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Rischio fake news sulla campagna per il referendum, Avs chiede la vigilanza di AgCom

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Una lettera all’agenzia firmata da Bonelli, Fratoianni e Piccolotti per un incontro immediato: “Siamo molto preoccupati per le notizie delle ultime settimane”
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Un intervento urgente dell’AgCom per vigilare sulla campagna referendaria e sul rischio di disinformazione e interferenze straniere nel dibattito pubblico. È la richiesta formale che Alleanza Verdi e Sinistra ha inviato al presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Giacomo Lasorella. A firmare la lettera sono i due segretari Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, insieme alla parlamentare Betta Piccolotti, chiedendo un incontro immediato alla luce delle «notizie che si sono susseguite nelle ultime settimane».

La richiesta arriva dopo l’inchiesta di Repubblica sull’uso massiccio di intelligenza artificiale per creare fake news che potrebbero orientare il voto. “Siamo molto preoccupati per le notizie che si sono susseguite nelle ultime settimane” scrivono nella lettera. Nella quale si richiamano una serie di casi. Si parte dalla pubblicazione delle carte sul cosiddetto caso Epstein, dalle quali emergerebbero le mosse di Steve Bannon – già stratega dell’estrema destra ame…

Un intervento urgente dell’AgCom per vigilare sulla campagna referendaria e sul rischio di disinformazione e interferenze straniere nel dibattito pubblico. È la richiesta formale che Alleanza Verdi e Sinistra ha inviato al presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Giacomo Lasorella. A firmare la lettera sono i due segretari Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, insieme alla parlamentare Betta Piccolotti, chiedendo un incontro immediato alla luce delle «notizie che si sono susseguite nelle ultime settimane».

La richiesta arriva dopo l’inchiesta di Repubblica sull’uso massiccio di intelligenza artificiale per creare fake news che potrebbero orientare il voto. “Siamo molto preoccupati per le notizie che si sono susseguite nelle ultime settimane” scrivono nella lettera. Nella quale si richiamano una serie di casi. Si parte dalla pubblicazione delle carte sul cosiddetto caso Epstein, dalle quali emergerebbero le mosse di Steve Bannon – già stratega dell’estrema destra americana e animatore dell’universo Maga – per sostenere economicamente forze politiche euroscettiche nel continente, “tra cui la Lega di Matteo Salvini, con l’obiettivo dichiarato di destabilizzare l’Unione europea". Un precedente che, secondo Avs, si inserisce in una dinamica più ampia di interferenze già viste in Europa, come nel caso della Romania, dove sospetti di ingerenze esterne e campagne digitali coordinate hanno segnato passaggi elettorali delicati.

Non solo. La lettera cita l’inchiesta di IrpiMedia e Wired Italia sul sostegno alla pagina social “Esperia Italia”, presentata come canale indipendente ma, secondo le ricostruzioni giornalistiche, sostenuta da ambienti politici e professionali legati al governo e richiama lo studio del professor Fabio Giglietto dell’Università di Urbino, secondo cui il filtro algoritmico introdotto da Meta nel 2021 avrebbe finito per amplificare la visibilità delle posizioni più radicali, penalizzando al contempo molti parlamentari.

Per Avs, l’AgCom è chiamata in causa direttamente in quanto autorità nazionale inserita nel sistema europeo di vigilanza sui servizi digitali. Nella richiesta si elencano in modo puntuale gli strumenti normativi: il Digital Services Act del 2022, il Code of Conduct on Disinformation e il Regolamento Ue sulla trasparenza e il targeting della pubblicità politica, applicabile dal 10 ottobre 2025. Norme che prevedono “obblighi stringenti su etichettatura dei contenuti politici, indicazione dello sponsor, provenienza dei fondi, divieto di micro-targeting senza consenso e sanzioni in caso di finanziamenti extra-Ue”.

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