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Venezi, caos alla Fenice: lascia consigliere del Mic

La direttrice d'orchestra Beatrice Venezi 

 

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Tortato nominato dal ministero nell’organismo di indirizzo del teatro. Il post: “Vicenda politica, io musicista qui non servo più”
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Le dimissioni dell’unico consigliere d’indirizzo che fa il musicista della Fenice, Alessandro Tortato e il gran mistero di Capodanno: è stato confermato che Beatrice Venezi non ci sarà, spiegano che ha altri impegni, un po’ come se un calciatore appena acquistato saltasse la finale della Champions del nuovo club. «Scusi direttrice, ma cosa deve fare di più importante? Ci sembra assurdo che con tutta la sua sicurezza salti l’appuntamento dell’anno...», si domanda il segretario della Slc Cgil, Nicola Atalmi.

Ma andando con ordine, e rimettendo in fila i fatti, due giorni fa il sindaco uscente di Venezia Luigi Brugnaro ratifica il proprio assenso ufficiale alla nomina proposta dal sovrintendente Nicola Colabianchi. Venezi — sostenuta e voluta fortemente dai vertici di FdI, dichiarata sostenitrice della fiamma — assumerà l’incarico a partire da ottobre con un contratto quadriennale alla guida dell’orchestra del teatro veneziano. Nulla di nuovo sotto il sole: è dal 22 settembre, giorno de…

Le dimissioni dell’unico consigliere d’indirizzo che fa il musicista della Fenice, Alessandro Tortato e il gran mistero di Capodanno: è stato confermato che Beatrice Venezi non ci sarà, spiegano che ha altri impegni, un po’ come se un calciatore appena acquistato saltasse la finale della Champions del nuovo club. «Scusi direttrice, ma cosa deve fare di più importante? Ci sembra assurdo che con tutta la sua sicurezza salti l’appuntamento dell’anno...», si domanda il segretario della Slc Cgil, Nicola Atalmi.

Ma andando con ordine, e rimettendo in fila i fatti, due giorni fa il sindaco uscente di Venezia Luigi Brugnaro ratifica il proprio assenso ufficiale alla nomina proposta dal sovrintendente Nicola Colabianchi. Venezi — sostenuta e voluta fortemente dai vertici di FdI, dichiarata sostenitrice della fiamma — assumerà l’incarico a partire da ottobre con un contratto quadriennale alla guida dell’orchestra del teatro veneziano. Nulla di nuovo sotto il sole: è dal 22 settembre, giorno della designazione di Venezi dopo i pressing romani su Colabianchi, che le maestranze della Fenice — con gli orchestrali in prima linea — avevano proclamato lo stato di agitazione. Proteste, assemblee, volantinaggi e scioperi avevano accompagnato l’annuncio della nomina, trasformando una scelta artistica in un caso nazionale e internazionale che ha coinvolto politica, sindacati e opinione pubblica. Lo stesso Colabianchi era stato sfiduciato. Non per Venezi in sé, ma per il curriculum, considerato non all’altezza — un giudizio trasversale nell’ambiente — per guidare quello che dopo la Scala è forse il teatro italiano più prestigioso.

Dopo l’atto del Consiglio ora si tira indietro Tortato, che pure a inizio 2025 era stato nominato dal ministero della Cultura, guidato dal centrodestra, in quel ruolo: «La questione si è fatta meramente politica e, di conseguenza, non c’è alcun bisogno di avere un musicista tra i consiglieri. Quindi me ne vado. Se la nomina di Venezi è stata lecita, non è lecito da parte sua, o perlomeno non è da me accettabile, parlare pubblicamente della Fenice come di un “teatro con gestione anarchica”, affermazione che chiama in causa il Sovrintendente, il Presidente e l’intero Consiglio». Le sue dimissioni «sono il segnale di un sistema che comincia a mostrare tutte le sue crepe. La cultura merita autonomia, trasparenza e rispetto» commenta Giorgio Zantaforni, del comitato artistico “Sconcerto Grosso”.

Adesso in vista ci sono due appuntamenti: il 19 e 20 marzo le maestranze della Fenice rieleggono le rappresentanze sindacali, e all’orizzonte ci sono nuove manifestazioni pubbliche e di impatto per tentare di bloccare l’arrivo di Venezi. La città lagunare in questo offre un palcoscenico naturale e di sicura rilevanza mediatica, anche internazionale. Poi a maggio ci sono le elezioni comunali e il centrosinistra, che ha candidato il pd Andrea Martella, potrebbe riconquistare dopo dieci anni la guida della città. A quel punto la moral suasion di un altro sindaco nonché presidente della fondazione del teatro potrebbe cambiare le carte in tavola. Anche se dietro le quinte si vocifera di un possibile ulteriore intervento sull’orchestra: a ottobre scade il contratto del maestro del coro e lì i “venezini” potrebbero cercare di rompere il fronte della protesta.

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