✕

Così sono andate le precedenti consultazioni sulla giustizia

Preparazione seggi elettorali per i referendum 

 

Ascolta l'audio

Nel 2000 e nel 2022 i precedenti quesiti, abrogativi
2 minuti di lettura

Il referendum sulla riforma della giustizia del governo Meloni del 22 e 23 marzo è il quinto di tipo costituzionale. Dal 1946 ad oggi, sono 83 i quesiti referendari a cui gli italiani hanno dovuto votare. Il primo fu proprio quello istituzionale tra repubblica e monarchia.

In totale si sono tenuti 77 referendum abrogativi, uno istituzionale, uno consultivo e 4 costituzionali.

Nei quattro precedenti, due volte la legge approvata dal Parlamento senza la maggioranza dei due terzi è stata poi approvata ed è diventata legge costituzionale. Negli altri due casi no. In base a quanto prevede l'articolo 138 della Costituzione, per il risultato non conta il quorum dei votanti come invece nei referendum abrogativi.

I precedenti referendum costituzionali

Il primo è quello del 7 ottobre 2001 quando si tiene il referendum per confermare o no la riforma del Titolo V della Carta, approvata dalla maggioranza dell'Unione negli anni dei governo Prodi, D'Alema e Amato: passa con il 64,2% di voti f…

Il referendum sulla riforma della giustizia del governo Meloni del 22 e 23 marzo è il quinto di tipo costituzionale. Dal 1946 ad oggi, sono 83 i quesiti referendari a cui gli italiani hanno dovuto votare. Il primo fu proprio quello istituzionale tra repubblica e monarchia.

In totale si sono tenuti 77 referendum abrogativi, uno istituzionale, uno consultivo e 4 costituzionali.

Nei quattro precedenti, due volte la legge approvata dal Parlamento senza la maggioranza dei due terzi è stata poi approvata ed è diventata legge costituzionale. Negli altri due casi no. In base a quanto prevede l'articolo 138 della Costituzione, per il risultato non conta il quorum dei votanti come invece nei referendum abrogativi.

I precedenti referendum costituzionali

Il primo è quello del 7 ottobre 2001 quando si tiene il referendum per confermare o no la riforma del Titolo V della Carta, approvata dalla maggioranza dell'Unione negli anni dei governo Prodi, D'Alema e Amato: passa con il 64,2% di voti favorevoli anche se l'affluenza si ferma poco oltre il 34%.

Il secondo caso di referendum confermativo, 25-26 giugno 2006, concerne la riforma costituzionale varata dal governo Berlusconi. La cosiddetta 'devolution' voluta dai leghisti Umberto Bossi e Roberto Calderoli è bocciata con il 61% mentre i votanti raggiungono il 52%.

Il 4 dicembre 2016 è la volta della riforma Renzi-Boschi, che mirava tra l'altro a superare il bicameralismo perfetto ai danni del Senato. A dire no fu il 59,11%, contro il 40,89% di sì. Si segnò però un’affluenza record, pari quasi al 69%. La conseguenza politica fu la fine del governo Renzi.

Il quarto, il 20-21 settembre 2020, ha confermato il taglio del numero dei parlamentari, approvato con il 69,6% dei voti favorevoli. La riforma ha ridotto i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200, riducendo anche il numero di senatori a vita a 5. La modifica è entrata in vigore dalla legislatura successiva al voto.

I precedenti sulla giustizia

Diversi sono i precedenti quesiti – tutti abrogativi – in materia di riforma della giustizia. In relazione al voto del prossimo marzo, sono stati due i tentativi – falliti – di introdurre la separazione delle carriere tra pm e giudici, nel 2000 e nel 2022.

L’8 e il 9 novembre 1987 passa il quesito che vuole l’abrogazione delle norme limitative della responsabilità civile per i giudici.

Il 15 giugno 1997 non si raggiunge il quorum per l’abolizione del sistema di progressione delle carriere dei magistrati e per l’abolizione della possibilità per i magistrati di assumere incarichi fuori da loro attività giudiziarie.

Il 21 maggio del 2000 non si raggiunge il quorum per l’abolizione del voto di lista per elezione membri togati Csm; per la separazione carriera pm da quella di giudice; per l’abolizione possibilità magistrati di assumere incarichi fuori da loro attività giudiziarie.

Il 12 e 13 giugno 2011 vince il sì al referendum sull’abolizione della legge sul legittimo impedimento del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri.

Il 12 giugno 2022 non si raggiunge il quorum ai quesiti per l’abrogazione della riforma del Csm, dell’equa valutazione dei magistrati, della separazione delle carriere dei magistrati, dei limiti alla custodia cautelare e dell’abrogazione del decreto Severino.

Leggi i commenti