La formazione di Alemanno confluisce in Futuro nazionale di Vannacci
di Matteo PucciarelliAppuntamento a Roma il 31 marzo: Indipendenza, il movimento fondato da Gianni Alemanno, confluirà in Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci. A giugno, poi, Fn celebrerà il proprio congresso fondativo, così da essere pronti e organizzati a settembre per la campagna elettorale.
C’è grande movimento nella destra radicale attorno al “fattore generale”. L’ex sindaco di Roma è ancora recluso, fra tre mesi dovrebbe finire la detenzione. Ma intanto il movimento sovranista della destra sociale, circa 2 mila iscritti, dovrebbe fungere un po’ da ossatura politico-organizzativa dei futuristi, che invece stanno raccogliendo molte adesioni ma sparse e spesso senza pregressi in altre formazioni. Alemanno ha (avrebbe) dato il suo via libera all’operazione, di sicuro tra lui e Vannacci c’erano stati diversi incontri e iniziative pubbliche in passato, che avevano un po’ sancito una certa vicinanza ideale tra sovranismi post-missini; si ritroveranno dunque insieme contro “la mafia antifascista…
Appuntamento a Roma il 31 marzo: Indipendenza, il movimento fondato da Gianni Alemanno, confluirà in Futuro nazionale, il partito di Roberto Vannacci. A giugno, poi, Fn celebrerà il proprio congresso fondativo, così da essere pronti e organizzati a settembre per la campagna elettorale.
C’è grande movimento nella destra radicale attorno al “fattore generale”. L’ex sindaco di Roma è ancora recluso, fra tre mesi dovrebbe finire la detenzione. Ma intanto il movimento sovranista della destra sociale, circa 2 mila iscritti, dovrebbe fungere un po’ da ossatura politico-organizzativa dei futuristi, che invece stanno raccogliendo molte adesioni ma sparse e spesso senza pregressi in altre formazioni. Alemanno ha (avrebbe) dato il suo via libera all’operazione, di sicuro tra lui e Vannacci c’erano stati diversi incontri e iniziative pubbliche in passato, che avevano un po’ sancito una certa vicinanza ideale tra sovranismi post-missini; si ritroveranno dunque insieme contro “la mafia antifascista in servizio permanente effettivo”, da comunicato di Indipendenza a commento della vittoria del No al referendum. Il generale in congedo “ha un background di vita, cultura e patriottismo molto superiore a quello di Meloni e Salvini”, aveva commentato Alemanno a distanza, il mese scorso, l’uscita di Vannacci dalla Lega, parlando con la Stampa.
Resta da capire invece cosa farà Mario Adinolfi, reduce dal 5 per cento ottenuto alle suppletive in un collegio del Veneto con il Popolo della Famiglia, che sta compiendo dieci anni. Lui proporrà un “Partito della nazione” alle forze della destra, in primis Giorgia Meloni. “Se la proposta sarà rifiutata – spiega - provvederemo ai passi successivi. La mia finalità ora è rafforzare il 5 per cento già alle amministrative di maggio, dove Vannacci non presenterà il suo simbolo. Ogni intesa con Futuro Nazionale deve passare da una presa d’atto della pari dignità del Popolo della Famiglia. Io non mi iscrivo al partito di Vannacci. Ma a determinate condizioni posso essere disponibile a collaborare e anche a fargli arrivare i centomila euro associati all’utilizzo del nostro simbolo”. Il Popolo della Famiglia, in virtù del fatto che si era presentato alle scorse elezioni, sarebbe fondamentale per due ragioni: far creare una componente parlamentare a Fn ed evitargli la raccolta delle firme per le prossime Politiche.