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Iran, in Italia Finanza in campo per la speculazione sui carburanti

Benzinai contro le compagnie petrolifere L’Autorità energia prepara uno sconto in bolletta per il prossimo inverno
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Il governo alza il tiro contro i “furbetti” dei carburanti. Disegna l’identikit dei responsabili dei rincari e schiera la Guardia di finanza. A una settimana dallo scoppio della guerra in Iran, che ha fatto schizzare i prezzi dell’energia, la strategia per contenere gli aumenti alla pompa punta sui controlli a tappeto. «Lungo l’intera filiera» e anche «per far emergere eventuali accordi anticoncorrenziali», come spiegano le Fiamme gialle nell’annunciare il rafforzamento dei presidi.

Il perimetro degli interventi non è casuale. Recepisce l’input arrivato nelle scorse ore dai ministeri dell’Economia e delle Imprese: la caccia agli speculatori – è la linea – non deve concentrarsi solo sui benzinai. Tutt’altro. ll perché è presto detto: i responsabili del caro prezzi non sono loro. Sono le compagnie petrolifere, che finiscono anche nel mirino degli esercenti: «Dall’industria giravolte e bugie», è l’accusa di Faib e Fegica. A sostegno della tesi, l’esecutivo rende noti i primi risultati del monitoraggio attivato dal Mimit: al netto di una ventina di casi, «non risultano diffusi fenomeni speculativi sulla rete dei distributori». Al contrario il dicastero guidato da Adolfo Urso – dove ieri si sono svolte due riunioni della commissione di allerta rapida sui prezzi (carburanti e agroalimentare) – parla di «immediati e sensibili adeguamenti al rialzo» dei listini dei prezzi consigliati dalle principali compagnie petrolifere. ll giudizio sui produttori è durissimo: gli aumenti «non risultano ancora giustificati da una reale carenza di prodotto raffinato sul mercato». Alla riunione ministeriale si discute. In tanti concordano con la visione dell’esecutivo. Come il presidente di Assopetroli-Assoenergia Andrea Rossetti: «Ha senso concentrarsi sulla parte alta della filiera perché è lì che si formano le quotazioni: si stanno registrando discontinuità rispetto alle prassi commerciali». I petrolieri si difendono: «Non ci sono state speculazioni», mette a verbale l’Unem, che riunisce le principali aziende della raffinazione.

Restano i numeri della stangata: da venerdì scorso, i prezzi medi nazionali della verde in modalità self sono aumentati di 9,2 centesimi (fino a 1,76 euro al litro). Ancora più sostenuti i rincari del gasolio: +18,9 centesimi, fino a 1,91 euro al litro. Tra le contromisure del governo non c’è solo il nuovo piano operativo della Gdf, frutto di un’interlocuzione tra Urso e il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Matteo Salvini vuole di più. Ieri mattina ha riunito i vertici della Lega per studiare un pacchetto di interventi. Punta a nuovi aiuti. Un piccolo sostegno a famiglie e imprese arriva intanto dall’Arera: l’Autorità per l’energia ha ridotto una componente di una delle voci (trasporto gas) che compongono la bolletta. Sarà più leggera, ma solo il prossimo inverno.

Nell’immediato l’esecutivo guarda anche a Bruxelles. La Commissione europea si è riunita in via straordinaria per esaminare la situazione dei prezzi. Un’analisi dello stato dell’arte, anche con la relazione di Fatih Birol, direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia. Le proposte arriveranno il 19 marzo.

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