Venti giorni in Ragioneria dello Stato, la firma di Sergio Mattarella e nel frattempo diversi cambiamenti: il nuovo decreto sicurezza varato in Cdm il 5 febbraio scorso ottiene la cosiddetta “bollinatura” e contestualmente il via libera del Quirinale. Tra le modifiche più significative l’articolo 6, dedicato alla tutela delle città: il fondo destinato agli enti locali viene incrementato fino a raggiungere 48 milioni di euro e ne viene estesa la durata negli anni. La nuova formulazione specifica che i Comuni potranno impiegare queste risorse anche per finanziare ore di lavoro straordinario e contratti a termine della polizia municipale, superando i consueti vincoli di spesa.
Un aggiustamento riguarda anche l’articolo 1, che disciplina il porto di armi e oggetti potenzialmente offensivi. Rimane il giro di vite sul possesso immotivato di coltelli e strumenti da punta o da taglio e resta fermo il divieto di vendita ai minorenni. Tuttavia, nella versione definitiva non compare più l’obblig…
Venti giorni in Ragioneria dello Stato, la firma di Sergio Mattarella e nel frattempo diversi cambiamenti: il nuovo decreto sicurezza varato in Cdm il 5 febbraio scorso ottiene la cosiddetta “bollinatura” e contestualmente il via libera del Quirinale. Tra le modifiche più significative l’articolo 6, dedicato alla tutela delle città: il fondo destinato agli enti locali viene incrementato fino a raggiungere 48 milioni di euro e ne viene estesa la durata negli anni. La nuova formulazione specifica che i Comuni potranno impiegare queste risorse anche per finanziare ore di lavoro straordinario e contratti a termine della polizia municipale, superando i consueti vincoli di spesa.
Un aggiustamento riguarda anche l’articolo 1, che disciplina il porto di armi e oggetti potenzialmente offensivi. Rimane il giro di vite sul possesso immotivato di coltelli e strumenti da punta o da taglio e resta fermo il divieto di vendita ai minorenni. Tuttavia, nella versione definitiva non compare più l’obbligo — previsto nelle prime bozze — per i negozianti di annotare le vendite di lame oltre una certa lunghezza. Viene quindi eliminato un adempimento amministrativo per gli esercenti, pur confermando l’inasprimento delle sanzioni per il porto illecito. All’articolo 3 viene confermata l’introduzione di un’aggravante per le rapine compiute da gruppi organizzati. E il 4 mantiene il rafforzamento delle misure preventive nelle aree urbane considerate più delicate, ampliando le prerogative dei prefetti nelle cosiddette zone a controllo rafforzato. Restano inalterate anche le disposizioni relative alla gestione dell’ordine pubblico: viene conservata la possibilità di arresto in flagranza differita per danneggiamenti commessi durante manifestazioni e rimane la facoltà per le forze dell’ordine di trattenere fino a 12 ore, negli uffici di polizia, soggetti ritenuti potenzialmente pericolosi per il regolare svolgimento di eventi pubblici, “in presenza di un attuale pericolo per ordine e la sicurezza pubblica”. In materia di droga, il testo ribadisce la confisca obbligatoria di mezzi e beni impiegati nello spaccio.
Nel frattempo non si ferma strascico delle polemiche sui fatti di Rogoredo. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha spiegato che «da penalista, non ho fatto nessuna dichiarazione in questa occasione pur essendo uno che sta sempre dalla parte delle forze dell’ordine perché le circostanze avevano necessità di essere approfondite». A differenza di quanto fatto dal suo partito, FdI. Il vicepremier Antonio Tajani (Forza Italia), ribaltando un po’ la genesi della questione, ora invita la sinistra a non strumentalizzare. «Questa vicenda — ribadisce la segretaria del Pd, Elly Schlein — dimostra tutta l’inadeguatezza di un governo che cerca di mettere le istituzioni una contro l’altra e quanto sia invece importante che forze dell’ordine e magistratura indipendente facciano chiarezza».