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Foto bruciate di Meloni e Nordio, condanna bipartisan. Anm: “Abbassare i toni”. Ma FdI: “Odio rosso”

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L’episodio al corteo romano di Potere al popolo, Usb e collettivi. La Russa: “Inaccettabili gesti d’odio”. La condanna del leader 5s Conte e di Grosso, comitato per il no. Il Guardasigilli: “Gli eccessi aggressivi non mi intimoriscono”. La premier: “Andare oltre le appartenenze politiche”. Schlein: “Confronto sul merito”
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ROMA – Divampa la polemica politica per i cartelloni con le foto dei volti della premier Giorgia Meloni e del ministro della Giustizia Carlo Nordio incendiati a Roma durante la manifestazione contro la guerra e per il no al referendum convocata Potere al popolo, Unione Sindacale di Base e collettivi studenteschi.

"Se provate a chiedere loro della riforma, a stento sapranno dirvi che riguarda la giustizia. Ogni occasione è buona per la propaganda dell'estremismo rosso, che sfrutta il referendum solo per dare sfogo al proprio livore contro il Governo e contro l'intera Nazione". Così Fratelli d'Italia postando su X la foto dei cartelloni. Sotto la foto del post di FdI una scritta: "l'odio rosso scende il campo per il no”.

Attacca anche la Lega con la senatrice Erika Stefani, componente della commissione Giustizia a palazzo Madama, che parla di “un gesto veramente gravissimo che nulla ha a che vedere con la democrazia. Questi atti di violenza simbolica, che hanno visto anche l'incend…

ROMA – Divampa la polemica politica per i cartelloni con le foto dei volti della premier Giorgia Meloni e del ministro della Giustizia Carlo Nordio incendiati a Roma durante la manifestazione contro la guerra e per il no al referendum convocata Potere al popolo, Unione Sindacale di Base e collettivi studenteschi.

"Se provate a chiedere loro della riforma, a stento sapranno dirvi che riguarda la giustizia. Ogni occasione è buona per la propaganda dell'estremismo rosso, che sfrutta il referendum solo per dare sfogo al proprio livore contro il Governo e contro l'intera Nazione". Così Fratelli d'Italia postando su X la foto dei cartelloni. Sotto la foto del post di FdI una scritta: "l'odio rosso scende il campo per il no”.

Attacca anche la Lega con la senatrice Erika Stefani, componente della commissione Giustizia a palazzo Madama, che parla di “un gesto veramente gravissimo che nulla ha a che vedere con la democrazia. Questi atti di violenza simbolica, che hanno visto anche l'incendio della bandiera usa e di altre effigi istituzionali al grido di 'no al referendum', alimentano un clima d'odio inaccettabile”.

Solidarietà a Meloni e Nordio è stata espressa dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Quest’ultimo ha parlato di “incomprensibili e inaccettabili gesti d'odio nei confronti di esponenti del governo”.

Solidarietà a premier e ministro è giunta invece dalla sinistra e dal comitato per il no. Mentre l’Associazione nazionale magistrati chiede di abbassare i toni. “Il nostro invito ad abbassare i toni nel corso di questa campagna referendaria è sempre valso e sempre varrà per chiunque e a prescindere dai propri orientamenti personali e collettivi". Così l’Anm.

Roma, al corteo per il no alla guerra e al referendum bruciate immagini di Meloni e Nordio

"Pensare che bruciare le immagini di Nordio e Meloni sia un atto che contenga un qualche senso è quanto di più distante dal nostro modo di intendere questa campagna referendaria. Credo che la stanchezza per questo tipo di rivendicazioni sia oramai trasversale e collettiva". Lo dichiara il presidente del Comitato Giusto dire no Enrico Grosso.

Ferma condanna arriva dal leader 5stelle Giuseppe Conte. “Il M5s è contrario ad ogni forma di violenza e a gesti che la richiamano”. E ancora: “Mancano una manciata di giorni all'appuntamento del referendum, a chi scende in piazza oggi e nei prossimi giorni dico: continuiamo a spiegare e ribadire le ragioni del no democraticamente, con aperte discussioni. Rifiutiamo tutti le manifestazioni di violenza che anzi si prestano alle strumentalizzazioni di chi vuole dipingere il vasto popolo del no come un coacervo indistinto di odio e intolleranza”. Lo afferma in una nota Conte.

Interviene lo stesso Nordio che ringrazia di cuore per la solidarietà, “in particolare il presidente del Comitato per il no, Enrico Grosso, e l'Anm”. Poi aggiunge: “Naturalmente questi eccessi aggressivi, lungi dall'intimorirmi, mi sollecitano a proseguire con sempre maggior determinazione e vigore, nel pieno rispetto di chi la pensa diversamente da noi".

In serata Giorgia Meloni rilancia sui social un video in cui il costituzionalista (ed ex parlamentare del Partito democratico) Stefano Ceccanti spiega le ragioni del Sì al referendum. "Il professor Ceccanti, costituzionalista ed ex parlamentare del Partito Democratico, sicuramente non tacciabile di essere un mio sostenitore o elettore, spiega in pochi secondi perché votare sì al referendum. Un invito ad andare oltre appartenenze politiche e contrapposizioni ideologiche, guardando semplicemente al merito del quesito", scrive nel post la presidente del Consiglio.

"Non avrei mai fatto una riforma che non migliora la giustizia, noi batteremo questo governo alle prossime elezioni": così la segretaria del Pd Elly Schlein a 'In altre parole' su LA7 risponde a chi le chiede se in caso di vittoria del no chiederebbe le dimissioni di Meloni. "Abbiamo un governo che ha voluto strumentalizzare" questa riforma e il referendum "per delegittimare i giudici", dice Schlein mentre "noi abbiamo portato avanti un confronto nel merito".

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