Anm, Tango presidente: “Recuperare dialogo con la politica”. Nordio: “Troveremo punti di concordia”
di Conchita SanninoL'elezione sfiorata e poi stoppata da tensioni interne, un anno fa, è arrivata oggi per acclamazione. È Giuseppe Tango, 43 anni, giudice del lavoro a Palermo ed esponente del gruppo di Magistratura Indipendente (Mi), il successore di Cesare Parodi al vertice dell'Associazione nazionale magistrati.
"È stata costruita una nuova fiducia con la società civile, un risultato che ci inorgoglisce, ma di cui dobbiamo essere all'altezza – dice – Da domani ci metteremo tutti al lavoro insieme agli altri attori della giurisdizione per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia, li viviamo quotidianamente, e riannodando, se fosse possibile, i nodi di un autentico dialogo con l'interlocutore politico”. E sorride, pensando alla …
L'elezione sfiorata e poi stoppata da tensioni interne, un anno fa, è arrivata oggi per acclamazione. È Giuseppe Tango, 43 anni, giudice del lavoro a Palermo ed esponente del gruppo di Magistratura Indipendente (Mi), il successore di Cesare Parodi al vertice dell'Associazione nazionale magistrati.
"È stata costruita una nuova fiducia con la società civile, un risultato che ci inorgoglisce, ma di cui dobbiamo essere all'altezza – dice – Da domani ci metteremo tutti al lavoro insieme agli altri attori della giurisdizione per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia, li viviamo quotidianamente, e riannodando, se fosse possibile, i nodi di un autentico dialogo con l'interlocutore politico”. E sorride, pensando alla sua terra: "Forse sono anche il primo presidente che viene da Palermo, un grazie e un pensiero affettuoso a tutti coloro che ci sono stati vicini in questo momento". Auguri di buon lavoro a Tango sono arrivati dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio: “Prendo atto delle dichiarazioni del nuovo presidente dell'Anm al quale auguro un fruttuoso rapporto con noi. Sono certo che, dopo questo momento di contrapposizione, riusciremo a trovare gli elementi di concordia per una giustizia più efficiente e più moderna. Rinnovo anche il mio cordiale saluto al presidente e amico Cesare Parodi”.
Tango era stato anche il più votato alle ultime elezioni per il nuovo comitato direttivo dell'Anm, nel gennaio 2025, ed è stato membro della Giunta esecutiva centrale guidata dal procuratore di Alessandria. Un segno del rinnovamento che, all'indomani della vittoria del no, segna forse una nuova pagina nell'Anm.
Tango rappresenta la nuova guardia della corrente più conservatrice, per questo la sua elezione è stata spinta, per paradosso, prima dalle altre correnti e non da Mi al completo, che fino all'ultimo ha provato a sostenere la corsa di Antonio D'Amato, il procuratore di Messina, e poi quella di Chiara Salvatori, data in dirittura d'arrivo fino a stamane e poi stoppata da Unicost e dalle altre correnti. Proprio la convergenza di Area e di Md, progressisti e sinistra delle toghe, alla fine ha tirato la volata a Tango.
Carattere schivo, poco mediatico ma molto determinato, il giudice di Palermo si è sempre esposto - fin dall'anno scorso- contro una riforma giudicata, come peraltro dalla sua correnti di Mi, "sbagliata, rischiosa e e inutile". E ora toccherà a lui guidare la nuova fase, quella del dialogo con il Palazzo: un confronto che deve necessariamente Passare attraverso investimenti sulla giustizia. "A partire da quegli otto punti - ricorda - che consegnammo a Palazzo Chigi un anno fa".