ROMA – Un padiglione agli artisti russi alla Biennale di Venezia? Il vicepremier Matteo Salvini risponde senza esitazione alla domanda di Repubblica: “Ha fatto bene Pietrangelo Buttafuoco”. Il ministro dei Trasporti si allontana a passo spedito dall’aula della Camera, dove si è appena concluso il Question time. Non ha intenzione di fermarsi, ma su un tema non si sottrae: tra il presidente della Biennale che ha riportato la Russia all’Esposizione internazionale e il ministro della Cultura che si è detto esplicitamente contrario alla decisione, il leader della Lega sceglie senza esitazioni da che parte stare: “La cultura e lo sport avvicinano, non escludono e non allontanano. Quindi dico quello che ho detto per le Paralimpiadi. Ha fatto bene Buttafuoco”.
La posizione esattamente opposta a qu…
ROMA – Un padiglione agli artisti russi alla Biennale di Venezia? Il vicepremier Matteo Salvini risponde senza esitazione alla domanda di Repubblica: “Ha fatto bene Pietrangelo Buttafuoco”. Il ministro dei Trasporti si allontana a passo spedito dall’aula della Camera, dove si è appena concluso il Question time. Non ha intenzione di fermarsi, ma su un tema non si sottrae: tra il presidente della Biennale che ha riportato la Russia all’Esposizione internazionale e il ministro della Cultura che si è detto esplicitamente contrario alla decisione, il leader della Lega sceglie senza esitazioni da che parte stare: “La cultura e lo sport avvicinano, non escludono e non allontanano. Quindi dico quello che ho detto per le Paralimpiadi. Ha fatto bene Buttafuoco”.
La posizione esattamente opposta a quella espressa ieri dal titolare del Collegio romano Alessandro Giuli, assente alla presentazione ufficiale dell’evento, al quale ha mandato solo un videomessaggio: il padiglione russo, chiariva nel video, “verrà aperto contrariamente all’opinione del governo italiano”. Non nella sua interezza.
Il vicepremier leghista si schiera al fianco del presidente della Biennale Buttafuoco senza se e senza ma. Con buona pace dei ministri della Cultura di 22 Paesi che hanno scritto una lettera per protestare contro l’apertura agli artisti russi. E con buona pace del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo il quale “trasformare in armi sport, musica, cinema e festival d’arte come la Biennale di Venezia non aiuta mai”. Anche davanti a quest’osservazione, Salvini ribadisce “l’arte e lo sport avvicinano popoli e culture soprattutto in momenti delicati come questi”.