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Masia: “Non è scontato che alle Politiche il no si traduca in un voto per il centrosinistra”

(lapresse)

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Il sondaggista: “Abbiamo registrato una forte partecipazione, circa il 10-15% in più, tra gli elettori che si erano astenuti alle precedenti elezioni europee e che invece questa volta sono andati a votare”
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Fabrizio Masia, sondaggista e spin doctor, come legge quest’affluenza quasi al 59%?

“Abbiamo registrato una forte partecipazione, circa il 10-15% in più, tra gli elettori che si erano astenuti alle precedenti elezioni europee e che invece questa volta sono andati a votare. Un dato che ha inciso anche sul risultato complessivo, perché in questo segmento, come si vede dai flussi tra i partiti, quasi il 58% si è espresso a favore del no, incidendo sullo scarto. Potrebbe aver inciso per 6-7 punti”.

Perché una parte di astensionisti questa volta è andato alle urne, secondo lei?

“Una serie di fattori combinati: alcuni per esprimersi nel merito della riforma, altri per sostenere il governo Meloni, altri ancora invece per contrastarlo con un voto di malcontento o di protesta”.

È una sorpresa?

“Non ci si deve dimenticare che il centrodestra è ancora maggioranza relativa, sappiamo che la fiducia nel governo Meloni non arriva al 40%, quindi è possibile che complessivamente ci sia una maggio…

Fabrizio Masia, sondaggista e spin doctor, come legge quest’affluenza quasi al 59%?

“Abbiamo registrato una forte partecipazione, circa il 10-15% in più, tra gli elettori che si erano astenuti alle precedenti elezioni europee e che invece questa volta sono andati a votare. Un dato che ha inciso anche sul risultato complessivo, perché in questo segmento, come si vede dai flussi tra i partiti, quasi il 58% si è espresso a favore del no, incidendo sullo scarto. Potrebbe aver inciso per 6-7 punti”.

Perché una parte di astensionisti questa volta è andato alle urne, secondo lei?

“Una serie di fattori combinati: alcuni per esprimersi nel merito della riforma, altri per sostenere il governo Meloni, altri ancora invece per contrastarlo con un voto di malcontento o di protesta”.

È una sorpresa?

“Non ci si deve dimenticare che il centrodestra è ancora maggioranza relativa, sappiamo che la fiducia nel governo Meloni non arriva al 40%, quindi è possibile che complessivamente ci sia una maggioranza di “opposizione” rispetto all'esecutivo. Capita spesso e non è una novità. Non è scontato che alle Politiche poi si traduca in un voto per i partiti di centrosinistra”.

In ogni caso l’esecutivo ha di che preoccuparsi?

“Chiaramente è un segnale di riflessione anche se comunicativamente verrà derubricato a un giudizio su una riforma”.

Alla fine la tanto criticata polarizzazione in realtà ha riempito i seggi?

“Si sa che quando c'è uno scontro forte, si alza la posta in gioco, i cittadini sono più invogliati a partecipare. L’esito non era scontato e i cittadini hanno sentito che la loro scelta era importante”.

Questo segnale positivo di partecipazione è abbastanza per sperare in un'inversione di tendenza?

“Non lo escludo, soprattutto se ci sarà uno scontro bipolare tra un centrodestra e un campo progressista compatto”.

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