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“Nei tg Mediaset par condicio notturna”: la segnalazione del comitato del no all’Agcom

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Per i promotori, l’azienda avrebbe cercato di riequilibrare in extremis il tempo dedicato alle due posizioni trasmettendo i servizi con le ragioni contrarie in fasce orarie quasi invisibili per il pubblico
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La par condicio, ma di notte. È la denuncia che arriva dal comitato per il No al referendum sulla giustizia, che ha deciso di segnalare il caso all’Agcom dopo quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica nei telegiornali Mediaset. Secondo i promotori del No, l’azienda avrebbe cercato di riequilibrare in extremis il tempo dedicato alle due posizioni trasmettendo i servizi con le ragioni contrarie ai quesiti referendari in fasce orarie quasi invisibili per il pubblico.

Il caso nasce dal monitoraggio delle presenze nei telegiornali. Nei giorni scorsi, spiegano dal comitato, gli spazi dedicati ai sostenitori del Sì sarebbero stati nettamente prevalenti. Da qui la necessità di recuperare minuti per garantire formalmente il rispetto della par condicio. Il riequilibrio, però, sarebbe arrivato nelle ore più improbabili.

Secondo quanto ricostruito dagli stessi promotori del No, il primo servizio è andato in onda su Canale 5 alle 1.45 di notte: un pezzo di due minuti e cinquanta secon…

La par condicio, ma di notte. È la denuncia che arriva dal comitato per il No al referendum sulla giustizia, che ha deciso di segnalare il caso all’Agcom dopo quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica nei telegiornali Mediaset. Secondo i promotori del No, l’azienda avrebbe cercato di riequilibrare in extremis il tempo dedicato alle due posizioni trasmettendo i servizi con le ragioni contrarie ai quesiti referendari in fasce orarie quasi invisibili per il pubblico.

Il caso nasce dal monitoraggio delle presenze nei telegiornali. Nei giorni scorsi, spiegano dal comitato, gli spazi dedicati ai sostenitori del Sì sarebbero stati nettamente prevalenti. Da qui la necessità di recuperare minuti per garantire formalmente il rispetto della par condicio. Il riequilibrio, però, sarebbe arrivato nelle ore più improbabili.

Secondo quanto ricostruito dagli stessi promotori del No, il primo servizio è andato in onda su Canale 5 alle 1.45 di notte: un pezzo di due minuti e cinquanta secondi con le ragioni contrarie ai referendum, all’interno del quale è stato inserito un sonoro di circa novanta secondi del presidente dell’Associazione nazionale magistrati.

Pochi minuti dopo, alle 2, è stato trasmesso un servizio analogo su Studio Aperto: circa tre minuti con dichiarazioni di esponenti di Alleanza verdi e sinistra, Movimento 5 Stelle, Partito democratico e dei comitati per il No, con un intervento di quaranta secondi del presidente dell’Anm.

La stessa struttura del servizio è stata poi riproposta nel Tg4 delle 2.40, sempre con una durata di circa tre minuti e con gli stessi sonori delle forze politiche e dei comitati contrari ai referendum. Un ulteriore passaggio è arrivato nel primo mattino, alle 6.10, ancora nel Tg4, con un servizio identico a quelli notturni.

La sequenza non si è fermata alla televisione. Alle 9.10 della mattina, il portale Tgcom24 ha rilanciato online lo stesso servizio utilizzato nei tg di Studio Aperto e Tg4.

È proprio questa distribuzione degli spazi a far parlare di «par condicio notturna». Secondo il comitato per il No, infatti, il riequilibrio dei tempi sarebbe stato ottenuto collocando i servizi in fasce orarie con un pubblico molto ridotto, salvando formalmente il conteggio dei minuti ma senza garantire una reale visibilità delle posizioni contrarie ai referendum. Per questo i promotori hanno annunciato una segnalazione all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. L’Agcom dovrà ora verificare se il riequilibrio effettuato dalle testate Mediaset rispetti non solo il calcolo dei tempi, ma anche lo spirito della normativa sulla par condicio, che impone un’informazione equilibrata e accessibile agli elettori durante la campagna referendaria.

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