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Referendum, l’affondo di Mantovano: “Ostracismo verso i magistrati per il sì. Da Gratteri minacce”

(lapresse)

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Il sottosegretario incalza il fronte del no: “Se vince il sì ci sarà una resta dei conti a sinistra”. Schlein: “Il governo pensa di decidere chi può fare il giudice e chi no”
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“Lo strappo più significativo che oggi si sta realizzando è interno alla magistratura, perché sono centinaia i magistrati che si stanno esprimendo per il Sì, decine e decine anche pubblicamente e nei loro confronti è nato un ostracismo, una marginalizzazione all'interno del corpo della magistratura”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, a Sky Tg24, torna a intervenire nella campagna referendaria, incalzando il fronte del No. Quelle nei confronti delle toghe per il Sì sono “ferite – sostiene – che andranno ricucite il prima possibile, perché magari gli stessi magistrati si ritroveranno chi ha sostenuto il No pubblicamente e chi il Sì nel medesimo collegio giudicante: non vorrei trovarmi da quelle parti quando si riuniranno in camera del consiglio”.

A chi ipotizza ripercussioni sul governo in caso di vittoria del No, il sottosegretario ribalta la prospettiva. “C'è una fascia significativa e autorevole della sinistra italiana che è favorevole a questa rifo…

“Lo strappo più significativo che oggi si sta realizzando è interno alla magistratura, perché sono centinaia i magistrati che si stanno esprimendo per il Sì, decine e decine anche pubblicamente e nei loro confronti è nato un ostracismo, una marginalizzazione all'interno del corpo della magistratura”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, a Sky Tg24, torna a intervenire nella campagna referendaria, incalzando il fronte del No. Quelle nei confronti delle toghe per il Sì sono “ferite – sostiene – che andranno ricucite il prima possibile, perché magari gli stessi magistrati si ritroveranno chi ha sostenuto il No pubblicamente e chi il Sì nel medesimo collegio giudicante: non vorrei trovarmi da quelle parti quando si riuniranno in camera del consiglio”.

A chi ipotizza ripercussioni sul governo in caso di vittoria del No, il sottosegretario ribalta la prospettiva. “C'è una fascia significativa e autorevole della sinistra italiana che è favorevole a questa riforma” della Giustizia perché la loro "storia va nella direzione della riforma”, osserva. E “temo molto che, tra le varie rese dei conti annunciate che si realizzeranno dopo il voto referendario, una riguarderà proprio l'area della sinistra. Perché quando si violenta la propria storia, quando si rinnega una parte importante del proprio passato, poi qualcosa succede sempre, sto parlando ovviamente in termini ideali, non cruenti, siamo in un ordinamento democratico grazie a Dio. Però ho l'impressione che qualcosa accadrà e che il quadro da quelle parti non rimarrà così stabile”.

Mantovano torna anche sulle polemiche per le frasi pronunciate dal procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri: “Sono espressioni che certamente quando vengono adoperate da un procuratore della Repubblica non sono semplici opinioni, soprattutto quando hanno un velo neanche tanto sottile di minaccia nei confronti di un giornalista”.

Schlein: il governo vuole scegliersi i magistrati

Anche Elly Schlein torna sulla riforma Nordio, in un’intervista a Rtl 102.5: “In questi giorni ha sentito la capo di gabinetto del ministro Nordio dire 'votate sì e togliamo di mezzo la magistratura', lei non si è scusata, è ancora al suo posto, si è corretta dicendo che intendeva 'ci togliamo di mezzo solo una parte della magistratura', ma è proprio questo il punto: questo governo – attacca la segretaria del Pd – pensa di poter decidere chi può fare il giudice e chi no, magari a seconda che gli piacciano o meno le decisioni che prendono questi giudici. Per noi in democrazia chi sta al governo è giusto che sia sottoposto a un controllo di legalità come succede a tutti i cittadini”.

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