La priorità politica di Giorgia Meloni è «garantire l’impunità degli amici». La responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani, torna a chiedere le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro, e alla presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo, di convocare «immediatamente» l’esponente di governo.
Delmastro ha detto che, nel momento in cui ha costituito la società con Miriam Caroccia, non sapeva che il padre Mauro Caroccia fosse prestanome del clan Senese. È possibile?
«O ci fa o ci è. Un sottosegretario alla Giustizia con delega all’amministrazione penitenziaria, un avvocato penalista, avvocato della premier, responsabile nazionale giustizia per FdI, non può creare una società con una ragazza 18enne, a cui affida il ruolo di amministratrice unica della stessa, senza sapere chi fosse, come lui stesso ha fatto sapere».
E poi non ha comunicato questa sua partecipazione nella dichiarazione dei redditi depositata alla Camera e neppure al ministero della Giustizia. Un f…
La priorità politica di Giorgia Meloni è «garantire l’impunità degli amici». La responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani, torna a chiedere le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro, e alla presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo, di convocare «immediatamente» l’esponente di governo.
Delmastro ha detto che, nel momento in cui ha costituito la società con Miriam Caroccia, non sapeva che il padre Mauro Caroccia fosse prestanome del clan Senese. È possibile?
«O ci fa o ci è. Un sottosegretario alla Giustizia con delega all’amministrazione penitenziaria, un avvocato penalista, avvocato della premier, responsabile nazionale giustizia per FdI, non può creare una società con una ragazza 18enne, a cui affida il ruolo di amministratrice unica della stessa, senza sapere chi fosse, come lui stesso ha fatto sapere».
E poi non ha comunicato questa sua partecipazione nella dichiarazione dei redditi depositata alla Camera e neppure al ministero della Giustizia. Un fatto sospetto?
«È incredibile che non abbia dichiarato la società, come è suo obbligo fare. E anche questa circostanza andrà spiegata».
Andrete fino in fondo per capire come stanno le cose?
«Abbiamo chiesto un’informativa della Presidente del Consiglio, che non può dire che sia stata solo una leggerezza, e abbiamo chiesto di acquisire tutta la documentazione in commissione Antimafia. Mauro Caroccia è in carcere perché considerato prestanome del clan Senese e pare ci sia un fascicolo aperto a carico suo e di sua figlia per riciclaggio. Non si può parlare di poca accortezza».
Delmastro dice di essere uscito dalla società quando ha appreso i problemi di Caroccia con la giustizia.
«I fatti dimostrerebbero il contrario. Ci sono fotografie con Mauro Caroccia del 2023 e altre successive anche alla sua condanna in appello. E pensiamo che il sottosegretario debba fare chiarezza sui suoi movimenti societari, quantomeno poco trasparenti».
Meloni difende Delmastro, perché?
«Lei lo ha inopinatamente difeso anche quando è stato condannato in primo grado per rivelazione del segreto d’ufficio. Questa impunità e questo doppiopesismo nei confronti dei suoi dirigenti più stretti è inaccettabile e fa sorgere sospetti. A noi l’inopportunità politica che continui a restare al suo posto pare evidente».
L’intenzione di Meloni sarebbe far dimettere Delmastro in caso di avviso di garanzia. Troppo tardi?
«Il primato della politica per Meloni è l’impunità degli amici. Doveva far dimettere anche Daniela Santanchè che però è ancora al suo posto. L’opportunità politica impone un immediato passo indietro. E comunque la presidente Meloni, quando era all’opposizione, aveva la richiesta facile di dimissioni, ma evidentemente considera in modo diverso le responsabilità degli amici rispetto a quelle degli avversari».
È stata opera di una “manina”, dice Meloni. A cosa si riferisce?
«Qui l’unica manina è quella del sottosegretario che ha firmato operazioni societarie a dir poco dubbie e poco trasparenti».