ROMA – Futuristi a rapporto. L’ex vicesegretario della Lega Roberto Vannacci ha incontrato ieri sera e stamattina a Roma i tre deputati del suo neonato partito: Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo.
Un punto per caricare i suoi con le prossime mosse. E criticare gli altri, in particolare gli ex alleati. Nelle riunioni, racconta l’ex leghista Sasso, Vannacci “si è detto meravigliato del voto degli europarlamentari di Forza Italia su quella risoluzione con cui il Parlamento europeo si impegna a chiedere all’Onu di riconoscere come donne i trans”. Quindi l’affondo: “Per noi i valori e i voti non sono negoziabili”, a differenza del “centrodestra del passato, il centrodestra fluido, il centrodestra sbiadito, che in campagna elettorale chiede il voto dei conservatori, poi va all’Europarlamento e approva una risoluzione con cui si dice che l'uomo trans deve essere riconosciuto ufficialmente come donna”. La vera destra, secondo il deputato, è sempre nella triade “Dio, Patria e Fa…
ROMA – Futuristi a rapporto. L’ex vicesegretario della Lega Roberto Vannacci ha incontrato ieri sera e stamattina a Roma i tre deputati del suo neonato partito: Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo.
Un punto per caricare i suoi con le prossime mosse. E criticare gli altri, in particolare gli ex alleati. Nelle riunioni, racconta l’ex leghista Sasso, Vannacci “si è detto meravigliato del voto degli europarlamentari di Forza Italia su quella risoluzione con cui il Parlamento europeo si impegna a chiedere all’Onu di riconoscere come donne i trans”. Quindi l’affondo: “Per noi i valori e i voti non sono negoziabili”, a differenza del “centrodestra del passato, il centrodestra fluido, il centrodestra sbiadito, che in campagna elettorale chiede il voto dei conservatori, poi va all’Europarlamento e approva una risoluzione con cui si dice che l'uomo trans deve essere riconosciuto ufficialmente come donna”. La vera destra, secondo il deputato, è sempre nella triade “Dio, Patria e Famiglia": "Lo rivendico e Vannacci ci ha esortato a continuare a portare avanti questa battaglia identitaria e culturale”.
Il partito, annuncia Sasso, sta preparando “una serie di iniziative legislative”. Tra cui un pacchetto di emendamenti al decreto Sicurezza. La nuova formazione politica continua però a stare nel limbo: né dentro né fuori dalla maggioranza. Attentissimi a tenersi la porta aperta: “Chiediamo che tutto il centrodestra ci rispetti, chiaramente poi le alleanze si fanno se si è in due, non se si è da soli". E se il discrimine è stare con Kiev, i vannacciani contano sul tempo: “Il voto delle prossime politiche ci dovrebbe essere presumibilmente nel 2027, ci auguriamo che la guerra tra la Russia e l'Ucraina termini”.
Per ora, però, solo bordate per gli ex colleghi leghisti. Anche chi, come loro, non è a favore dell’invio di armi agli ucraini. Vedi il senatore Claudio Borghi, che ha deciso di non partecipare al voto di Palazzo Madama: “Capisco l’imbarazzo di Claudio, ma non si può stare in un partito che dice una cosa e poi ne fa un'altra”.
Vannacci intanto sarebbe già di ritorno a Bruxelles. Tornerà a Roma il 5 marzo per una conferenza nella sede dell’Associazione stampa estera. E il giorno prima potrebbe entrare in agenda un confronto con i cronisti italiani alla Camera.