Cena riservata nella villa di Giorgia Meloni, a Roma sud. Attorno al tavolo, ieri sera, dopo il Consiglio dei ministri, i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Un vertice a tre, informale nei modi ma molto politico nei contenuti, per fare i conti con la sconfitta referendaria che ha incrinato il clima nella maggioranza, fatto impennare le turbolenze interne nei partiti, soprattutto in FdI e Forza Italia.
Nel menu, le prossime mosse per tentare un rilancio dell’azione di governo, tra comunicazione da rivedere e priorità da rilanciare. Più delle parole pesano i numeri: si temono quelli che arriveranno con i sondaggi della prossima settimana e che diranno quanto la debacle sulla giustizia abbia inciso davvero.
Cena riservata nella villa di Giorgia Meloni, a Roma sud. Attorno al tavolo, ieri sera, dopo il Consiglio dei ministri, i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Un vertice a tre, informale nei modi ma molto politico nei contenuti, per fare i conti con la sconfitta referendaria che ha incrinato il clima nella maggioranza, fatto impennare le turbolenze interne nei partiti, soprattutto in FdI e Forza Italia.
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Nel menu, le prossime mosse per tentare un rilancio dell’azione di governo, tra comunicazione da rivedere e priorità da rilanciare. Più delle parole pesano i numeri: si temono quelli che arriveranno con i sondaggi della prossima settimana e che diranno quanto la debacle sulla giustizia abbia inciso davvero.
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Il timore, in casa Fratelli d’Italia, è un calo intorno ai due punti. Si incrociano le dita. Nessun allarme ufficiale, ma crucci e tensioni si sovrappongono. Durante la cena, meno brindisi e più calcoli, in attesa di capire se si tratta solo di una battuta d’arresto o dell’inizio della fase più tribolata.