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Allerta sicurezza, in Italia 28mila possibili obiettivi. La premier: Teheran deve fermarsi

Giorgia Meloni al Tg5

 

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Meloni sulla crisi nel Golfo: il conflitto mi preoccupa, gli Usa non hanno coinvolto l’Europa. Vertice antiterrorismo al Viminale: controlli rafforzati sui siti sensibili nel nostro Paese
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ROMA – Giorgia Meloni è preoccupata. A tre giorni dall’inizio del nuovo conflitto in Medio Oriente, mentre al Viminale il Comitato nazionale ordine e sicurezza rafforza la vigilanza sui 28.000 obiettivi sensibili in Italia, la premier dice: «Mi preoccupa una guerra in Europa, sarebbe stupido pensare che quello che accade non ci coinvolge».

Meloni parla per la prima volta dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran. In un’intervista al Tg5 conferma che l’Europa non è stata coinvolta nella decisione presa dopo che «l’accordo sul nucleare per cui l’Italia si era molto spesa è fallito», ma d’altra parte — afferma — «non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio».

Nel giorno in cui i droni arrivati su una base militare a Cipro portano la guerra in Europa, la premier esprime i suoi timori per «il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del consiglio di sicurezza…

ROMA – Giorgia Meloni è preoccupata. A tre giorni dall’inizio del nuovo conflitto in Medio Oriente, mentre al Viminale il Comitato nazionale ordine e sicurezza rafforza la vigilanza sui 28.000 obiettivi sensibili in Italia, la premier dice: «Mi preoccupa una guerra in Europa, sarebbe stupido pensare che quello che accade non ci coinvolge».

Meloni parla per la prima volta dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran. In un’intervista al Tg5 conferma che l’Europa non è stata coinvolta nella decisione presa dopo che «l’accordo sul nucleare per cui l’Italia si era molto spesa è fallito», ma d’altra parte — afferma — «non possiamo permetterci che l’attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio».

Nel giorno in cui i droni arrivati su una base militare a Cipro portano la guerra in Europa, la premier esprime i suoi timori per «il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deliberatamente attaccato un suo vicino. Era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos». Meloni giudica «totalmente ingiustificati» gli attacchi dell’Iran nei confronti dei Paesi del Golfo: «Ora l’obiettivo — dice — è ovviamente che la crisi non dilaghi». E assicura l’impegno del governo per garantire assistenza alle decine di migliaia di italiani bloccati nell’area interessata dal conflitto.

Parole che non placano le opposizioni. «Venga in Parlamento a metterci la faccia», dice Giuseppe Conte. E con una lettera unitaria inviata ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa i capigruppo di Pd, M5S, Avs, Azione, Italia Viva e + Europa, chiedono che la premier venga convocata con urgenza in Parlamento per esporre la linea del governo sul conflitto. «La natura e la portata della crisi in atto — si legge nel testo — investono la politica estera e di sicurezza nella sua dimensione complessiva e strategica. È necessario un confronto in aula con il vertice dell’esecutivo, affinché siano chiariti indirizzo politico, scelte strategiche e responsabilità».

Per garantire la sicurezza nazionale e «per affrontare il fenomeno del terrorismo legato al fondamentalismo islamico — conferma la premier — è mobilitata la nostra intelligence». E con i vertici dei Servizi segreti e delle forze dell’ordine, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha messo a punto un piano sicurezza: una sorta di riedizione del modello sperimentato a Roma per il Giubileo, a cominciare dal sistema antidrone, incrociato con un continuo lavoro del Comitato analisi strategica antiterrorismo con il monitoraggio sul web di forum e canali social alla ricerca di segnali di radicalizzazione di «lupi solitari».

L’allargamento del conflitto agli altri Paesi del golfo e i droni su Cipro a conferma che le basi militari occidentali sono un obiettivo in qualunque Paese siano hanno fatto salire al massimo il livello di allerta. In Italia sono 28.000 i siti a rischio ( 4.400 solo a Roma) e la vigilanza è stata immediatamente rafforzata soprattutto in quelli legati a Usa e Israele e le altre nazioni coinvolte nel conflitto, così come nelle infrastrutture più esposte al pericolo attentati: aeroporti, stazioni, porti. Quotidianamente il Comitato analisi strategica antiterrorismo e i comitati provinciali ordine e sicurezza faranno il punto anche sui rischi che potrebbero derivare dalle manifestazioni in programma nei prossimi giorni. Si comincia oggi alle 18 a Roma con la mobilitazione in piazza Santi Apostoli del Comitato 7 Ottobre e quella contemporanea degli antagonisti davanti all’ambasciata degli Stati Uniti.

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