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La missione in Kosovo del ’99, D’Alema smentisce Tajani

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Il titolare della Farnesina: guerra nei Balcani senza l’ok del Parlamento. L’ex premier: sbaglia, lo stesso Berlusconi votò a favore
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E alla fine compare persino Massimo D’Alema. Non di persona, no: evocato in aula. Il fantasma della guerra in Kosovo. Va così: nel corso della replica – seconda parte delle comunicazioni – al ministro degli Esteri Antonio Tajani arriva un «vergogna» dai banchi dell’opposizione. Il titolare della Farnesina si spazientisce, si ferma, rimprovera: «Siete un po’ in difficoltà: urlare, strillare, interrompere non è rispettoso del dibattito democratico». Ma soprattutto: attacca il leader dell’opposizione, sì. Di 27 anni fa: «Nella mia vita non mi sono mai dovuto vergognare di nulla, sono una persona perbene e non sono mai stato inquisito», risponde Tajani. «Forse qualcun altro deve vergognarsi di chi non ha rispettato il Parlamento mandando aerei a bombardare i Balcani: è stato il presidente del Consiglio Massimo D’Alema».

Risposta a strettissimo giro dell’ex premier: «Non vorrei infierire sul ministro Tajani, già impegnato ad infierire su se stesso con dichiarazioni e apparizioni televisive…

E alla fine compare persino Massimo D’Alema. Non di persona, no: evocato in aula. Il fantasma della guerra in Kosovo. Va così: nel corso della replica – seconda parte delle comunicazioni – al ministro degli Esteri Antonio Tajani arriva un «vergogna» dai banchi dell’opposizione. Il titolare della Farnesina si spazientisce, si ferma, rimprovera: «Siete un po’ in difficoltà: urlare, strillare, interrompere non è rispettoso del dibattito democratico». Ma soprattutto: attacca il leader dell’opposizione, sì. Di 27 anni fa: «Nella mia vita non mi sono mai dovuto vergognare di nulla, sono una persona perbene e non sono mai stato inquisito», risponde Tajani. «Forse qualcun altro deve vergognarsi di chi non ha rispettato il Parlamento mandando aerei a bombardare i Balcani: è stato il presidente del Consiglio Massimo D’Alema».

Risposta a strettissimo giro dell’ex premier: «Non vorrei infierire sul ministro Tajani, già impegnato ad infierire su se stesso con dichiarazioni e apparizioni televisive che spero non danneggino la credibilità della Farnesina». Velenosa da par suo. «Per quanto riguarda il Kosovo – continua – lo rimando al discorso con il quale il presidente Berlusconi espresse, il 26 marzo 1999, il suo sostegno all’azione del mio governo, rivendicando che quel sostegno fosse decisivo». Ecco la buccia di banana: gli azzurri sostennero quella scelta contestata da Tajani. Facile l’affondo di D’Alema: «Chissà se Berlusconi sarebbe lieto di ciò che afferma chi oggi porta i colori di Forza Italia». Tant’è che Tajani si trova a fare dietrofront: «Mi spiace che D’Alema si sia offeso, era solo un esempio».

Al Senato, secondo capitolo: Matteo Renzi insiste invece sulla prima parte della frase di Tajani («Sono una persona perbene, non sono mai stato inquisito»). E pure lui punta all’eredità tradita del berlusconismo: «Decenni di garantismo buttati via dal leader di Forza Italia».

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