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Bartolozzi non si scusa. Schlein: “Svelato il piano del governo”

Carlo Nordio e Giusi Bartolozzi

 

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La capo di gabinetto: “Plotone di esecuzione? Mi riferivo agli innocenti”. Mantovano: se vince il no è a rischio la tenuta democratica del Paese
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ROMA – Le scuse, pur annunciate dal ministro Nordio, alla fine non arrivano. Al loro posto, dopo l’ira di palazzo Chigi ormai sotto l’assedio delle opposizioni che chiedono «le dimissioni di Giusi Bartolozzi o del Guardasigilli», ecco che la capo di gabinetto nella bufera offre una nota in cui sembra chiarire e invece rilancia. «Lettura fuorviante delle mie parole», «non ho mai attaccato la magistratura», «anzi l’ho difesa a costo di scelte personali e politiche gravose», larvato cenno al caso Almasri, che la vede attualmente sotto inchiesta a Roma. Un atteggiamento che, dopo le frasi choc che lunedì hanno fatto infuriare Giorgia Meloni – «un sì per toglierci di mezzo la magistratura», i giudici come «plotoni di esecuzione», «se vince il no, vado all’estero», aveva detto Bartolozzi – fanno deflagrare, invece di chiudere, il caso che agita la maggioranza a 10 giorni dal voto.

Se il ministro Nordio, da Torino, torna a gettare acqua sul fuoco e ribadisce che no, «niente dimissioni…

ROMA – Le scuse, pur annunciate dal ministro Nordio, alla fine non arrivano. Al loro posto, dopo l’ira di palazzo Chigi ormai sotto l’assedio delle opposizioni che chiedono «le dimissioni di Giusi Bartolozzi o del Guardasigilli», ecco che la capo di gabinetto nella bufera offre una nota in cui sembra chiarire e invece rilancia. «Lettura fuorviante delle mie parole», «non ho mai attaccato la magistratura», «anzi l’ho difesa a costo di scelte personali e politiche gravose», larvato cenno al caso Almasri, che la vede attualmente sotto inchiesta a Roma. Un atteggiamento che, dopo le frasi choc che lunedì hanno fatto infuriare Giorgia Meloni – «un sì per toglierci di mezzo la magistratura», i giudici come «plotoni di esecuzione», «se vince il no, vado all’estero», aveva detto Bartolozzi – fanno deflagrare, invece di chiudere, il caso che agita la maggioranza a 10 giorni dal voto.

Se il ministro Nordio, da Torino, torna a gettare acqua sul fuoco e ribadisce che no, «niente dimissioni. La dottoressa Bartolozzi si scuserà, comunque ai magistrati va tutta la mia solidarietà», se Giovanni Donzelli da FdI si esercita in una difesa d’ufficio, «la sinistra non ha argomenti, usa solo il gossip», sono invece emblematiche le parole del sottosegretario Alfredo Mantovano. Che liquida quelle della capo di gabinetto come «frasi infelici», poi lancia segnali: «Ora parliamo della riforma. Dalla quale dipende la tenuta democratica del Paese. C’è un sondaggio dove su un campione di 100 cittadini per il no, il 58 per cento lo fa per mandare a casa il governo Meloni, segno non rassicurante». È un fatto, comunque, che all’attesissimo comizio di Meloni a Milano, domani, la presenza di Bartolozzi sia considerata da FdI e dagli alleati, «inopportuna». Ma non è detto, come per le scuse fantasma, che la zarina di via Arenula segua il consiglio.

Il caso mobilita il centrosinistra. Elly Schlein non molla: «Sono parole molto gravi, quelle della capa di gabinetto del ministro Nordio, svelano la vera intenzione di questo governo». Perché di fronte all’uso strumentale di dolore e casi di cronaca, casi Garlasco e case nel bosco, «la riforma Nordio-Meloni vuole fare esattamente questo – dice la segretaria Pd – indebolire l’indipendenza della magistratura che però non tutela i magistrati, ma i cittadini, specie quelli che da soli non hanno il potere e i soldi per far valere altrimenti i propri diritti».

È altro carburante sulla campagna del no, ma coinvolge anche chi sta sul sì, come centristi e radicali. Dall’Aula, Pd, M5S, Avs e Iv tengono il punto: «Bartolozzi non può restare: il ministro venga a riferire sui provvedimenti per Bartolozzi, spingerla alle dimissioni o revocarla dall’incarico», e stavolta aderiscono anche Azione e Più Europa. Matteo Renzi si chiede: «Ma per lasciare la poltrona che cosa deve fare un magistrato come la Bartolozzi? E perché Meloni sta zitta?». Come Bonelli e Fratoianni, leader di Avs: «Nordio è libero di assumere decisioni senza condizionamenti della sua capo di gabinetto?». È sotto questo martellamento che, in serata, Bartolozzi scrive quelle poche righe: «Prendo atto delle polemiche», «le mie parole, lo dico con profondo dispiacere, piegate a una lettura fuorviante», intendevo che la riforma restituisce «alla magistratura la credibilità offuscata da degenerazioni». Quanto ai plotoni di esecuzione, «alludevo allo stato di assoluta prostrazione in cui ci si trova in quei casi» in cui si è sotto processo penale: «Come colui che, postovi davanti, poco o nulla può fare per difendere la propria vita». Incidente chiuso? Tutt’altro, se arriva il gelo persino da chi è accanto al governo tutti i giorni per il sì. Come sottolinea Patrizia De Grazia, presidente dei radicali: «Chiedo scusa io a tutti i magistrati per il sì, ripagati in questo modo orrendo. La politica dovrebbe presentarsi meglio. Mi vergogno io per loro».

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