I misteri di Crosetto a Dubai: dall’impegno ad Abu Dhabi allo stato whatsapp pubblicato per errore
di Giuliano FoschiniIl viaggio a Dubai di Guido Crosetto più passano le ore e più diventa un caso politico. E non soltanto per l’immagine che è stata data: il ministro della Difesa bloccato nel cuore di uno scenario di guerra internazionale. Il punto è diventato la coerenza delle versioni sul perché Crosetto si trovasse a Dubai. All’inizio la spiegazione è una: viaggio privato per «assicurarsi che la sua famiglia tornasse in sicurezza». Da qui il volo civile. Poi, nell’intervista esclusiva concessa a Repubblica, compare un elemento diverso: un «impegno istituzionale ad Abu Dhabi» che avrebbe inciso perfino sull’orario della partenza. Le domande sono lineari. Perché è andato a Dubai? Per ragioni familiari o per un impegno istituzionale? Se è andato per mettere in sicurezza la famiglia, significa che un rischio era stato percepito. E allora: perché non era stata valutata la minaccia di far muovere un ministro della Difesa in un territorio a rischio? Da giorni diversi report internazionali avevano individua…
Il viaggio a Dubai di Guido Crosetto più passano le ore e più diventa un caso politico. E non soltanto per l’immagine che è stata data: il ministro della Difesa bloccato nel cuore di uno scenario di guerra internazionale. Il punto è diventato la coerenza delle versioni sul perché Crosetto si trovasse a Dubai. All’inizio la spiegazione è una: viaggio privato per «assicurarsi che la sua famiglia tornasse in sicurezza». Da qui il volo civile. Poi, nell’intervista esclusiva concessa a Repubblica, compare un elemento diverso: un «impegno istituzionale ad Abu Dhabi» che avrebbe inciso perfino sull’orario della partenza. Le domande sono lineari. Perché è andato a Dubai? Per ragioni familiari o per un impegno istituzionale? Se è andato per mettere in sicurezza la famiglia, significa che un rischio era stato percepito. E allora: perché non era stata valutata la minaccia di far muovere un ministro della Difesa in un territorio a rischio? Da giorni diversi report internazionali avevano individuato il quadrante mediorientale come fortemente a rischio con un possibile attacco americano sull’Iran. E se, come sembra dall’intervista a Repubblica, lo scenario si è aggravato mentre era a Dubai – “Sono venuto perché le informazioni disponibili non lasciavano presagire una tale accelerazione. E quando ho capito che ci sarebbe potuto essere anche un attacco agli Emirati Arabi Uniti, ho deciso di portare a casa la mia famiglia” ha detto a Repubblica – perché nessuno allora ha condiviso le preoccupazioni e le informazioni con la nostra intelligence per capire quale fosse la cosa migliore da fare?
I motivi del viaggio
Se invece dietro il viaggio del ministro c’era un impegno istituzionale – “per un mio impegno istituzionale ad Abu Dhabi abbiamo preso il volo del pomeriggio” - perché viaggiare senza scorta? E di nuovo, perché non informare formalmente i Servizi? Perché nel Governo nessuno, o forse in pochissimi, sapevano del fatto che il ministro della Difesa avesse un appuntamento a Dubai, una circostanza non esattamente neutra? Non lo sapeva per esempio il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, con cui invece probabilmente avrebbe dovuto esserci una interlocuzione. Di più: di questo impegno si è saputo soltanto ora, nel pieno della tempesta, con il ministro della Difesa emiratino, Mohammed bin Mubarak bin Fadhel Al Mazrouei, che ha twittato 48 ore dopo dell’incontro con Crosetto per “rafforzare la cooperazione militare bilaterale e sviluppare il partenariato di difesa tra i due Paesi, a dimostrazione della profondità delle relazioni tra Emirati Arabi Uniti e Italia e dell'impegno condiviso a sostenere la sicurezza e la stabilità”.
Le informazioni condivise
Ma davvero non sapeva nulla nessuno del viaggio del ministro? Crosetto in aula ieri ha spiegato di aver valutato “e neanche da solo” l’opportunità di quel viaggio. Qualcuno quindi sapeva ma non risultano protocolli di sicurezza attivati. Di più: Crosetto è partito su un volo civile insieme ad altre 400 persone. Arrivato a Dubai ha parlato più volte con l’ambasciatore e l’addetto alla sicurezza dell’ambasciata sapeva della sua presenza. “Era un viaggio familiare con parte istituzionale ma non segreto” fanno sapere a Repubblica, spiegando anche che il ministro aveva scelto la forma della trasferta privata perché voleva avere la libertà di stare con i suoi figli, circostanza che visto “il suo modo di agire” non avrebbe potuto fare in un viaggio istituzionale.
La famiglia di Crosetto a Dubai
Secondo punto: perché la famiglia era a Dubai. A Repubblica risulta che gli Emirati non siano una destinazione occasionale. Dubai è un luogo che il ministro e il suo entourage frequentano spesso. Come ha scritto Domani, solo due mesi fa Crosetto era stato negli Emirati per una serata al 61esimo piano dell’hotel che ospita il Billionaire di Flavio Briatore. Dal ministero spiegano che si tratta di «un luogo sicurissimo», dove la famiglia — che in Italia vive sotto scorta — «si sente più protetta che in Europa». A Dubai fanno base spesso anche amici della famiglia Crosetto. In quei giorni, secondo quanto risulta, sarebbe stato presente anche Giancarlo Innocenzi Botti, ex manager Mediaset ed ex deputato di Forza Italia, già in affari nella società Entheos Worldwide e oggi in rapporti professionali con la moglie del ministro. Anche Innocenzi è molto spesso a Dubai dove ha spostato un pezzo dei suoi affari.
Lo stato su Whatsapp con la localizzazione a Dubai di Anna
C’è poi un ulteriore, piccolo, giallo. Lunedì scorso, per errore, il ministro ha pubblicato sul suo stato Whatsapp per qualche minuto una mappa di Dubai con la localizzazione di una persona: Anna. Si trattava – fanno sapere fonti a Repubblica – della mamma di un compagno di scuola del figlio del ministro che la moglie, che era già negli Emirati, doveva raggiungere in quel posto.
La tariffa pagata per il volo di ritorno
Infine: Crosetto ha annunciato di essere tornato con un volo, pagando tre volte la tariffa prevista per gli ospiti dei voli di Stato, «in modo tale da togliere anche la possibilità di attaccarmi». Ma quella non è la tariffa del volo che è costato, secondo fonti di Repubblica, almeno quindici volte in più del biglietto pagato da Crosetto. “Ma è normale che un ministro debba tornare da una situazione del genere” dicono le stesse fonti. Qualcuno ha invece dubbi sul fatto che sia stato giusto lasciare la famiglia a Dubai. Se quello è uno scenario pericoloso, la sicurezza della nazione passa anche per la sicurezza della famiglia del ministro della Difesa.