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Il ritorno in politica dell’ex ministra Cecilie Kyenge: lascia il Pd e aderisce a +Europa

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L’ex esponente del governo di Enrico Letta si unisce al partito di Magi: “Porta con sé l’esperienza sui temi dei diritti di cittadinanza e delle politiche migratorie”
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Politicamente parlando se n’erano un po’ perse le tracce negli ultimi anni, ora rieccola qui: la ex ministra Cecile Kyenge, 62 anni, lascia il Pd ed entra nella segreteria di +Europa, partito della coalizione di centrosinistra e di cultura radicale.

Nata in Congo e arrivata in Italia a 19 anni per studiare, diventando poi medico, già parlamentare e ministra per l’Integrazione nel governo guidato da Enrico Letta (2013-2014) e in seguito parlamentare europea, Kyenge “porta con sé una grande esperienza sui temi dei diritti di cittadinanza, delle politiche migratorie, della cooperazione internazionale. Kyenge ha deciso di unirsi a +Europa per condividere le competenze maturate nei suoi incarichi istituzionali, a partire dall’esperienza di ministra, nel corso della quale ha avuto modo di collaborare a stretto contatto con Emma Bonino, allora ministra degli Affari Esteri, in particolare sui temi delle politiche migratorie”, fanno sapere da +Europa.

Durante il suo mandato da ministra, Kyenge…

Politicamente parlando se n’erano un po’ perse le tracce negli ultimi anni, ora rieccola qui: la ex ministra Cecile Kyenge, 62 anni, lascia il Pd ed entra nella segreteria di +Europa, partito della coalizione di centrosinistra e di cultura radicale.

Nata in Congo e arrivata in Italia a 19 anni per studiare, diventando poi medico, già parlamentare e ministra per l’Integrazione nel governo guidato da Enrico Letta (2013-2014) e in seguito parlamentare europea, Kyenge “porta con sé una grande esperienza sui temi dei diritti di cittadinanza, delle politiche migratorie, della cooperazione internazionale. Kyenge ha deciso di unirsi a +Europa per condividere le competenze maturate nei suoi incarichi istituzionali, a partire dall’esperienza di ministra, nel corso della quale ha avuto modo di collaborare a stretto contatto con Emma Bonino, allora ministra degli Affari Esteri, in particolare sui temi delle politiche migratorie”, fanno sapere da +Europa.

Durante il suo mandato da ministra, Kyenge aveva portato avanti alcune battaglie simboliche e politicamente molto contestate dalla destra, come la proposta di riforma della legge sulla cittadinanza in senso più inclusivo – il cosiddetto ius soli temperato – e la revisione della normativa sull’immigrazione. La sua presenza al governo, lei che era stata la prima ministra nera d’Italia, suscitò un forte dibattito pubblico e anche attacchi razzisti da parte di esponenti della destra. Rimarrà nella storia, e non in senso positivo, l’insulto di Roberto Calderoli, che durante una festa della Lega a Treviglio la definì “un orango”. Anche l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano intervenne definendole parole “sguaiate e indegne”, mentre Kyenge reagì pacatamente: invitò a trasformare l’episodio in un’occasione per riflettere sul problema del razzismo in Italia. «La cittadinanza non è un premio ma il riconoscimento di una realtà. Alla paura e all’odio si risponde con più diritti e più democrazia», spiegò nel corso del suo mandato di ministra.

Per quella frase razzista dell’attuale ministro ai Rapporti con il parlamento ci furono anche strascichi giudiziari. La procura di Bergamo aprì un procedimento per diffamazione aggravata dall’odio razziale, ma nel 2014 il Senato negò l’autorizzazione a procedere invocando l’immunità parlamentare. Nel 2015 però la Corte costituzionale annullò quella decisione, stabilendo che l’insulto non rientrava nell’attività parlamentare. Il processo riprese e nel 2023 Calderoli fu condannato a 7 mesi, con pena sospesa.

Nel frattempo, in vista delle Politiche del prossimo anno, +Europa sta costruendo una specie di nuova Rosa nel pugno, un’alleanza con il Partito socialista italiano, per un’area liberale, socialista, laica, progressista, riformatrice e federalista europea. Per il 28 marzo a Roma +Europa organizza una convention per gli Stati Uniti d’Europa, per “rilanciare la necessità di unire le forze contro chi vuole disgregare l’Europa”, dice il segretario Riccardo Magi.

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