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Referendum, Schlein lancia la volata: “Votiamo no e vinciamo le Politiche”

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La segretaria dei dem: “Il governo non accetta il controllo della legalità”. Circolare di Valditara sulla par condicio nelle scuole
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È scattato il rush finale che porterà al referendum del 22-23 marzo sulla riforma della giustizia. Dal palco di piazza San Francesco a Bologna, Elly Schlein lancia un appello perché si vada alle urne e si voti no. Quindi sfida il ministro Carlo Nordio: «Noi vinceremo questo referendum e poi vinceremo le elezioni politiche».

Ai suoi duemila sostenitori presenti ricorda «che non c’è quorum, quindi stavolta voi potete fare la differenza». E anche il segretario della Cgil Maurizio Landini, parlando a Milano, esprime preoccupazione per i livelli di partecipazione al voto: «C’è tanta gente che forse non sa nemmeno che c’è il referendum. Chi non è informato, chi considera la questione lontana dai propri problemi».

La segretaria del Pd si dice garantista e chiede di non fermarsi al titolo. «Questa riforma — sottolinea — serve a un governo che vorrebbe scegliersi i propri giudici o fare loro i giudici, è un attimo che decidano quali reati perseguire e quali no. Nordio ha più volte det…

È scattato il rush finale che porterà al referendum del 22-23 marzo sulla riforma della giustizia. Dal palco di piazza San Francesco a Bologna, Elly Schlein lancia un appello perché si vada alle urne e si voti no. Quindi sfida il ministro Carlo Nordio: «Noi vinceremo questo referendum e poi vinceremo le elezioni politiche».

Ai suoi duemila sostenitori presenti ricorda «che non c’è quorum, quindi stavolta voi potete fare la differenza». E anche il segretario della Cgil Maurizio Landini, parlando a Milano, esprime preoccupazione per i livelli di partecipazione al voto: «C’è tanta gente che forse non sa nemmeno che c’è il referendum. Chi non è informato, chi considera la questione lontana dai propri problemi».

La segretaria del Pd si dice garantista e chiede di non fermarsi al titolo. «Questa riforma — sottolinea — serve a un governo che vorrebbe scegliersi i propri giudici o fare loro i giudici, è un attimo che decidano quali reati perseguire e quali no. Nordio ha più volte detto che questa riforma non incide sui problemi della giustizia». E poi ricorda che «quando la Corte dei conti ha bloccato il ponte sullo Stretto, Meloni ha parlato di intollerabile invadenza che non fermerà l’azione di governo. Questo è il senso. Non accettano un controllo di legalità». Dunque risponde ancora al ministro Carlo Nordio che nei giorni scorsi aveva detto che la riforma servirà anche al Pd se andrà al governo: «Noi vogliamo essere controllati perché in democrazia funziona così».

Con queste parole Schlein lancia la manifestazione di mercoledì a piazza del Popolo a Roma, organizzata dal comitato Società civile per il no, con tutti i leader del centrosinistra. Non ci sarà +Europa che invece si è schierata per il sì. Il Movimento 5 stelle ha in programma anche un altro evento per venerdì al Palazzo dei congressi con molti ospiti del mondo dello spettacolo per il no.

Con i toni destinati ad alzarsi, e gli studenti del liceo di Castel Capuano che nei giorni scorsi hanno abbandonato un convegno perché presenti solo relatori a favore del sì tra cui il sottosegretario Andrea Ostellari, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara richiama le scuole alla par condicio. Gli Uffici scolastici regionali, scrive in una circolare, dovranno effettuare «i dovuti riscontri nel caso in cui arrivino segnalazioni di mancato rispetto dell’equilibrio tra sì e no negli incontri che si stanno tenendo nelle scuole».

Forza Italia, reduce da una campagna elettorale sui treni, insiste con il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, condannando quanto successo sabato alla manifestazione organizzata da Potere al popolo: «Non si può fare campagna elettorale per il no bruciando i manifesti raffiguranti la premier e i ministri. Si stanno alzando i toni da parte di chi è contrario alla riforma, con anche alcuni che dicono “facciamo i conti dopo”, vuol dire che ci sono anche cattivi maestri». Il riferimento è al procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri.

Tra via Arenula e toghe continua lo scontro a distanza. In un’intervista al Sole 24 Ore, il ministro Nordio fa un’osservazione che sa di provocazione: «Se fosse per me, abolirei il potere di iniziativa disciplinare del ministro, attribuendola al solo procuratore generale della Cassazione». Il procuratore di Palermo Maurizio de Lucia risponde piccato: «Non abbiamo mai chiesto niente del genere, né lo desideriamo».

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