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Incontro Cirielli ambasciatore russo, Tajani: “Polemica inutile”. Opposizioni: “Se ne deve andare”

Il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli (ansa)

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Il viceministro degli Esteri in quota FdI conferma di aver ricevuto Paramonov. Schlein: “Se il governo riapre i canali con il Cremlino si allontana dall'Ue”. Iv presenta una interrogazione. Renzi: “Svegliate il soldato Tajani”
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Un incontro condiviso con la Farnesina, una normale interlocuzione diplomatica. Il viceministro Edmondo Cirielli, esponente di FdI, si dice sereno: «Se abbiamo un ambasciatore accreditato e chiede di parlare ci parliamo, e in genere per prassi con l’ambasciatore ci parla il viceministro. Certo che al ministero lo sapevano, loro hanno chiesto un incontro, io ho informato e sono stato autorizzato all’incontro». E il principale, cioè Antonio Tajani, che a sua volta minimizza: «Una polemica inutile, non abbiamo mica rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione Russa».

La vicenda è questa: Cirielli che un mese fa si incontra con Aleksej Vladimirovič Paramonov, l’ambasciatore russo nel nostro Paese, notizia che rimane riservata finché non ne dà conto il Corriere della Sera. Le opposizioni protestano e chiedono spiegazioni: la linea sulla politica estera dell’esecutivo sta cambiando? E come? «Se il governo sta riaprendo le relazioni diplomatiche con la Russia sta allontanandosi dalla l…

Un incontro condiviso con la Farnesina, una normale interlocuzione diplomatica. Il viceministro Edmondo Cirielli, esponente di FdI, si dice sereno: «Se abbiamo un ambasciatore accreditato e chiede di parlare ci parliamo, e in genere per prassi con l’ambasciatore ci parla il viceministro. Certo che al ministero lo sapevano, loro hanno chiesto un incontro, io ho informato e sono stato autorizzato all’incontro». E il principale, cioè Antonio Tajani, che a sua volta minimizza: «Una polemica inutile, non abbiamo mica rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione Russa».

La vicenda è questa: Cirielli che un mese fa si incontra con Aleksej Vladimirovič Paramonov, l’ambasciatore russo nel nostro Paese, notizia che rimane riservata finché non ne dà conto il Corriere della Sera. Le opposizioni protestano e chiedono spiegazioni: la linea sulla politica estera dell’esecutivo sta cambiando? E come? «Se il governo sta riaprendo le relazioni diplomatiche con la Russia sta allontanandosi dalla linea europea. Sarebbe un errore drammatico allentare la pressione economica sulla Russia, perché Putin ne approfitterebbe per aumentare la pressione militare sull’Ucraina», dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, ospite di Tagadà su La7. Più tardi i deputati dem della commissione Esteri della Camera presentano una interpellanza in cui chiedono che il governo fornisca «una ricostruzione puntuale dell’incontro, indicando con precisione la data, il luogo, le modalità di svolgimento e i principali temi trattati nel corso del colloquio. I democratici chiedono inoltre se e con quali modalità il presidente del Consiglio dei ministri e il ministro degli Affari esteri siano stati informati dell’incontro e dei suoi contenuti». Carlo Calenda (Azione) si spinge fino a chiedere le dimissioni di Cirielli, mentre Matteo Renzi (Italia viva) ironizza: «Qualcuno dovrebbe dire a Tajani che fa il ministro degli Esteri. Diteglielo con le buone, con un po’ di dolcezza, perché non vorrei ci rimanesse male. Svegliate il soldato Tajani».

Ora, va ricordato che Paramonov nei mesi scorsi si era contraddistinto per alcuni attacchi diretti alla figura del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, definito “russofobo”. Mentre nei suoi auguri social di fine anno, l’ambasciatore aveva scritto “quale che sia la direzione prescelta — verso Oriente od Occidente, Nord o Sud, o che ci si muova, come tanto piace agli italiani, a 360 gradi — una cosa resterà immutata: al mondo è esistita, esiste e sempre esisterà la Russia”. Il riferimento ai 360 gradi degli italiani suonava un po’ ironico, di certo il titolare della Farnesina si è premurato di buttare acqua sul fuoco, come detto: «Ricevere un ambasciatore per dirgli qual è la posizione italiana è normale. C’è un’ambasciata d’Italia a Mosca, ci sono 340 imprese italiane che, nel rispetto delle sanzioni, operano lì. Siamo a favore delle sanzioni, e non siamo per cambiare posizione sull’acquisto di petrolio russo. Mi sembra — continua — che la nostra posizione sia sempre coerente. E comunque abbiamo ricevuto anche l’ambasciatore iraniano», assicura il vicepremier Tajani. Il caso, perciò, è la versione del governo, non esiste.

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