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Forza Italia, il vertice Berlusconi-Tajani slitta. Firme contro Barelli

Antonio Tajani

 (ansa)

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L’incontro è stato rimandato dalla presidente Fininvest. L’idea di una donna, Bergamini, alla guida dei deputati
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Antonio Tajani ammette: «È chiaro che quando c’è un risultato negativo, ci sono dei contraccolpi...». Si riferisce al governo, alla tentazione del voto anticipato che comunque il vicepremier azzurro, in videocollegamento con Bruno Vespa nella masseria di Manduria, esclude dicendo che «non è in agenda». Ma i contraccolpi più forti il segretario di Forza Italia li sta subendo all’interno del partito. L’incontro con Marina Berlusconi, al contrario di quanto ventilato, non è in agenda, hanno fatto sapere ieri sera da Milano fonti vicine alla famiglia. E solo un faccia a faccia potrebbe dirimere la nebbia. I tempi tuttavia non sono maturi.

Il primo scossone è stato registrato a Palazzo Madama subito dopo la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia. Quattordici senatori hanno preteso le dimissioni da capogruppo del suo fedelissimo Maurizio Gasparri, mossa che ha avuto il benestare di Marina Berlusconi con la conseguente elezione di Stefania Craxi. A Montecitorio si contano già …

Antonio Tajani ammette: «È chiaro che quando c’è un risultato negativo, ci sono dei contraccolpi...». Si riferisce al governo, alla tentazione del voto anticipato che comunque il vicepremier azzurro, in videocollegamento con Bruno Vespa nella masseria di Manduria, esclude dicendo che «non è in agenda». Ma i contraccolpi più forti il segretario di Forza Italia li sta subendo all’interno del partito. L’incontro con Marina Berlusconi, al contrario di quanto ventilato, non è in agenda, hanno fatto sapere ieri sera da Milano fonti vicine alla famiglia. E solo un faccia a faccia potrebbe dirimere la nebbia. I tempi tuttavia non sono maturi.

Il primo scossone è stato registrato a Palazzo Madama subito dopo la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia. Quattordici senatori hanno preteso le dimissioni da capogruppo del suo fedelissimo Maurizio Gasparri, mossa che ha avuto il benestare di Marina Berlusconi con la conseguente elezione di Stefania Craxi. A Montecitorio si contano già ventotto deputati, su cinquantaquattro, che chiedono il passo indietro di Paolo Barelli, consuocero di Tajani, per fare spazio forse a un’altra donna, Deborah Bergamini, molto stimata dalla famiglia del fondatore. Ma circolano anche i nomi di Alessandro Cattaneo e di Giorgio Mulè.

Ma se al Senato si è spinto sull’acceleratore, alla Camera la questione è invece in stand by. Tajani e le persone a lui più vicine stanno tentando un’operazione di ricucitura con la presidente di Fininvest. Ma ci vogliono atti concreti. Prova ne è il rinvio del faccia a faccia, che sarà non prima di due settimane. Certamente dopo Pasqua.

Nel frattempo servono segnali. Come un rinvio dei congressi regionali, su cui si registrano molte perplessità in casa FI quando invece Tajani vorrebbe celebrarli tra aprile e maggio. Adesso sarebbe pronto a trattare e a rivedere l’agenda. Che il tema non debba essere ora una priorità lo dice in modo netto Roberto Occhiuto, governatore della Calabria, in rappresentanza di una fetta importante di partito: «Dobbiamo avere meno ansia per tesseramento e congressi e, forse, un po’ di ansia in più per le idee che dobbiamo fornire al centrodestra», è la presa di posizione del vicesegretario del partito che, senza tanti giri di parole, aggiunge: «Di congressi tradizionali sono morti i partiti tradizionali».

Il dossier sui congressi sarà sicuramente uno degli argomenti di discussione tra il vicepremier e Marina Berlusconi, quando ci sarà l’incontro dall’esito incerto. C’è chi scommette in un accordo che porti al rinvio dei congressi senza però che ci siano ulteriori cambi nell’organigramma del partito. Altri ancora invece confidano che dopo Pasqua si procederà anche alla sostituzione di Paolo Barelli.

E non è detto che Tajani alzi ancora le barricate, come fatto nei giorni scorsi minacciando le dimissioni. La questione è complessa e si intreccia con la partita delle nomine, che al momento sta gestendo proprio il capogruppo della Camera. Si dice che non stia consultando Gianni Letta e neanche la stessa Marina Berlusconi. E che in particolare l’indicazione di Stefano Cuzzilla per la casella di Leonardo stia facendo storcere il naso dalle parte di Milano. Quanto basta per rendere il cielo sopra Forza Italia sempre più grigio.

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