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Nordio: “Mia responsabilità politica della sconfitta, Delmastro chiarirà”. E difende Bartolozzi

(agf)

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Il ministro della Giustizia interviene il giorno dopo la sconfitta al referendum: “Il prossimo anno tornerò ai miei studi”
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Dove hanno sbagliato? "La prima cosa che non ha funzionato sono stati i sondaggi. Ci davano in netto vantaggio con una più ampia affluenza, e così abbiamo profuso tante energie a spronare i nostri elettori ad andare alle urne". È il day after di Carlo Nordio. Che intervistato da Sky, protegge la sua capa di gabinetto Giusi Bartolozzi ("la sua posizione non è assolutamente in discussione"), nicchia sullo scandalo che travolge Delmastro ("veramente non ho avuto il tempo di occuparmene, sono sicuro che chiarirà"), e alla fine deve rispolverare le priorità della giustizia "Ora dobbiamo portare a casa il piano carceri", e ricorrere al fair play per ammettere: "Mai vorrei cercare le colpe in altri, questa legge porta il mio nome. Mi assumo la responsabilità politica della sconfitta. E se ci sono stati difetti di impostazione e comunicazione sono stati anche miei". E annuncia che dal prossimo anno pensa al riposo: "Compio un anno matematico (80 anni, ndr), a seguito del quale credo di aver d…

Dove hanno sbagliato? "La prima cosa che non ha funzionato sono stati i sondaggi. Ci davano in netto vantaggio con una più ampia affluenza, e così abbiamo profuso tante energie a spronare i nostri elettori ad andare alle urne". È il day after di Carlo Nordio. Che intervistato da Sky, protegge la sua capa di gabinetto Giusi Bartolozzi ("la sua posizione non è assolutamente in discussione"), nicchia sullo scandalo che travolge Delmastro ("veramente non ho avuto il tempo di occuparmene, sono sicuro che chiarirà"), e alla fine deve rispolverare le priorità della giustizia "Ora dobbiamo portare a casa il piano carceri", e ricorrere al fair play per ammettere: "Mai vorrei cercare le colpe in altri, questa legge porta il mio nome. Mi assumo la responsabilità politica della sconfitta. E se ci sono stati difetti di impostazione e comunicazione sono stati anche miei". E annuncia che dal prossimo anno pensa al riposo: "Compio un anno matematico (80 anni, ndr), a seguito del quale credo di aver diritto a un po' di riposo. Sono stato chiamato per fare delle riforme, la più importante era questa ed è stata sconfitta anche per colpa mia... credo di poter tornare ai miei diletti studi e ai miei hobby".

Affiora l'amaro però, nei rapporti con l'Associazione nazionale magistrati: "È inutile nascondercelo: sono loro i veri vincitori della battaglia. L'Anm è stata la prima ad aprire il comitato del no, poi ha dato una spinta propulsiva formidabile alla mobilitazione. Ma certo, è un soggetto politico ormai". Neanche dopo la sconfitta, Vassalli può tornare a riposare. "Lo diceva lui che in Italia le riforme non si fanno se non c'è il placet della magistratura. E infatti".

Quattordici milioni e mezzo di voti (contrari) dopo, comincia un'altra pagina per il ministero guidato dal tandem Nordio-Bartolozzi, su cui Palazzo Chigi aveva scommesso - specie dopo il vincolo e i pesanti riflessi saldati dal caso Almasri - aderendo al progetto dello smantellamento del Csm di Forza Italia, per portare a casa l'unica riforma che la destra di governo potesse vantare a fine legislatura.

La giustizia dunque, quella che aspetta risposte. Nordio assicura: "Noi dobbiamo portare a termine il piano edilizio" contro le sofferenze e il sovraffollamento delle persone detenute. "Dobbiamo intervenire su tre punti: la riduzione della carcerazione preventiva, l'espiazione della pena degli stranieri nei loro territori di origine e la detenzione alternativa per i tossicodipendenti in strutture; sono tre provvedimenti importanti sui quali adesso concentreremo le nostre energie". E poi: "vi sono da sistemare finalmente gli appartenenti all'ufficio del Processo", ovvero circa 12mila operatori assunti a tempo determinato in relazione agli obiettivi Pnrr e sulle cui promesse di stabilizzazione si è concentrato il governo nelle ultime settimane. Frena adesso, il Guardasigilli, sui temi della restrizione alle intercettazioni, specie mediante trojan, e della custodia cautelare. Forza Italia vorrebbe spingere per non capitolare su battaglie storiche, Nordio deve adesso ascoltare tempi e agenda dettati da Palazzo Chigi, con una premier che ha investito troppo, e si è esposta anche oltre misura, su una battaglia che qualcuno le aveva fatto percepire come già vinta. Nordio alza le mani sul resto dei provvedimenti, nonostante abbia lavorato per spingere in quella direzione "in discussione in parlamento e sarà il parlamento a decidere quali saranno limiti ed estensioni".

Quanto alle considerazioni su un rafforzamento del ruolo della magistratura, che a destra si spinge fino a ipotizzare "reazioni" mirate, Nordio alza le mani. "Ritorsioni in senso tecnico, con una raffica di informazioni di garanzia o provvedimenti contro chi ha patrocinato la riforma, le escludo categoricamente: sarebbe sacrilego solo pensare che la magistratura possa usare il suo potere per infierite sui vinti". Certo, ribadisce tuttavia, che "da parte della magistratura associata e sindacalizzata ci sarà una grossa pressione politica. L'Italia continuerà a vivere una sorta di sovranità limitata". In barba a 14 milioni e mezzo di italiani che hanno detto no. E in fondo anche bocciato questa tesi.

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