Mattarella: “Voto alle donne una rivoluzione. Abbattere ostacoli che limitano le loro potenzialità”
di Concetto Vecchio“Promuovere politiche che favoriscano l’inclusione, la formazione, la leadership femminile, sostenere la maternità senza penalizzazioni di carriera, sono fattori fondamentali per il futuro della nostra Italia”.
L’ha detto Sergio Mattarella intervenendo alla Giornata della donna al Quirinale, dedicata quest’anno al primo voto alle donne.
Occorre “continuare a valorizzare il ruolo delle donne, abbattendo gli ostacoli che tuttora ne limitano le potenzialità: il divario salariale, la scarsa presenza nei ruoli apicali delle aziende, la violenza di genere, la conciliazione tra vita e lavoro”.
Quest’anno ricorrono gli 80 anni del voto alle donne. La prima volta fu alle amministrative del 10 marzo 1946, a giugno, col voto determinante delle donne, venne scelta la Repubblica. Il voto alle donne – una conquista dopo vent’anni di dittatura fascista, ha ricordato Mattarella, – fu un’autentica rivoluzione, che poneva fine a una secolare storia di discriminazione”. Tuttavia, se è innegabile che “la Repubblica ha dato molto alle donne, le donne hanno dato molto alla Repubblica, l’equilibrio non è ancora alla pari”.
Mattarella: "Le donne hanno dato molto alla Repubblica, equilibrio non ancora alla pari"
Tanta strada resta da fare. Il percorso di effettiva parità “potrà dirsi concluso quando non si chiederà più alle donne di assumere, nei diversi ambiti della società, modelli di comportamento maschili per vedere riconosciute le proprie capacità e qualità. Finché questo non avverrà, continuerà ad esserci una perdita di valori e di opportunità per l’intera società”.
Molte conquiste sono incredibilmente recenti. Mattarella ha ricordato che il delitto d’onore venne abolito soltanto nel 1981 e la legge sulla violenza sessuale, “finalmente reato contro la persona e non più contro la morale” arrivò soltanto nel 1996. La prima donna ministra, Tina Anselmi, venne nominata soltanto 1976. La prima sottosegretaria, Angela Cingolani Guidi, era stata scelta1951. Mattarella ha fatto notare che si dovette aspettare venticinque anni per avere una donna tra i banchi del governo. E poi altri 40 – “quaranta!” ha sottolineato - per la prima donna premier, Giorgia Meloni, nel 2022, e per la prima volta della presidente della Consulta, Marta Cartabia. Giorgia Meloni era seduta in prima fila, accanto alla figlia del capo dello Stato, Laura Mattarella.
8 marzo, Mattarella: "Contro la violenza sulle donne vanno liberati gli animi da mentalità distorta"
Poi Mattarella ha lanciato un allarme sulla violenza di genere e sulle disuguaglianze salariali. In Italia lavora il 53 per cento delle donne, contro una media europea del 70; e in media le donne guadagnano il 25 per cento in meno. “E’ necessario depurare gli animi da una mentalità distorta, che si alimenta da pregiudizi atavici e di ignoranza colpevole. Educare al rispetto in famiglia, anzitutto, a scuola, negli ambienti di lavoro, è la risposta più efficace per costruire una società in cui nessuna donna possa aver paura o possa essere lasciata da sola”.