"Sono giornate di grande attenzione, di enorme lavoro per evitare un ulteriore allargamento della crisi sulle risposte alle possibili ripercussioni" ma "dall'altra noi non vogliamo rinunciare" a dare "la giusta attenzione al traguardo epocale di riuscire finalmente a riformare in Italia anche la giustizia". Così la presidente del Consiglio e leader di FdI Giorgia Meloni in chiusura della kermesse del partito per il sì al referendum sulla giustizia al Teatro Parenti di Milano.
"C'è una volontà di mantenere lo status quo" sulla giustizia, aggiunge la premier "non abbiate mai paura della libertà del proprio pensiero e di optare per le proprie scelte, di preferire il popolo alle caste e quello che è necessario per permettere all'Italia di correre e tornare a stupire".
Meloni spiega: "Qui è tutta una questione di coraggio, di riformare quello che sembrava irriformabile, intoccabile, indiscutibile. Il coraggio di maturare le convinzioni andando nel merito nelle cose e interrogarsi oltre la cortina fumogena delle menzogne che abbiamo ascoltato".
Se la riforma sulla giustizia, dice ancora, "non passa stavolta, molto probabilmente noi non avremo un'altra occasione. E allora ci ritroveremo correnti ancora più potenti, magistrati ancora più negligenti che fanno carriera, decisioni ancora più surreali sulla pelle dei cittadini, che incideranno sulla vostra vita ogni giorno. Immigrati illegali, stupratori, pedofili, spacciatori rimessi in libertà che mettono a repentaglio la vostra sicurezza. Antagonisti che devastano le vostre stazioni senza alcuna conseguenza giudiziaria". E poi “Milioni di euro risarciti per ingiusta detenzione o spesi per processi mediatici e inutili che vengono pagati con i proventi delle tasse. Figli che vengono strappati alle madri perché i giudici non condividono il loro stile di vita se vivono in un bosco, quando nessuno dice o fa nulla di fronte alla realtà di bambini mandati a rubare o a fare accattonaggio...".
La presidente del Consiglio continua: "Non facciamo questa riforma perché ce l'abbiamo con qualcuno, qui nessuno ha in mente di liberarci della magistratura" ma "per sistemare quello che non funziona anche per i magistrati e soprattutto per i cittadini, noi a loro abbiamo promesso una nazione migliore".
La premier se la prende anche con l’Anm: "Non devo ricordare quante volte in passato gli sforzi concreti per riformare la giustizia sono naufragati" a causa "dell'interdizione esercitata dall'Anm o da gruppi di magistrati che avevano grande notorietà mediatica".
"Dopo decenni di rinvii e tentativi mancati - sottolinea - abbiamo approvato una riforma storica che affronta i principali problemi alla base del malfunzionamento della giustizia. Il compito del potere legislativo è fare leggi per correggere le storture".
Secondo Meloni "se non funziona la magistratura tutta la macchina si inceppa. È un potere enorme, ma anche l'unico potere a cui non corrisponde una responsabilità. Se un magistrato sbaglia non subisce alcuna conseguenza, anzi può essere anche promosso".
Sul suo futuro in caso di vittoria del no, la premier assicura: "Lo voglio dire soprattutto a chi mi detesta: non c'è alcuna possibilità che io mi dimetta, in nessun caso. Io voglio arrivare alla fine della legislatura per farmi giudicare sul complesso del mio lavoro". E aggiunge: "Quindi consiglio di votare sì anche se questo governo non vi piace. Poi tra un anno potrete mandare il governo a casa, ma almeno avrete una giustizia più giusta. Se votate no vi tenete questo governo e vi tenete pure una giustizia che non funziona, non mi pare un affarone".