Giallo per i voli Usa su Sigonella. Crosetto: “Da loro nessuna forzatura deliberata”
di Tommaso CiriacoUna domanda, anzi tre: chi sapeva, chi ha deciso, chi ha lasciato trapelare la notizia? Chi, innanzitutto, ha fatto deviare la notte di venerdì scorso i velivoli americani che, senza avvertire il governo italiano, puntavano ad atterrare nella base siciliana di Sigonella per poi decollare nuovamente alla volta del Medio Oriente. Di certo, sapeva e ha deciso Guido Crosetto. E di certo era a conoscenza di quanto stava succedendo, perché avvertito dal capo di Stato maggiore Luciano Portolano, a sua volta allertato dall’Aeronautica militare. Sul resto, la questione si fa più complessa.
Quando e quanto, ad esempio, è stato coinvolto Palazzo Chigi, nei minuti caldi del diniego? E soprattutto: l’urgenza della decisione ha fatto sì che Giorgia Meloni venisse informata in tempo quasi reale, ma a scelte già assunte, o sia stata lei a dare l’ultimo via libera al diniego? Di certo, Palazzo Chigi rivendica la scelta, ma assicura che non incrinerà i rapporti con gli Usa. Trapela però intanto che no…
Una domanda, anzi tre: chi sapeva, chi ha deciso, chi ha lasciato trapelare la notizia? Chi, innanzitutto, ha fatto deviare la notte di venerdì scorso i velivoli americani che, senza avvertire il governo italiano, puntavano ad atterrare nella base siciliana di Sigonella per poi decollare nuovamente alla volta del Medio Oriente. Di certo, sapeva e ha deciso Guido Crosetto. E di certo era a conoscenza di quanto stava succedendo, perché avvertito dal capo di Stato maggiore Luciano Portolano, a sua volta allertato dall’Aeronautica militare. Sul resto, la questione si fa più complessa.
Quando e quanto, ad esempio, è stato coinvolto Palazzo Chigi, nei minuti caldi del diniego? E soprattutto: l’urgenza della decisione ha fatto sì che Giorgia Meloni venisse informata in tempo quasi reale, ma a scelte già assunte, o sia stata lei a dare l’ultimo via libera al diniego? Di certo, Palazzo Chigi rivendica la scelta, ma assicura che non incrinerà i rapporti con gli Usa. Trapela però intanto che non sapessero i servizi, almeno nei minuti in cui è esploso il caos. Mentre il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, intercettato fuori dalla sede del governo dribbla le domande: "Una decisione nell’interesse nazionale? Vado di fretta”.
Notte lunghissima. In cui di certo, si diceva, la responsabilità è stata assunta da Crosetto. In queste ore il ministro ha spiegato ai suoi l’accaduto, ridimensionando la portata degli eventi (e forse, vista la delicatezza dei fatti, non avrebbe potuto fare altrimenti). A chi gli domandava della reazione americana, ha replicato: ‘’Nessuno strappo, nessun incidente, nulla di problematico’’. In realtà, nel dibattito pubblico già si sprecano i paralleli con il caso che coinvolse nel 1985 Bettino Craxi, sempre a Sigonella. Ma il titolare del Difesa, che da sempre coltiva relazioni strette con gli Stati Uniti, ridimensiona anche queste suggestioni: "Gli Usa conoscono le regole meglio di noi - spiega, sempre in privato ai suoi - Noi non siamo la Spagna e rispettiamo gli accordi’’.
Il riferimento è al diniego all’utilizzo delle basi da parte di Pedro Sánchez, ma anche ai trattati bilaterali che regolano l’utilizzo da parte degli americani degli avamposti militari presenti sul territorio italiano. Di recente, il Parlamento ha votato a favore di questa possibilità, ma limitandola all’uso logistico, ed escludendo che l’Italia possa ospitare mezzi che partecipano ad azioni cinetiche contro l’Iran. Resta la necessità di spiegare una scelta, quella americana, che al momento non trova ragioni plausibili, se non quella di una forzatura con un alleato storico: perché questi velivoli puntavano su Sigonella senza aver avvertito gli italiani? Anche in questo caso, la spiegazione di Crosetto, secondo le stesse fonti, tende a ridimensionare l’accaduto: "Secondo me c’è stato qualche errore - sostiene il ministro - Non farebbero mai una cosa senza avvertire’’. Ancora più chiaramente: un errore umano, comunque non una forzatura deliberata. È evidente che l’esecutivo dovrà provare a fornire una spiegazione accurata. Sempre che non sia prima Donald Trump o l’amministrazione Usa a rendere pubbliche ricostruzioni alternative, magari critiche rispetto all’atteggiamento di Roma.