“Il sottosegretario Delmastro delle Vedove e i suoi soci sapevano con chi avevano a che fare?”.
Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, fa riferimento a un articolo del Fatto Quotidiano dal titolo 'Pure Delmastro dietro al ristorante del mafioso'.
Andrea Delmastro Delle Vedove e altri dirigenti di FdI sarebbero stati in affari con Miriam Caroccia, figlia diciottenne di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva dalla Cassazione a febbraio scorso per reati molto gravi e con aggravante mafiosa.
L’interessato prova a chiarire: “Sono uscito da società con Caroccia appena scoperto chi fosse”. “La mia storia antimafia è chiara ed evidente”, ribadisce.
L’episodio, ovviamente da approfondire, è in ogni caso l’ultimo di una serie di guai in cui è incappato il sottosegretario.
Condannato in primo gra…
“Il sottosegretario Delmastro delle Vedove e i suoi soci sapevano con chi avevano a che fare?”.
Debora Serracchiani, responsabile giustizia del Pd, fa riferimento a un articolo del Fatto Quotidiano dal titolo 'Pure Delmastro dietro al ristorante del mafioso'.
Andrea Delmastro Delle Vedove e altri dirigenti di FdI sarebbero stati in affari con Miriam Caroccia, figlia diciottenne di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva dalla Cassazione a febbraio scorso per reati molto gravi e con aggravante mafiosa.
L’interessato prova a chiarire: “Sono uscito da società con Caroccia appena scoperto chi fosse”. “La mia storia antimafia è chiara ed evidente”, ribadisce.
L’episodio, ovviamente da approfondire, è in ogni caso l’ultimo di una serie di guai in cui è incappato il sottosegretario.
Condannato in primo grado nel febbraio 2025 a otto mesi di reclusione per rivelazione di segreto d'ufficio riguardo al caso Cospito, l’anarchico detenuto al 41-bis.
Coinvolto, in qualità di testimone, nel cosiddetto caso Pozzolo. Ossia nelle indagini relative allo sparo di Capodanno 2024 alla festa di Rosazza, biellese, terra d’elezione dello stesso Delmastro, che ha coinvolto il deputato allora FdI Emanuele Pozzolo. Il caso era scoppiato quando Pozzolo si era presentato alla festa privata organizzata alla pro loco di Rosazza alla quale erano presenti Delmastro, parte della sua scorta con le rispettive famiglie, la sorella Francesca che è sindaco del paese e diversi esponenti di FdI. Pozzolo aveva tirato fuori il mini revolver per mostrarlo ai presenti ed era partito un colpo che aveva ferito Luca Campana, genero del caposcorta di Delmastro, Pablito Morello. In seguito il tribunale di Biella ha condannato Pozzolo a un anno e tre mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena, per il porto abusivo di un’arma da collezione.
A novembre 2024, finisce al centro di polemiche per le sue dichiarazioni sulle condizioni detentive. "Non lasciamo respirare chi è nel blindato, intima gioia", le sue parole commentando la nuova autovettura blindata per il trasporto di detenuti al regime del 41-bis. Richieste di dimissioni da parte di opposizioni come Italia Viva. Spirito non proprio garantista, già manifestato peraltro nel ferragosto precedente quando aveva visitato le carceri di Taranto e Brindisi, ma senza incontrare i detenuti. Per poi rivendicare: “Non mi inchino alla Mecca dei detenuti”. In quel contesto occorre segnalare un’altra gaffe: il sottosegretario fuma in carcere e pubblica la foto, poi cancella il post.
Più recentemente, ma qui siamo nel novero del dibattito politico, lo stesso ha espresso critiche su aspetti della riforma della giustizia proposta dal suo ministro Carlo Nordio.
“Dare ai pubblici ministeri un proprio Csm è un errore strategico che, per eterogenesi dei fini, si rivolterà contro. – le sue parole in un colloquio con il Foglio – I pm, prima di divorare i politici, andranno a divorare i giudici. L'unica cosa figa della riforma è il sorteggio dei togati al Csm, basta". E poi: "C'è un rischio nel doppio Csm. O si va fino in fondo e si porta il pm sotto l'esecutivo, come avviene in tanti Paesi, oppure gli si toglie il potere di impulso sulle indagini". Inevitabile la reazione dell'Associazione Nazionale Magistrati (Anm) – "Conferma i nostri timori” – e la richiesta di dimissioni da parte delle opposizioni.
Insomma, una indubitabile capacità di mettersi nel mirino, quella del sottosegretario.
Allora come oggi, con il nuovo caso che sembra legare la sua Biella alla mala romana. E le nuove polemiche che non mancano di coinvolgere il governo e la premier di cui l’esponente FdI è parte.