MILANO – La decisione è arrivata ieri e ha colto tutti di sorpresa. Carmelo Cinturrino, il poliziotto in carcere con l’accusa di omicidio volontario per i fatti di Rogoredo, ha cambiato avvocato. Il suo legale non sarà più Piero Porciani, che lo aveva assistito dal primo momento. Cambio di strategia difensiva o altri motivi dietro alla scelta?
Rogoredo, legale Cinturrino: "Ha confessato, ma non gestiva un giro di spaccio"
Piero Porciani era un nome conosciuto per due ragioni: una lunga storia di impegno nell’estrema destra e il lavoro di difesa di agenti in divisa coinvolti in fattacci di cronaca. Dal caso Uva al G8 di Genova, passando per la caserma di Piacenza alla morte di Ramy.
Porciani, classe 1961, è stato dirigente e candidato alla Camera della Fiamma Tricolore, il partito nato come scissione “a destra” dopo la trasformazione dell’Msi in An. Ma oggi è considerato …
MILANO – La decisione è arrivata ieri e ha colto tutti di sorpresa. Carmelo Cinturrino, il poliziotto in carcere con l’accusa di omicidio volontario per i fatti di Rogoredo, ha cambiato avvocato. Il suo legale non sarà più Piero Porciani, che lo aveva assistito dal primo momento. Cambio di strategia difensiva o altri motivi dietro alla scelta?
Rogoredo, legale Cinturrino: "Ha confessato, ma non gestiva un giro di spaccio"
Piero Porciani era un nome conosciuto per due ragioni: una lunga storia di impegno nell’estrema destra e il lavoro di difesa di agenti in divisa coinvolti in fattacci di cronaca. Dal caso Uva al G8 di Genova, passando per la caserma di Piacenza alla morte di Ramy.
Porciani, classe 1961, è stato dirigente e candidato alla Camera della Fiamma Tricolore, il partito nato come scissione “a destra” dopo la trasformazione dell’Msi in An. Ma oggi è considerato organico a FdI, mantenendo ottimi rapporti con il mondo post-missino milanese sia quello più radicale che quello istituzionale, in primis con Ignazio La Russa, presidente del Senato (anche perché condividono lo stesso condominio in zona Porta Venezia a Milano).
Se una volta c’erano i legali del cosiddetto “soccorso rosso”, Porciani funge un po’ da “soccorso della divisa” quando le cose si mettono parecchio male. Agenti che durante il G8 a Genova nel 2001 assaltano la scuola Diaz, malmenando decine di militanti del movimento no global: chiamano lui.
Poi c’è la storia di Giuseppe Uva, che nel 2008 a Varese viene fermato da due carabinieri mentre stava spostando delle transenne. Lo portano in caserma e infine lo trasportano con trattamento sanitario obbligatorio all'ospedale, dove muore la mattina successiva per arresto cardiaco. Nonostante denunce di violenze e lesioni sul corpo, i processi si sono conclusi con l'assoluzione definitiva degli agenti, e anche lì la pratica è in mano a Porciani, che poi querelerà la sorella di Uva, andata in escandescenze dopo la sentenza di non colpevolezza.
Nel 2013 a Piacenza scoppia un altro bubbone: spaccio di sostanze stupefacenti, favoreggiamento della prostituzione e dell'immigrazione clandestina, corruzione, abuso d’ufficio, calunnia, falso materiale e falso ideologico. Erano questi, a vario titolo, i reati principali commessi, secondo la procura della Repubblica, dai sei poliziotti in servizio alla questura. Porciani difende Claudio Anastasio, ispettore della Squadra mobile.
Altra specialità di Porciani, la cosiddetta “legittima difesa”. Il gioielliere di Rodano (Milano) Rodolfo Corazzo che nel 2015 spara e uccide un rapinatore albanese entrato nella villa e che minacciava la sua famiglia, c’è lui ad assisterlo: “Il problema è che certa gente non dovrebbe proprio entrare nel nostro Paese”, commentò l’avvocato. Tra parentesi: oggi Corazzo, archiviata l’indagine, è sindaco di Rodano.
Tre anni dopo Luigi Corcione, proprietario di una gioielleria di Frattamaggiore, ammazza uno dei rapinatori della banda che volevano entrare nel suo negozio. La Russa è in piena campagna elettorale per le Politiche e dice: “Lo difendiamo noi come FdI, mettiamo a disposizione l’avvocato Porciani”.
Il 24 novembre 2024 a Milano muore Ramy Elgaml, 19enne del quartiere Corvetto, passeggero su uno scooter inseguito da più auto dei carabinieri per circa 8 chilometri. Nell’incidente, lo scooter va fuori strada e Ramy perde la vita. La Procura di Milano ha indagato l’amico che guidava per omicidio stradale e, a vario titolo, anche militari dell’Arma: alcuni per la condotta di inseguimento e altri per false dichiarazioni e presunto depistaggio nelle fasi iniziali delle indagini. Pure qui, Porciani è tra i difensori.
Provare a salvare anche Cinturrino sembrava essere l’ultima missione.