Francesco Cancellato, qualcuno l’ha spiata quindi.
«Qualcuno mi ha spiato illegalmente. E, secondo quanto dice la Procura, quella traccia porta a Paragon. Questo smentisce anche l’idea che qualcuno aveva provato a mettere in giro, cioè che lo spionaggio nei miei confronti fosse una specie di fantasia o di equivoco. Adesso restano due passi fondamentali: capire chi è stato e perché l’ha fatto».
A chi lo chiede?
«Allo Stato».
Potrebbero essere proprio quelli che l’hanno spiata.
«Io mi fido e sono nelle mani delle procure che stanno indagando e spero che arrivino fino in fondo. Ma chiedo un aiuto anche alla politica, a chi fin dall’inizio aveva detto di voler capire cosa fosse successo. In realtà non l’hanno mai fatto davvero, perché non ci hanno mai ascoltato. Anzi, spesso è accaduto il contrario: è stato messo in dubbio quello che raccontavamo. La presidente del Consiglio ha perfino ribaltato la prospettiva, come se lei fosse la vittima e io l’accusatore».
Si è sentito solo?
«Ho ricevu…
Francesco Cancellato, qualcuno l’ha spiata quindi.
«Qualcuno mi ha spiato illegalmente. E, secondo quanto dice la Procura, quella traccia porta a Paragon. Questo smentisce anche l’idea che qualcuno aveva provato a mettere in giro, cioè che lo spionaggio nei miei confronti fosse una specie di fantasia o di equivoco. Adesso restano due passi fondamentali: capire chi è stato e perché l’ha fatto».
A chi lo chiede?
«Allo Stato».
Potrebbero essere proprio quelli che l’hanno spiata.
«Io mi fido e sono nelle mani delle procure che stanno indagando e spero che arrivino fino in fondo. Ma chiedo un aiuto anche alla politica, a chi fin dall’inizio aveva detto di voler capire cosa fosse successo. In realtà non l’hanno mai fatto davvero, perché non ci hanno mai ascoltato. Anzi, spesso è accaduto il contrario: è stato messo in dubbio quello che raccontavamo. La presidente del Consiglio ha perfino ribaltato la prospettiva, come se lei fosse la vittima e io l’accusatore».
Si è sentito solo?
«Ho ricevuto grande vicinanza da cittadini e colleghi. Ma sì, mi sono sentito abbandonato dalla politica e in particolare dalla maggioranza di governo. Ti senti come una mosca in una stanza, con qualcuno intorno che ha in mano l’insetticida. Ti ritrovi dentro un caso che imbarazza molti e nel quale sei finito loro malgrado. Al Parlamento europeo, per esempio, sono stati proprio i partiti di destra a chiedere che io non venissi ascoltato nella commissione Lobe. E non è una vicenda che riguarda soltanto me o Fanpage. Il tema dello spionaggio dei giornalisti è molto serio. È una cosa che non può più succedere, ma che è successa. Ora bisogna capire chi ci ha spiato e farlo con un atteggiamento meno reticente. A volte sembra quasi che, raccontando quello che ci è accaduto, siamo stati noi a fare un dispetto a qualcuno. In questo senso mi sento solo: come un soggetto che non viene preso in considerazione. Una vittima che non viene davvero supportata nella ricerca della verità, quasi un fastidioso inconveniente».
Chi crede l’abbia spiata?
«Io in realtà so molto poco più di quello che è stato reso pubblico. Ho letto soltanto il comunicato stampa della Procura, non ho visto la perizia. Da quel comunicato si capisce che sono stato spiato con Paragon a partire dal 14 dicembre. Lo stesso giorno di Caccia e di Casarini, che erano sotto controllo dei Servizi. Come ha scritto Repubblica, è una coincidenza piuttosto singolare».