Barelli: “Non mi sento a rischio. Colpa della guerra se al referendum ha vinto il no”
di Gabriella CeramiPaolo Barelli, da capogruppo di Forza Italia alla Camera, si sente sulla graticola?
«Non so niente».
Al Senato è stata avviata una raccolta firme per sostituire il suo collega Maurizio Gasparri. La tentazione c’è anche a Montecitorio.
«Mi sto occupando di altre cose. Non ho notizie, a me non hanno detto niente».
È un dato di fatto che al referendum sulla giustizia avete incassato una sconfitta, ora il partito ribolle, Marina Berlusconi è scontenta. FI va rilanciata?
«Forza Italia si è impegnata, ha fatto tutto quello che doveva fare. Si vince e si perde insieme, non è possibile dare la colpa a uno o a un altro partito. Meno che mai a noi».
Paolo Barelli, da capogruppo di Forza Italia alla Camera, si sente sulla graticola?
«Non so niente».
Al Senato è stata avviata una raccolta firme per sostituire il suo collega Maurizio Gasparri. La tentazione c’è anche a Montecitorio.
«Mi sto occupando di altre cose. Non ho notizie, a me non hanno detto niente».
È un dato di fatto che al referendum sulla giustizia avete incassato una sconfitta, ora il partito ribolle, Marina Berlusconi è scontenta. FI va rilanciata?
«Forza Italia si è impegnata, ha fatto tutto quello che doveva fare. Si vince e si perde insieme, non è possibile dare la colpa a uno o a un altro partito. Meno che mai a noi».
Prendiamo i dati di Youtrend. Il 16% dei vostri elettori è andato a votare per il no e il 12% si è astenuto per un totale del 28% che non ha votato sì. Non lo ritiene grave?
«I flussi Tecnè raccontano una cosa diversa. I nostri elettori hanno votato sì per l’89% e no per l’11%. Esattamente come, a dati inverti, è successo al Pd».
Però avete perso molti votanti.
«Abbiamo risultati positivi, non abbiamo commesso errori. C’è uno storico che racconta come al Sud si voti poco».
Se considera positivi i risultati, perché avete perso e nel partito ci sono malumori tali che c’è chi chiede un cambio di passo e anche un cambio dei vertici dei gruppi parlamentari?
«Se il referendum fosse stato l’1 marzo, come doveva essere, avremmo evitato di votare con lo scoppio della guerra».
Quindi è colpa dell’attacco di Trump all’Iran se la riforma della giustizia è stata bocciata al referendum?
«La guerra ha creato incertezza e ha prevalso lo stato d’animo di chi si è spaventato di fronte all’aumento del costo della benzina, per esempio».
Quindi è stata una bocciatura al governo perché le persone iniziano a non fidarsi più?
«No, è giusto che l’opposizione celebri il suo trionfo. Ma Forza Italia non poteva fare di più».
Quindi il segretario Antonio Tajani non ha commesso alcun errore?
«E perché? Come centrodestra abbiamo preso più voti delle elezioni politiche. E non ci sta bene se la croce viene buttata su di noi di Forza Italia».
Però è la vostra riforma bandiera ad essere stata bocciata.
«Forza italia ha messo in pista le persone migliori sia dal punto di vista mediatico sia dal punto di vista dei contenuti. Io ritengo che chiunque sia onesto possa dire che c’è stato un problema legato al gasolio e alla paura della guerra».
Ma è stato fatto un Consiglio dei ministri prima del voto per fare in modo che il costo della benzina si abbassasse.
«Ma le persone hanno avuto paura lo stesso».
Hanno pesato i casi Delmastro e Bartolozzi?
«Non guardiamo gli altri e non vogliamo strumentalizzare».
Meloni sta imprimendo un cambio di passo dentro il governo cacciando anche il suo ministro, Daniela Santanchè. FI invece pensa ai congressi, che in tanti non vogliono celebrare adesso.
«Li faremo ad aprile e maggio come abbiamo stabilito da tempo».