Inizia l’ultima settimana di campagna referendaria. E i toni tra i due schieramenti, partiti e realtà della società civile impegnati per il sì o per il no, sono destinati ad alzarsi. La maggioranza dei partiti di opposizione è contraria alla riforma della giustizia, anche se non manca chi, come +Europa e Azione, sostengo le ragioni del sì.
Per il no
Il Partito democratico di Elly Schlein supporta il no al referendum e la segretaria ha più volte ribadito che la riforma “non migliora l’efficienza del sistema giustizia, non renderà più veloce i processi, non assumerà l’organico che manca, non inciderà sulle condizioni di sovraffollamento delle carceri dove è record di suicidi”. La segretaria punta dunque il dito contro una “riforma sbagliata che non migliora la giustizia per i cittadini” ma “spacca e sorteggia il Csm che è l'organo a cui la Costituzione affida il compito delicatissimo di garantire l'indipendenza della magistratura”. Tuttavia, all'interno del Pd, non mancano le voci …
Inizia l’ultima settimana di campagna referendaria. E i toni tra i due schieramenti, partiti e realtà della società civile impegnati per il sì o per il no, sono destinati ad alzarsi. La maggioranza dei partiti di opposizione è contraria alla riforma della giustizia, anche se non manca chi, come +Europa e Azione, sostengo le ragioni del sì.
Per il no
Il Partito democratico di Elly Schlein supporta il no al referendum e la segretaria ha più volte ribadito che la riforma “non migliora l’efficienza del sistema giustizia, non renderà più veloce i processi, non assumerà l’organico che manca, non inciderà sulle condizioni di sovraffollamento delle carceri dove è record di suicidi”. La segretaria punta dunque il dito contro una “riforma sbagliata che non migliora la giustizia per i cittadini” ma “spacca e sorteggia il Csm che è l'organo a cui la Costituzione affida il compito delicatissimo di garantire l'indipendenza della magistratura”. Tuttavia, all'interno del Pd, non mancano le voci favorevoli alla riforma e quindi al referendum, come l’eurodeputata di Pina Picierno.
Nicola Fratoianni, co-leader di Avs, rimarca l'impegno dei rossoverdi sul territorio con centinaia di gazebo e i banchetti organizzati nel weekend in tutta Italia con lo slogan “no ai pieni poteri”.
Contrario al referendum anche il Movimento 5 Stelle. Il presidente Giuseppe Conte ha più volte sostenuto che la riforma Nordio è un passaggio decisivo di “un disegno politico più ampio, capace di mettere in discussione l’equilibrio costituzionale tra i poteri dello Stato”. Italia viva lascia libertà di coscienza.
Per il sì
Il leader di Azione Carlo Calenda, invece, ha annunciato da tempo il suo sì anche perché la separazione delle carriere “è nel nostro programma elettorale”.
Per Riccardo Magi di +Europa, “la separazione delle carriere è una riforma giusta e condivisibile e come partito pensiamo che sia da confermare al referendum nonostante le non poche incognite di carattere tecnico-giuridico sulle sue concrete applicazioni e quelle ancora maggiori di carattere politico”.
Compatto il fronte del sì. Per Fratelli d'Italia con l’approvazione della riforma “l'Italia sarà più sicura con il sì al referendum”. E la premier Giorgia Meloni, che più volte ha detto che non si dimetterà in caso di sconfitta, nel suo ultimo post ha pubblicato un video del costituzionalista ed ex deputato del Pd Stefano Ceccanti: “Sicuramente non tacciabile di essere un mio sostenitore o elettore, spiega in pochi secondi perché votare Sì al referendum. Un invito ad andare oltre appartenenze politiche e contrapposizioni ideologiche, guardando semplicemente al merito del quesito”.
Forza Italia che ha dedicato la riforma della giustizia a Silvio Berlusconi la considera la battaglia delle battaglie. “La riforma, con la separazione delle carriere, è il risultato di un impegno storico di Forza Italia, una battaglia garantista e per la libertà ispirata da Silvio Berlusconi che finalmente arriva a compimento con il referendum confermativo», ha detto il segretario azzurro Antonio Tajani.
La Lega, accusata di essere più tiepida, rivendica di aver organizzato “1500 gazebo solo nell'ultima settimana”. Per il segretario della Lega Matteo Salvini con il referendum di marzo “c’è una possibilità storica di libertà anche per i giudici, i magistrati, i pm perbene, liberi da correnti e da altri ragionamenti: io sono convinto che gli italiani non se lo faranno sfuggire”.
In campo anche Noi moderati. La riforma, per il leader Maurizio Lupi, renderà la giustizia “più equa, efficiente e trasparente, più vicina ai cittadini. Dice una bugia chi sostiene che si vuole sottomettere la magistratura all'esecutivo, tutt'altro, vogliamo rafforzare le garanzie, l'autonomia e la credibilità del sistema giudiziario”.