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Cinecittà, due progetti di Cacciamani per 650mila euro finiscono sotto la lente dell’ Anac

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L’Autorità anticorruzione vuole capire i criteri con cui la stessa Spa nel 2023 su indicazione del ministero aveva dato i fondi alla One More Pictures allora guidata dall’attuale ad
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Due appalti da 650 mila euro. Concessi in urgenza. Su richiesta esplicita del ministero della Cultura, sotto il governo Meloni. C’è una seconda storia che riguarda l’amministratrice delegata di Cinecittà, Manuela Cacciamani, sulla quale sta indagando l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. E che, per quanto risulta a Repubblica, potrebbe arrivare a una decisione a stretto giro. In questo caso Cacciamani non ha concesso fondi. Ma ne ha beneficiato. Secondo uno schema molto simile a quello del tax credit al centro dell’inchiesta di Roma.

I fatti partono nel 2023, quando la One More Pictures, la società che la manager aveva prima di arrivare a Cinecittà, riceve fondi sotto forma di affidamento diretto proprio dalla società pubblica che pochi mesi dopo sarebbe andata a…

Due appalti da 650 mila euro. Concessi in urgenza. Su richiesta esplicita del ministero della Cultura, sotto il governo Meloni. C’è una seconda storia che riguarda l’amministratrice delegata di Cinecittà, Manuela Cacciamani, sulla quale sta indagando l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. E che, per quanto risulta a Repubblica, potrebbe arrivare a una decisione a stretto giro. In questo caso Cacciamani non ha concesso fondi. Ma ne ha beneficiato. Secondo uno schema molto simile a quello del tax credit al centro dell’inchiesta di Roma.

I fatti partono nel 2023, quando la One More Pictures, la società che la manager aveva prima di arrivare a Cinecittà, riceve fondi sotto forma di affidamento diretto proprio dalla società pubblica che pochi mesi dopo sarebbe andata a guidare. Si tratta di fondi destinati non alla produzione di film. Ma a una campagna di comunicazione per incentivare gli italiani ad andare in sala. La società di Cacciamani propone due progetti, uno da 300 mila e un altro da 350 mila euro. E le vengono immediatamente concessi. Immediatamente perché l’allora gestione di Cinecittà, guidata da Nicola Maccanico, decide di assegnarli con il principio dell’urgenza. L’attività istruttoria fin qui realizzata ha però documentato che non c’è stata alcuna istruttoria. A gestire quei fondi era infatti direttamente il ministero, mentre a Cinecittà toccavano soltanto le «procedure amministrative». È il ministero, quindi, a indicare che quei fondi dovevano essere assegnati alla società di Cacciamani. Non è invece chiaro se fosse indicata anche l’urgenza. Per questo Maccanico — che proprio per le frizioni con il governo si era poi dimesso — potrebbe essere chiamato a dare spiegazioni all’Anac.

Spiegazioni che Cacciamani ha già dato. Come aveva raccontato La Stampa nelle scorse settimane, Cacciamani era stata ascoltata in qualità di ex amministratrice di One More Pictures. E aveva provato anche a chiarire la rendicontazione di quei fondi, un filone che interessa anche alla Corte dei conti, che ha acceso una luce sulla vicenda. Anac ha poi aperto un altro fascicolo su Cacciamani. Per ragioni di spending review, l’amministratrice delegata aveva ridotto il management dell’azienda, mantenendo però per sé una serie di deleghe. Creando così alcuni potenziali problemi di conflitto di interessi tra i suoi diversi ruoli all’interno di Cinecittà.

Risultato: potrebbe essere necessario che rinunci ad alcuni di quegli incarichi. Tornando invece al lavoro che sta effettuando la Guardia di finanza, oltre alle vicende del tax credit saranno fatte verifiche su tutti i fondi dei finanziamenti speciali — simili a quelli ricevuti da One More Pictures — che in questo momento, con la grande crisi delle produzioni, rappresentano un pezzo importante dei finanziamenti di Cinecittà. Sono fondi che la direzione generale del ministero trasferisce direttamente alla società. E dalla società vengono poi trasferiti alle varie aziende che partecipano ai bandi. Spesso vengono assegnati con i requisiti dell’urgenza. Tra chi ha incassato ci sarebbero anche alcune società che in passato hanno avuto contatti con Cacciamani e con la sua One More Pictures. Ma al momento si tratta soltanto di una coincidenza.

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