✕

Il ritorno di Bossi a Pontida. L’ultimo saluto al Senatùr sulle note del Va’ pensiero

L'abbazia di San Giacomo Maggiore a Pontida

 

Ascolta l'audio

Oggi a mezzogiorno le esequie con Meloni, Salvini, Tajani e La Russa. Pochi posti riservati, maxischermo all’esterno
2 minuti di lettura

GEMONIO (VARESE) – Dal castelletto di Gemonio all’abbazia di Pontida, dove suonerà il Va’ pensiero degli alpini, quello che doveva essere l’inno della Padania. Dall’“eremo” familiare in cima al paesino dei castagneti al monastero di San Giacomo, nel luogo del giuramento dei Comuni lombardi contro il Barbarossa (7 aprile 1167) che Bossi scelse nel 1990 come cuore e tòpos della Lega e infine — è la volontà consegnata alla famiglia — per chiudere la sua parabola terrena. Poi Umberto Bossi, morto a 84 anni nella sua Varese, entrerà definitivamente con il verbo al passato nel pantheon della politica italiana e nell’immaginario comune.

Al funerale pubblico (ma non di Stato, i familiari hanno declinato) oggi a mezzogiorno ci sar…

GEMONIO (VARESE) – Dal castelletto di Gemonio all’abbazia di Pontida, dove suonerà il Va’ pensiero degli alpini, quello che doveva essere l’inno della Padania. Dall’“eremo” familiare in cima al paesino dei castagneti al monastero di San Giacomo, nel luogo del giuramento dei Comuni lombardi contro il Barbarossa (7 aprile 1167) che Bossi scelse nel 1990 come cuore e tòpos della Lega e infine — è la volontà consegnata alla famiglia — per chiudere la sua parabola terrena. Poi Umberto Bossi, morto a 84 anni nella sua Varese, entrerà definitivamente con il verbo al passato nel pantheon della politica italiana e nell’immaginario comune.

Al funerale pubblico (ma non di Stato, i familiari hanno declinato) oggi a mezzogiorno ci saranno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepremier forzista Antonio Tajani e ovviamente tutta la Lega con Matteo Salvini in testa. Non è previsto alcun cerimoniale, né posti riservati, a parte per la famiglia e le cariche dello Stato. Sarà quindi un addio semplice, non sono previsti interventi politici ma solo dei ricordi. La cerimonia sarà celebrata dall’abate del monastero di San Giacomo, don Giordano Rota. Fuori dall’abbazia ci sarà un maxischermo che trasmetterà in diretta la cerimonia.

«L’ultimo passaggio con il popolo della Padania e la grande famiglia della Lega…», ha scritto sui social il figlio Renzo per annunciare le esequie. Pontida, dunque. È qui che il vecchio capo leghista torna da morto a essere “padrone a casa sua”, come vuole quella scritta “padroni a casa nostra” disegnata in verde a caratteri cubitali su un muro al lato sinistro del pratone: il “sacro suolo” nell’iconografia del Carroccio. L’organizzazione dell’addio a Bossi è stata affidata ad alcuni militanti leghisti, che poi sarebbero dirigenti: uno è il bergamasco Daniele Belotti, già parlamentare, ultrà dell’Atalanta ma soprattutto storico speaker dei raduni sul pratone. L’altro è Maurizio Bosatra, lodigiano, responsabile organizzativo federale: l’uomo che da 30 anni si occupa delle feste della Lega. Quanta gente ci sarà oggi a Pontida, al di là e al netto delle presenze vip, vertici di governo e Stato maggiore leghista? Ci saranno “sorprese” o dei fuori programma?

Non è il momento delle polemiche, non più. Ma qualcuno non riesce a non ricordare di quando, era il 2017 — in pieno nuovo corso salviniano, con la Lega sovranista e centralista tinta di nero, “debossizzata” — , il fondatore per la prima volta fu lasciato giù dal palco pontidese: una mancanza di rispetto, un’offesa mai digerita dal Senatùr. Non era stata neanche la prima: al congresso di Parma, qualche mese prima, la platea arrivò a fischiarlo («silenzio, portate rispetto!», gridò Giorgetti dal tavolo della presidenza). Ma il tempo può cancellare tante cose e anche per questo il funerale di oggi avrà un denso valore simbolico. «Andrà in scena la rivincita di Bossi, purtroppo non più da vivo, e purtroppo dopo tutto quello che ha sofferto e il trattamento irriguardoso che qualcuno gli ha riservato», dice un ex esponente di primo piano della Lega, bossiano e maroniano, mai salviniano. Come se fosse il raduno annuale del pratone, sono attesi dei pullman coi militanti da Lombardia, Veneto e Piemonte. Dalla sua Varese si parte e si ritorna con un contributo di 20 euro, per l’ultimo atto dell’orgoglio lumbard.

Leggi i commenti