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Vittoria del No al referendum, Bachelet: “Come quella partigiana”. Renzi: “Meloni prenda atto del voto”

Fratoianni (Avs): “La destra voleva stravolgere il sistema della garanzie, gli è andata male”. Conte: “Ce l’abbiamo fatta”. Bignami (Fdi) “L’esito non incide sul governo”
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“Oggi si consuma un fatto politico enorme, quando il popolo parla, il palazzo deve ascoltare. Se un leader perde il tocco magico tutti intorno a lui cominciano a dubitare e solo una cosa non può fare: finta di nulla. Quando io ho perso il referendum ho lasciato tutto. Meloni farà quello che crede". Così il presidente di Italia Viva, Matteo Renzi, a Radio Leopolda, commenta la vittoria del No al referendum sulla giustizia. “È un dato clamoroso - gli fa eco Nicola Fratoianni, leader di Avs – la destra voleva stravolgere il sistema delle garanzie, gli è andata male”. Il segretario della Cgil Maurizio Landini annuncia i festeggiamenti a Roma alle 18 in piazza Barberini e afferma: "Si è dimostrato che la Costituzione non va nè stravolta nè cambiata ma applicata in tutte le sue parti. Credo che questo sia un messaggio di unità del Paese che chiede di rimettere al centro i bisogni delle persone". Giovanni Bachelet, presidente del comitato società civile per il No: “Penso sia una vittoria come quella della lotta partigiana o del referendum con pochissimo margine tra monarchia e Repubblica”. “Una vittoria al di là di ogni aspettativa – spiega la segretaria Pd Elly Schlein in una conferenza stampa al Nazareno – i giovani hanno fatto la differenza, nonostante i fuorisede non potessero votare”.

"Sarà per sempre No!”, scrive sui social Angelo Bonelli, di Avs, mutuando il titolo della canzone con cui Sal Da Vinci ha vinto a Sanremo, usata come jingle durante alcuni eventi della campagna per il 'Sì', incluso quello a Milano con la premier Giorgia Meloni. E sempre ai social affida un primo commento anche Giuseppe Conte, M5s, che scrive: “Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione”. Carlo Calenda, leader di Azione: “L'Italia ha una tradizionale propensione a mobilitarsi 'contro' che è stata favorita anche da una campagna sbagliata e inutilmente aggressiva della destra che ha determinato una reazione di rigetto del Paese che va oltre il merito della riforma”.

La premier Giorgia Meloni commenta in un video pubblicato su X: "La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. I cittadini hanno deciso e noi, come sempre, rispettiamo la loro decisione”. Anche il ministro della Giustizia Nordio scrive su X le prime osservazioni: “Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ci consola l'alta partecipazione che conferma la solidità della nostra democrazia". “L’esito non incide sul governo, lo avevamo detto sin dall’inizio”, spiega il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, che ribadisce così la linea espressa da Palazzo Chigi per tutta la campagna elettorale. “Riconosciamo il risultato negativo – si legge in una nota del ministro degli Esteri Antonio Tajani – ma il nostro lavoro per cambiare l’Italia continua. Spero che nessuno usi più toni da guerra civile come quelli che abbiamo sentito da alcuni dei nostri avversari in questa campagna referendaria. "Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della giustizia”. Così il segretario leghista Matteo Salvini.

Il governatore Eugenio Giani (Pd) festeggia il primato della sua Toscana: “È stata tra le regioni quella con l'affluenza più alta, con oltre il 66% dei cittadini al voto. È il segno di una comunità viva, che non si tira indietro, che sceglie di esserci”.

Anche il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, ha parlato del referendum nell'introduzione al Consiglio episcopale permanente mettendo l’accento sull’affluenza alle urne, che ha raggiunto il 59%: "La partecipazione: questa sta al cuore della nostra Costituzione e, pur tra le differenze, permette a tutti e a ciascuno di esprimersi al meglio. È importante mettere da parte ciò che divide e cercare quello che unisce, non giustificare mai la divisione e la malevolenza, cercare sempre la via della riconciliazione".

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