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La malattia di Umberto Bossi: l’ictus, i malori e le difficoltà a parlare e a camminare

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Il primo grave episodio nel 1991, poi un altro durante un comizio nel 1996 e il più grave otto anni più tardi. Ieri l’ultima corsa in ospedale
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Un ictus che ha segnato la sua vita. Ma anche la più grande prova della sua tenacia. Colpì Umberto Bossi nel 2004: da allora l’emiparesi lo ha costretto a parlare e a camminare con difficoltà, oltre che a convivere con un braccio indebolito. Poi un nuovo grave malore nel 2019. E ieri l’ultima corsa in ospedale, a Varese, dove è morto oggi a 84 anni.

I malori

Accanito fumatore, già il 16 dicembre del 1991 fu trasportato d'urgenza e sottoposto a osservazione nel reparto Santa Marta dell'ospedale di Varese dopo essere stato colto da un malore a casa. E gli venne prescritto un periodo di assoluto riposo di almeno 4 mesi.

Poi un nuovo episodio il 18 ottobre del 1996, durante un comizio al vecchio Palazzetto dello Sport a Modena, da parlamentare: ebbe un mancamento, poi tentò di riprendersi e alla fine si accasciò su una sedia. Fu visitato e gli venne fatto un elettrocardiogramma in una infermeria della struttura.

L’ictus

Otto anni più tardi, il malore più grave. Fu colpito da un ict…

Un ictus che ha segnato la sua vita. Ma anche la più grande prova della sua tenacia. Colpì Umberto Bossi nel 2004: da allora l’emiparesi lo ha costretto a parlare e a camminare con difficoltà, oltre che a convivere con un braccio indebolito. Poi un nuovo grave malore nel 2019. E ieri l’ultima corsa in ospedale, a Varese, dove è morto oggi a 84 anni.

I malori

Accanito fumatore, già il 16 dicembre del 1991 fu trasportato d'urgenza e sottoposto a osservazione nel reparto Santa Marta dell'ospedale di Varese dopo essere stato colto da un malore a casa. E gli venne prescritto un periodo di assoluto riposo di almeno 4 mesi.

Poi un nuovo episodio il 18 ottobre del 1996, durante un comizio al vecchio Palazzetto dello Sport a Modena, da parlamentare: ebbe un mancamento, poi tentò di riprendersi e alla fine si accasciò su una sedia. Fu visitato e gli venne fatto un elettrocardiogramma in una infermeria della struttura.

L’ictus

Otto anni più tardi, il malore più grave. Fu colpito da un ictus cerebrale l’11 marzo del 2004, quando era ministro delle Riforme istituzionali: venne ricoverato nello stesso ospedale in cui è deceduto ieri, quello di Circolo e fondazione Macchi di Varese. Poi affrontò la riabilitazione nella clinica Hildebrand di Brissago, nel Canton Ticino: la località fu tenuta nascosta per ben 51 giorni. E fu costretto naturalmente a sospendere l’attività politica. Ma fu comunque candidato alle elezioni europee di quell’anno, dove ottenne oltre 182mila preferenze e fu così eletto per la quarta volta. Si dimise così da deputato e ministro.

Dopo neanche un anno dall’ictus, il 28 febbraio del 2005, si rivide per la prima volta in pubblico: inaugurò l’asilo nido nella sede della Lega in via Bellerio a Milano. E il 6 marzo tenne il suo primo comizio a Castagnola. A giugno, poi, tornò nella sua Pontida.

Fu colpito da un altro malore il 15 febbraio del 2019, mentre si trovava nella sua casa e fu trasportato in elisoccorso in ospedale, dove venne ricoverato in rianimazione. Nel 2022 da senatore è tornato comunque in aula, in sedia a rotelle, per votare per il presidente della Repubblica.

La morte

Bossi era ricoverato da ieri in terapia intensiva all’ospedale di Varese. Le sue condizioni erano apparse subito critiche sin dall’arrivo. Poi la morte alle 20,30 di stasera.

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