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Meloni abbandonata da Sud e periferie delle grandi città: l’erosione del consenso in un sondaggio

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L’analisi di Youtrend sul voto al referendum costituzionale in tutti i comuni italiani
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C’è un pezzo del Paese che sembra aver girato le spalle a Giorgia Meloni e al centrodestra pur avendo sostenuto entrambi nelle ultime Politiche e nelle scorse Europee: su tutti il Sud e le periferie delle grandi città. “Elettori dormienti” del centrodestra, li definisce Youtrend che ha analizzato il voto al referendum in tutti i Comuni. Elettori non certo di sinistra ma magari in gran parte ex sostenitori del Movimento ai tempi di Grillo, che si sono schierati in massa per il no lanciando un segnale di disaffezione, quanto meno, rispetto alle politiche di governo: un campanello d’allarme per Meloni, ma anche un fronte da riconquistare se vuole evitare una sconfitta alle prossime Politiche.

Ma cosa si intende per elettore dormiente? “Si tratta – dice Lorenzo Pregliasco direttore di Youtrend – di un elettore “dormiente” nel senso più letterale: non è stabile, non è fidelizzato, e può essere riattivato da campagne polarizzanti su temi molto sentiti. E su temi identitari come immigrazione…

C’è un pezzo del Paese che sembra aver girato le spalle a Giorgia Meloni e al centrodestra pur avendo sostenuto entrambi nelle ultime Politiche e nelle scorse Europee: su tutti il Sud e le periferie delle grandi città. “Elettori dormienti” del centrodestra, li definisce Youtrend che ha analizzato il voto al referendum in tutti i Comuni. Elettori non certo di sinistra ma magari in gran parte ex sostenitori del Movimento ai tempi di Grillo, che si sono schierati in massa per il no lanciando un segnale di disaffezione, quanto meno, rispetto alle politiche di governo: un campanello d’allarme per Meloni, ma anche un fronte da riconquistare se vuole evitare una sconfitta alle prossime Politiche.

Ma cosa si intende per elettore dormiente? “Si tratta – dice Lorenzo Pregliasco direttore di Youtrend – di un elettore “dormiente” nel senso più letterale: non è stabile, non è fidelizzato, e può essere riattivato da campagne polarizzanti su temi molto sentiti. E su temi identitari come immigrazione e sicurezza. Ma che conservano una diffidenza strutturale verso le istituzioni, i governi e le riforme calate dall’alto”.

Ecco quindi la geografia di questa Italia “dormiente”: “Una geografia che è composta da quei Comuni, e dentro le grandi città da quei quartieri – continuano da Youtrend - nei quali il no ha prevalso sul sì ma in cui il centrodestra era in vantaggio sul campo largo alle elezioni europee del 2024. Sono 29 le province che alle europee avevano premiato FdI, Lega e Forza Italia dove invece il no ha prevalso di gran lunga”.

Nel dettaglio questo “voltafaccia”, chiamiamolo così, si è registrato in tutte le province di Sicilia, Umbria e Molise, in un pezzo dell’Abruzzo e a macchia di leopardo in Calabria, Sicilia, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia-Giulia. Il dato colpisce perché queste regioni in gran parte sono governate dal centrodestra: a partire da Sicilia, Molise, Abruzzo e Friuli Venezia-Giulia. I dati di alcuni Comuni di queste regioni sono emblematici. Catania nel 2024 alle Europee aveva dato un vantaggio al centrodestra sul centrosinistra di quasi dieci punti percentuali: allo scorso referendum il sì ha ottenuto appena il 36 per cento dei voti il no il 63. Ad Agrigento il vantaggio alle Europee era di 22 punti percentuali, adesso il no ha prevalso con il 56,8 per cento. Stesso discorso, con numeri simili, a Catanzaro o Pescara.

Una dinamica simile si è registrata anche nelle periferie di alcune grandi città. A Roma dal voto al centrodestra alle Europee al no al referendum sono passate le zone periurbane, a ridosso se non addirittura fuori del Grande raccordo anulare: Tor Sapienza, Torre Gaia, Torrenova, Tor San Giovanni, Lunghezza, Borghesiana, Casalotti, Ponte Galeria, Prima Porta, Labaro.

A Milano questo è accaduto nei quartieri a nord-ovest e a sud della città: Quarto Oggiaro, Baggio, Comasina, Bovisasca, Muggiano, Parco delle Abbazie. “Anche qui un centrodestra radicato - spesso per pochi punti - ma incapace di trascinare il suo elettorato verso il sì”, si legge nello studio Youtrend.

A Torino i quartieri dormienti sono quelli della circoscrizione 6, ora governata dal centrodestra: Barriera di Milano, Falchera, Barca-Bertolla: qui il no ha superato di 27 punti percentuali il sì. Quartieri storicamente di sinistra, poi vinti dal Movimento 5 Stelle infine dal centrodestra, ma che sul referendum hanno detto no.

Secondo Pregliasco “per il governo Meloni questa Italia “dormiente” è quella che dovrebbe preoccupare”: “Perché pensava di aver conquistato queste aree quando invece la partita è tutt’altro che scontata. Un elettorale che vota centrodestra ma che dice no alla riforma della giustizia del suo stesso governo è un elettore da riconquistare ogni volta”.

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