica della Costituzione”.

E, soprattutto “è una riforma estremamente pericolosa perché mira a rivedere il delicato equilibrio tra gli assetti di potere degli organi costituzionali, indebolendo in particolare la magistratura nel suo complesso e, quindi, la sua possibilità di azione autonoma e indipendente”.

Il grande attore ha nuovamente conquistato il pubblico internazionale con l’ultimo film del pluripremiato regista napoletano, “La grazia” appunto, (appena uscito in vari Paesi nel mondo) nei panni del presidente della Repubblica Mariano De Santis, anziano giurista e democristiano di lungo corso, che all’etica del rigore unisce l’esercizio democratico del dubbio, al suo fianco Anna Ferzetti in un passo a due che resterà anche quella singolare chimica tra padre e figlia sul set .

Ma l’alter ego per eccellenza di Sorrentino, immerso in questi giorni sul set con un altro vecchio compagno di lavoro, ancora una volta a Napoli, diretto da Mario Martone nel film Scherzetto, che il cineasta partenopeo ha tratto dal romanzo di Domenico Starnone e scritto con sua moglie Ippolita di Majo, ha riflettuto sui vari aspetti della riforma. Cogliendo ciò che per lui è il vero cuore di quelle numerose modifiche agli articoli della Costituzione.

E scrive ancora, Servillo: “Il vero obiettivo nascosto della riforma Nordio è quello di indebolire l’azione della magistratura nella sua funzione di controllo, di legalità nei confronti di pubblici poteri ( in linea con quello che sta accadendo in America o in Ungheria) e di annullare l’unica separazione che conta e che occorre, invece, mantenere: quella tra la Politica e la Giustizia”.

Una posizione ragionata, chiara, che arricchisce di una voce autorevole il fronte del no.

Sulla stessa lunghezza d’onda altri artisti, attori, intellettuali. Alcuni presi anche di mira per la loro scelta. Contro la riforma si sono schierati – tra gli altri - Alessandro Gassmann, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Maurizio de Giovanni, Viola Ardone, Marisa Laurito, Pif, Livio Guanciale, Elio Germano, e lo storico e professore Alessandro Barbero, il cui video è stato parzialmente oscurato sui social, e le cui parole sono diventate oggetto di critiche e anche di attacchi aggressivi da parte della destra.

Leggi i commenti