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Un Samp-T per il Medio Oriente, governo pronto a inviare l’arma

Il sistema di difesa T-SAMP (reuters)

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Ballottaggio tra Kuwait e Emirati Arabi esposti agli attacchi di Teheran. A Roma resterebbe solo una batteria di missili difensivi. Servirà un passaggio parlamentare
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ROMA – L’Italia è pronta a inviare uno dei suoi Samp-T in Medio Oriente. Si tratta del sistema di difesa missilistico utile a proteggere i cieli dagli attacchi provenienti dall’Iran. Il ballottaggio, si apprende, è tra Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. È il contributo che Roma intende offrire ai paesi esposti alle ritorsioni di Teheran. E d’altra parte, proprio le immagini delle esplosioni a Dubai — dove tra l’altro si trovava il ministro della Difesa Guido Crosetto — hanno fatto il giro del mondo.

Il governo negli anni scorsi ha fornito all’Ucraina uno dei suoi Samp-T (e, assieme ai francesi, una centrale di tiro). Questa difesa aerea utilizza missili Aster 30 — che hanno costi molto elevati — ma garantisce un’efficienza che lo rende fondamentale in conflitti di questo tipo. Un indizio di questo imminente impegno lo fornisce Crosetto, ieri al Senato per riferire in commissione. «Verrò in Parlamento per la richiesta di aiuti dei paesi del Golfo. Non sono armi, ma aiuti per la dife…

ROMA – L’Italia è pronta a inviare uno dei suoi Samp-T in Medio Oriente. Si tratta del sistema di difesa missilistico utile a proteggere i cieli dagli attacchi provenienti dall’Iran. Il ballottaggio, si apprende, è tra Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. È il contributo che Roma intende offrire ai paesi esposti alle ritorsioni di Teheran. E d’altra parte, proprio le immagini delle esplosioni a Dubai — dove tra l’altro si trovava il ministro della Difesa Guido Crosetto — hanno fatto il giro del mondo.

Il governo negli anni scorsi ha fornito all’Ucraina uno dei suoi Samp-T (e, assieme ai francesi, una centrale di tiro). Questa difesa aerea utilizza missili Aster 30 — che hanno costi molto elevati — ma garantisce un’efficienza che lo rende fondamentale in conflitti di questo tipo. Un indizio di questo imminente impegno lo fornisce Crosetto, ieri al Senato per riferire in commissione. «Verrò in Parlamento per la richiesta di aiuti dei paesi del Golfo. Non sono armi, ma aiuti per la difesa e la logistica. Saranno formalizzati nei prossimi giorni. Certo, sarebbe utile un coordinamento tra Paesi Ue». Anche perché, sostiene più in generale, è necessario affrontare la minaccia di missili balistici contro il continente. Per Crosetto, il primo obiettivo è assicurare la difesa dei Paesi del Golfo: «Dobbiamo sostenerli, perché attacchi come quelli dei giorni scorsi colpiscono la loro economia. E questo avrebbe un costo altissimo» per gli europei. E non solo perché vivono di turismo occidentale, ma soprattutto per la «produzione altissima di gas liquido». Insomma, va evitata una «spirale assai problematica anche per noi».

Fornire Samp-T a questi partner mediorientali non è una scelta neutra. Ecco perché Palazzo Chigi pianifica un possibile passaggio parlamentare. Il tema di un’autorizzazione delle Camere resta controverso, perché esiste un decreto missioni che potrebbe fornire un ombrello legale. Ma è evidente che il quadro è quello di un nuovo conflitto, dunque l’esecutivo sarebbe orientato a coinvolgere il Parlamento.

Il sistema di difesa missilistico appartiene al quarto reggimento artiglieria contraerea “Peschiera” dell’esercito, che ha sede a Mantova. Roma poteva contare su cinque batterie complete e una centrale di tiro. Dopo la decisione di destinarne una a Kiev, ne restano quattro complete. Una in genere è in manutenzione, un’altra si trova in Estonia. Spedendone una terza nel Golfo, ne resterà una a difesa dell’Italia. Una scelta dunque impegnativa, anche perché Roma non ha a disposizione altri missili terra-aria a lungo raggio. Certo, una nuova batteria, in versione più moderna, è stata ufficialmente consegnata all’esercito lo scorso 22 gennaio, ma non è ancora operativa. E tutto questo sempre in attesa degli “ordini” sottoscritti dai governi di Mario Draghi e Giorgia Meloni, che in prospettiva dovrebbero triplicare il numero di Samp-T a disposizione del Paese.

Le opzioni, come detto, sono due: Kuwait ed Emirati. Il primo dei due Stati del Golfo ha schierato una batteria italiana per oltre quattro anni, salvo ritirarla nell’estate 2024, ufficialmente per proteggere il G7 in Puglia. E d’altra parte sempre in Kuwait, nella base Ali Al Salem — attaccata più volte in questi giorni — è dislocata dal 2014 una task force dell’Aeronautica, nell’ambito della missione contro l’Isis che si occupa di ricognizione strategica con i droni. Trasferire in quell’area il Samp-T richiederebbe tempi molto rapidi. Negli Emirati, invece, bisognerebbe allestire ex novo una base.

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