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Iran, opposizione unita contro il governo: “Ha reso il nostro Paese irrilevante”

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Schlein: “Sono troppo schiacciati su Trump”. Conte e Fratoianni: “Non ci sentiamo tutelati da palazzo Chigi”
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«Il governo italiano non può rimanere schiacciato sull’amministrazione Usa, o danneggerà irreparabilmente il ruolo diplomatico che l’Italia ha sempre svolto e visto riconosciuto da tutti gli attori nella regione», dice la segretaria del Pd, Elly Schlein. La posizione dei democratici è chiara: non c’è nessuna ambiguità rispetto all’Iran e al giudizio sul regime — poche settimane fa il Pd scese in piazza assieme a M5S e Avs in solidarietà con il popolo iraniano in lotta e contro la repressione — ma «al contempo noi riteniamo sbagliate e pericolose le azioni militari unilaterali che violano il diritto internazionale e scavalcano ogni sede multilaterale». Che l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran rappresenti una chiara violazione delle norme internazionali è infatti una certezza: la Carta delle Nazioni Unite, all’articolo 2, non lascia spazio ad altre interpretazioni. «Meloni non interviene — continua Schlein — eppure l’amicizia che rivendica con Trump non gli ha impe…

«Il governo italiano non può rimanere schiacciato sull’amministrazione Usa, o danneggerà irreparabilmente il ruolo diplomatico che l’Italia ha sempre svolto e visto riconosciuto da tutti gli attori nella regione», dice la segretaria del Pd, Elly Schlein. La posizione dei democratici è chiara: non c’è nessuna ambiguità rispetto all’Iran e al giudizio sul regime — poche settimane fa il Pd scese in piazza assieme a M5S e Avs in solidarietà con il popolo iraniano in lotta e contro la repressione — ma «al contempo noi riteniamo sbagliate e pericolose le azioni militari unilaterali che violano il diritto internazionale e scavalcano ogni sede multilaterale». Che l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran rappresenti una chiara violazione delle norme internazionali è infatti una certezza: la Carta delle Nazioni Unite, all’articolo 2, non lascia spazio ad altre interpretazioni. «Meloni non interviene — continua Schlein — eppure l’amicizia che rivendica con Trump non gli ha impedito di non avvertirla dell’attacco».

L’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte è tranchant: «Inutile girarci intorno, non ci sentiamo tutelati dal governo. L’Italia a guida Meloni, che secondo i media controllati dalla maggioranza doveva assicurare dialogo e ponti fra Usa ed Europa, non sapeva nemmeno dei pesanti attacchi sull’Iran». Per il leader dei 5 Stelle, siamo di fronte alla «fine del diritto internazionale, è l’esilio delle organizzazioni che dovevano garantire pace e sicurezza percorrendo la strada della diplomazia e non quella delle armi, anche di fronte a un regime terribile come quello iraniano. Meloni ha dimenticato il nostro tricolore, la nostra Costituzione. Tajani che si passa tra le mani il cappellino Maga di Trump e il ministro Crosetto isolato a Dubai come un turista qualsiasi sono le immagini più emblematiche della perdita della dignità politica».

Mentre il rossoverde Angelo Bonelli di Avs si domanda: «La democrazia può essere portata con le bombe o con la guerra? Ricordiamoci quello che è accaduto in Libia, quello che è accaduto in Afghanistan, in Siria, in Iraq dove, abbattuti i dittatori, la guerra ha portato vittime, instabilità e nuove oppressioni».

Anche Matteo Renzi mette il dito nella piaga, cioè il ruolo marginale del governo in questa vicenda: «Per mesi ci hanno raccontato a reti unificate che Meloni era il ponte tra Trump e l’Europa. Purtroppo erano tutte fake news: scopriamo che la Casa Bianca ha avvisato dell’operazione in Iran gli inglesi, i francesi, i tedeschi e persino i polacchi. Tutti, ma noi italiani no». Da qui, anche il pasticcio del caso Crosetto, con appunto il ministro che si è ritrovato bloccato a Dubai perché nessuno lo aveva avvertito dell’attacco: «Nessuno strumentalizza la sua presenza a Dubai: ci si chiede come mai il governo Meloni, che ogni giorno si affanna a spiegare quanto è amico di Trump, non fosse informato dell’imminente attacco all’Iran, tanto da ritrovarsi nella paradossale situazione di avere proprio il Ministro della Difesa, ignaro di tutto, in una delle città colpite dalla controffensiva iraniana», commenta Riccardo Magi (+Europa).

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