✕

Viaggio a Dubai, opposizioni all’attacco. Crosetto: “Chiedo scusa”

Il ministro della Difesa Guido Crosetto

 (ansa)

Ascolta l'audio

Il titolare della Difesa in commissione: lì per i miei figli, ho sbagliato. Conte: chiarisca cosa faceva. Schlein: quando torneranno gli italiani?
2 minuti di lettura

ROMA – Dopo tre giorni, il caso Crosetto è ancora tutto lì: il ministro della Difesa che si ritrova a Dubai nel bel mezzo dell’inizio di un attacco militare americano e israeliano all’Iran, con le bombe che arrivano sin negli Emirati. Così quando ieri, dopo essere riuscito a tornare in patria, il ministro arriva in audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera, tutta l’opposizione gliene chiede conto.

Prima lo fa Giuseppe Conte: «Non è un fatto personale — dice il presidente del M5S — ma lei si è ritrovato lì: prima ha dichiarato per impegni familiari, poi che c’era un incontro istituzionale col suo omologo emiratino, poi ancora che era andato lì perché non c’erano rischi, oggi ha dichiarato invece che è andato lì perché ha capito che c’erano rischi e voleva mettere in salvo la sua famiglia». Cambi di versione che «non ci fanno sentire tutelati da questo governo». Anche Elly Schlein, in collegamento, menziona la faccenda, senza però calcare troppo …

ROMA – Dopo tre giorni, il caso Crosetto è ancora tutto lì: il ministro della Difesa che si ritrova a Dubai nel bel mezzo dell’inizio di un attacco militare americano e israeliano all’Iran, con le bombe che arrivano sin negli Emirati. Così quando ieri, dopo essere riuscito a tornare in patria, il ministro arriva in audizione davanti alle commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera, tutta l’opposizione gliene chiede conto.

Prima lo fa Giuseppe Conte: «Non è un fatto personale — dice il presidente del M5S — ma lei si è ritrovato lì: prima ha dichiarato per impegni familiari, poi che c’era un incontro istituzionale col suo omologo emiratino, poi ancora che era andato lì perché non c’erano rischi, oggi ha dichiarato invece che è andato lì perché ha capito che c’erano rischi e voleva mettere in salvo la sua famiglia». Cambi di versione che «non ci fanno sentire tutelati da questo governo». Anche Elly Schlein, in collegamento, menziona la faccenda, senza però calcare troppo la mano: «Il ministro Crosetto ora è rientrato, ci chiediamo quando potranno rientrare e quanti sono tutti gli altri che chiedono di rientrare e che non hanno le stesse disponibilità».

Crosetto da parte sua ha replicato entrando nel dettaglio, per quanto possibile: «Ho dato sempre la stessa versione, ho messo insieme un impegno istituzionale con uno familiare e ho deciso di non gravare sulle casse dello Stato. Avrei potuto partire con quello istituzionale e poi fare con la mia famiglia qualche giorno di vacanza e così avrei gravato sulle spese allo Stato. Sono partito invece a livello privato e ho fatto le cose che dovevo fare a livello istituzionale e poi sono tornato. Avrò sbagliato come ministro e chiedo scusa, perché avevo i miei due figli e sono stato lì». Quale impegno istituzionale? «Uno l’ha comunicato lo stesso ministro degli Emirati oggi con un comunicato stampa, quindi potete vederlo. Ma secondo voi — ha detto poi dopo rivolgendosi ai cronisti — io ho detto che l’Italia se fosse attaccata sarebbe in pericolo e voi mi chiedete veramente questa cosa? A che livello siete?». Ma che ci sia stato qualche errore nella gestione generale, comunicazione compresa, lo ammette proprio il ministro: «Sì, probabilmente dovevo tornare e abbandonare i miei figli. L’ho detto pubblicamente: “Sono bloccato qua”. L’ho detto pubblicamente come altri italiani, ho passato la mia giornata, a parte dormire nel bunker con altri italiani, a tranquillizzare gli altri italiani».

Al suo fianco il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ascolta in religioso silenzio, lo stesso fa Stefania Craxi, che poi si lamenterà dei «soliti populisti di maniera», della «scorciatoia della polemica facile e della propaganda spicciola» utilizzata dall’opposizione, a suo dire. Ma il punto, lo ha spiegato in audizione Pierferdinando Casini, è un altro: «Crosetto — le parole dell’esponente centrista eletto con il Pd — io l’ho ritenuta e ritengo un ottimo ministro. Il problema è tutto salvo che polemiche personali. L’opposizione quando ha posto la questione non è perché fosse lì con la famiglia, ma perché riteneva questo una cartina al tornasole dell’insussistenza della posizione italiana». Il fatto che altri Paesi fossero stati avvertiti in anticipo ma l’Italia no è stato smentito sia da Crosetto che da Tajani nelle loro repliche alle domande della minoranza. Nel senso che nessuno sapeva, a parte Stati Uniti e Israele. Anche per questo Crosetto si trovava laggiù, all’insaputa degli altri ministri.

Leggi i commenti