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Casini: “L’Europa deve svegliarsi subito”

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La presentazione del libro a Milano con Mario Monti e Giuliano Amato
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C’è un convitato di pietra, alla Cattolica, mentre Pier Ferdinando Casini presenta il suo libro: si chiama Europa. E c’è una parola che risuona più di tutte, democrazia. Inflazionata nel lessico pubblico, ma — ricordano in molti — solo negli anni d’oro della Democrazia cristiana aveva trovato un baricentro stabile. Di questo, del presente e del futuro della politica, il senatore ed ex presidente della Camera ha discusso con Mario Monti e Giuliano Amato, a partire dal suo libro “Al centro dell’aula dalla Prima Repubblica a oggi. Dialogo con Paolo Pombeni”. A portare i saluti è la rettrice dell’Università Cattolica, Elena Beccalli: «Il nostro auspicio è che gli studenti sappiano confrontarsi con tutte le posizioni in campo, entrare nel cuore della realtà politica con gli strumenti giusti».

C’è un convitato di pietra, alla Cattolica, mentre Pier Ferdinando Casini presenta il suo libro: si chiama Europa. E c’è una parola che risuona più di tutte, democrazia. Inflazionata nel lessico pubblico, ma — ricordano in molti — solo negli anni d’oro della Democrazia cristiana aveva trovato un baricentro stabile. Di questo, del presente e del futuro della politica, il senatore ed ex presidente della Camera ha discusso con Mario Monti e Giuliano Amato, a partire dal suo libro “Al centro dell’aula dalla Prima Repubblica a oggi. Dialogo con Paolo Pombeni”. A portare i saluti è la rettrice dell’Università Cattolica, Elena Beccalli: «Il nostro auspicio è che gli studenti sappiano confrontarsi con tutte le posizioni in campo, entrare nel cuore della realtà politica con gli strumenti giusti».

Tra il parterre di studenti si riconoscono volti che raccontano più di una stagione: Maurizio Lupi, Dario Franceschini, Simona Malpezzi, Giuseppe Fioroni. E poi Adriano Galliani, Marco Tronchetti Provera, Anna Maria Tarantola. Non un pubblico casuale. Casini chiama in causa i suoi vicini: «Due presidenti del Consiglio che hanno preso provvedimenti fondamentali per la storia della Repubblica». Ma i tempi, ammette, sono cambiati. «Stiamo correndo rischi molto grandi» per l’Europa unita, avverte Monti. È il riflesso di una paralisi che Giuliano Amato si diverte a descrivere con un’immagine: Mario Draghi che «sferza e scuote l’Europa come un domatore». Mentre Casini è «un sole centrale in ogni stagione». Sullo sfondo, la memoria di partiti capaci di visioni lunghe.

Casini raccoglie il filo e lo porta sul terreno dell’attualità: «Il nostro compito non è svendere Kiev ma difenderla». E l’Europa, insiste, deve «finalmente svegliarsi». Il passaggio più politico arriva sulla democrazia interna: «Chi vince le elezioni non è il padrone del Paese. Gli italiani hanno votato Giorgia Meloni, io no, ma rispetto chi l’ha fatto: non è per questo padrona dell’Italia, è la leader di un governo democratico». Poi un altro affondo alla premier favorevole al diritto di veto in Europa: «Non puoi poi pretendere che l’Europa decida velocemente» se è «schiava» di «un piccolo Paese». E infine il monito ai giovani a impegnarsi in politica: «A che serve, ragazzi, avere le mani pulite se le tenete in tasca?».

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