La giornata di Sergio Mattarella è trascorsa tra la cerimonia alle Fosse Ardeatine, la mattina, e la visita del ministro degli Affari esteri dell’Uruguay, Mario Lubetkin, nel pomeriggio, mentre nei palazzi romani s’inseguivano le voci delle dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e del capo di gabinetto della giustizia, Giusi Bartolozzi, entrambi indagati. Cosa poi avvenuta.
E alle otto di sera, Giorgia Meloni ha preteso anche quelle della ministra al Turismo Daniela Santanchè, gravata da tre inchieste. Al Quirinale osservano tutto, ma nessuno di questi passaggi al momento li interpella. Solo se Santanchè cedesse, e la premier si presentasse al cospetto di Mattarella con il nome di un sostituto, allora il capo dello Stato entrerebbe in partita. Anche, nel caso limite, di una resistenza al diktat la questione resterebbe comunque un affare del governo.
C’è, in proposito, un unico precedente, quello di Filippo Mancuso, ministro della giustizia nel governo Dini, nel 1995. Fu cacci…
La giornata di Sergio Mattarella è trascorsa tra la cerimonia alle Fosse Ardeatine, la mattina, e la visita del ministro degli Affari esteri dell’Uruguay, Mario Lubetkin, nel pomeriggio, mentre nei palazzi romani s’inseguivano le voci delle dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e del capo di gabinetto della giustizia, Giusi Bartolozzi, entrambi indagati. Cosa poi avvenuta.
E alle otto di sera, Giorgia Meloni ha preteso anche quelle della ministra al Turismo Daniela Santanchè, gravata da tre inchieste. Al Quirinale osservano tutto, ma nessuno di questi passaggi al momento li interpella. Solo se Santanchè cedesse, e la premier si presentasse al cospetto di Mattarella con il nome di un sostituto, allora il capo dello Stato entrerebbe in partita. Anche, nel caso limite, di una resistenza al diktat la questione resterebbe comunque un affare del governo.
C’è, in proposito, un unico precedente, quello di Filippo Mancuso, ministro della giustizia nel governo Dini, nel 1995. Fu cacciato grazie a una mozione di sfiducia votata dalla maggioranza, dopo che aveva inviato gli ispettori al Tribunale di Milano, con il presidente Scalfaro e il premier Dini che si schierarono con i magistrati. Ieri si sono rincorse voci di contatti telefonici tra Meloni e Mattarella. Nessuna conferma. Ma è probabile che la premier abbia informato il capo dello Stato, per cortesia istituzionale, del suo repulisti. Non ci sarebbero però in agenda degli incontri, non oggi, almeno, anche perché Meloni è in visita in Algeria.
Il cambio di un ministro potrebbe richiedere anche un passaggio alle Camere, con un nuovo voto di fiducia. La sostituzione di Santanchè sarebbe infatti il terzo cambio, dopo quello, nel settembre del 2024, di Alessandro Giuli al posto di Gennaro Sangiuliano alla Cultura, e di Tommaso Foti al posto di Raffaele Fitto.