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Il caso Crosetto a Dubai e i protocolli di sicurezza non seguiti per le missioni del ministro

Il ministro della Difesa Guido Crosetto (lapresse)

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L’organizzazione degli spostamenti del titolare della Difesa prevede degli step con al centro la valutazione del rischio
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Il ministro della Difesa Guido Crosetto, per chiarire sul suo viaggio a Dubai avvenuto nelle ore dell’attacco all’Iran, ha dichiarato in commissione parlamentare Esteri e Difesa di essersi recato negli Emirati per motivi familiari a seguito di una propria valutazione personale di sicurezza. Secondo quanto riferito dall’interessato , si è trattato di “un viaggio familiare con parte istituzionale ma non segreto”.

Il format ibrido scelto dal ministro apre un nodo rilevante sui protocolli di sicurezza. L’organizzazione degli spostamenti del titolare della Difesa prevede degli step con al centro la valutazione del rischio.

In generale gli spostamenti di un ministro della Difesa, soprattutto in aree sensibili (come quella mediorientale), prevedono una serie di procedure da seguire: un’informativa preventiva ai Servizi, la classificazione formale della missione, il coordinamento con l’intelligence e con la Farnesina, una valutazione aggiornata del rischio-Paese ai fini dell’attivazione …

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, per chiarire sul suo viaggio a Dubai avvenuto nelle ore dell’attacco all’Iran, ha dichiarato in commissione parlamentare Esteri e Difesa di essersi recato negli Emirati per motivi familiari a seguito di una propria valutazione personale di sicurezza. Secondo quanto riferito dall’interessato , si è trattato di “un viaggio familiare con parte istituzionale ma non segreto”.

Il format ibrido scelto dal ministro apre un nodo rilevante sui protocolli di sicurezza. L’organizzazione degli spostamenti del titolare della Difesa prevede degli step con al centro la valutazione del rischio.

In generale gli spostamenti di un ministro della Difesa, soprattutto in aree sensibili (come quella mediorientale), prevedono una serie di procedure da seguire: un’informativa preventiva ai Servizi, la classificazione formale della missione, il coordinamento con l’intelligence e con la Farnesina, una valutazione aggiornata del rischio-Paese ai fini dell’attivazione di dispositivi di protezione adeguati.

L’organizzazione di una missione è il risultato di un'interazione tra la valutazione politica di opportunità (a cura dello staff del ministro) e l'analisi tecnica delle minacce (a cura dei servizi di sicurezza e intelligence).

In particolare una missione istituzionale deve passare per una fase preliminare di analisi condotta dagli sherpa in cui viene fatta la valutazione del rischio. Esiste una struttura ad hoc che dovrebbe valutare questioni logistiche e operative e stendere il VDR (Documento di valutazione del rischio). Gli sherpa devono attivare dei protocolli preventivi per la valutazione del rischio rispetto all’incontro programmato. Deve esserci inoltre un coordinamento con le autorità locali. L’ufficiale di collegamento è l’addetto di sicurezza della singola ambasciata. Questo implica che anche la Farnesina venga interessata in caso di missioni istituzionali.

Tutta l’operazione non è stata attivata. Non ci sono state informazioni alla presidenza del Consiglio o ai Servizi. Nessuna valutazione del rischio è stata elaborata. E nel caso di specie, Crosetto è partito senza scorta su un volo di linea insieme a centinaia di passeggeri, esponendoli anche a un potenziale pericolo.

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