È morto Umberto Bossi, rivoluzionò la politica con il sogno della Padania
dal nostro inviato Matteo PucciarelliUmberto Bossi
GEMONIO (VARESE) – Un pezzo di storia di questo Paese se ne va. Umberto Bossi è scomparso ieri all’età di 84 anni. Il fondatore e anima della Lega Lombarda, poi diventata Lega Nord, è morto in serata dopo le 20 all’ospedale di Varese, dove era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva cardiologica. Il Senatùr era entrato nella struttura due giorni fa, il suo stato di salute era precario ormai da anni e non era la prima volta che le sue condizioni erano date in bilico. Le indiscrezioni sulla sua ultima presenza ai piani alti dell’ospedale di Circolo avevano iniziato a circolare soltanto ieri mattina.
Le condizioni cliniche di Bossi non sono state rese note nel dettaglio. Si era recato in ospedale assieme ai familiari, senza quindi ricorrere a mezzi di emergenza, a causa di dolori diffusi e difficoltà respiratorie. Dopo il decesso, la salma del fondatore è stata riportata subito a Gemonio, nella villetta che è stata per molto tempo il cuore nevralgico della Lega.
Nel corso de…
GEMONIO (VARESE) – Un pezzo di storia di questo Paese se ne va. Umberto Bossi è scomparso ieri all’età di 84 anni. Il fondatore e anima della Lega Lombarda, poi diventata Lega Nord, è morto in serata dopo le 20 all’ospedale di Varese, dove era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva cardiologica. Il Senatùr era entrato nella struttura due giorni fa, il suo stato di salute era precario ormai da anni e non era la prima volta che le sue condizioni erano date in bilico. Le indiscrezioni sulla sua ultima presenza ai piani alti dell’ospedale di Circolo avevano iniziato a circolare soltanto ieri mattina.
Le condizioni cliniche di Bossi non sono state rese note nel dettaglio. Si era recato in ospedale assieme ai familiari, senza quindi ricorrere a mezzi di emergenza, a causa di dolori diffusi e difficoltà respiratorie. Dopo il decesso, la salma del fondatore è stata riportata subito a Gemonio, nella villetta che è stata per molto tempo il cuore nevralgico della Lega.
Nel corso degli anni Bossi aveva affrontato diversi problemi di salute, soprattutto dopo l’ictus che lo aveva colpito nel 2004 e che ne ha segnato il resto della vita. Nato il 19 settembre 1941 a Cassano Magnago (Varese), nel 2022 era stato eletto parlamentare per l’ultima volta, deputato nel collegio plurinominale Lombardia 2. La sua originalissima traiettoria politica, dopo un iniziale avvicinamento al mondo comunista, aveva preso avvio proprio in provincia di Varese, paesi minori come Samarate e Albizzate, per poi allargarsi a centri più grandi come Gallarate e Busto Arsizio e il capoluogo. Da lì erano arrivate le prime candidature e gli incarichi nelle istituzioni locali, a partire dai consigli comunali. Con un segno distintivo e identitario, parlato e sulle pubblicazioni: il dialetto, rivendicato espressione delle radici e della memoria lombarda. Con i primi sindaci leghisti ribattezzati “borgomastri”.
Bossi lascia la moglie Manuela Marrone e quattro figli: Riccardo, nato dalla relazione con Gigliola Guidali, e poi Renzo — avviato alla carriera politica, poi troncata improvvisamente dopo lo scandalo dei fondi del partito spesi allegramente e la successiva perdita della guida del partito del Senatùr — , Roberto Libertà ed Eridano Sirio. «Dopo una vita di battaglie, vissuta fino all’ultimo respiro con passione e fedeltà ai suoi ideali — le parole di Renzo Bossi con Adnkronos — oggi si è spento nell’abbraccio dei suoi cari. Ci lascia la forza di non arrenderci mai, il coraggio di rialzarci dopo ogni caduta e l’amore profondo per la libertà e la nostra terra. Questo è ciò che porteremo avanti, ogni giorno».
I rapporti con i vertici del Carroccio erano ai minimi termini da diverso tempo. Bossi era tecnicamente presidente a vita della Lega Nord, partito esistente sulla carta ma soppiantato dal nuovo guscio della “Lega per Salvini premier”. Restava però il legame simbolico e infatti subito dopo la notizia della morte Matteo Salvini ha fatto sapere di aver annullato ogni appuntamento previsto per oggi, per rientrare a Milano. Anche in via Bellerio, sede acquistata “dall’Umberto”, il Senatùr non si faceva più vedere. Per i problemi di salute, ma non solo. L’ultimo tentativo di rimettere la Lega dentro il solco federalista era stata la creazione del Comitato Nord, il correntone autonomista, benedetto proprio da Bossi a fine 2022. Finì in un nulla di fatto. Fuori dalla villetta di Gemonio rimane comunque sull’asfalto, scolorito, il vecchio simbolo di quella illusione: il Sole delle Alpi.