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Contrastare dipendenza e manipolazione da algoritmo: il ddl del Pd sulle piattaforme

Contrastare dipendenza e manipolazione da algoritmo: il ddl del Pd sulle piattaforme

La proposta, a prima firma dei senatori Antonio Nicita e Lorenzo Basso, arriva sulla scia delle recenti sentenze americane che hanno certificato le responsabilità per danni psicologici e funzioni progettate per creare assuefazione

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Combattere la dipendenza da algoritmi, che quasi sempre decidono cosa mostrare agli utenti sulle varie piattaforme, partendo in particolare dai social network. È questo il cuore del disegno di legge presentato dal Partito democratico, con primi firmatari i senatori Antonio Nicita e Lorenzo Basso. La proposta arriva sulla scia delle recenti sentenze americane che hanno certificato le responsabilità per danni psicologici causati da algoritmi e funzioni progettate per creare assuefazione.

Si tratta di una norma che vuole affrontare in modo organico i principali rischi dell’ecosistema digitale introducendo la dipendenza algoritmica, l’influenza algoritmica e la manipolazione algoritmica selettiva tra le pratiche vietate e colmando un vuoto normativo che oggi riguarda la tutela delle persone, la trasparenza dei sistemi e la responsabilità personale di chi progetta e governa piattaforme online e modelli di intelligenza artificiale.

Il ddl individua tre pratiche distinte. La prima è la generazione di “dipendenza algoritmica”: scroll infinito, video che partono da soli, notifiche intermittenti, streaks, meccanismi progettati per sfruttare il sistema dopaminergico del cervello umano, gli stessi schemi di rinforzo variabile che rendono le slot machine lo strumento di dipendenza più potente mai progettato dall'industria del gioco. La seconda è la produzione di “influenza algoritmica”: l'algoritmo non si limita a mostrarci quello che ci piace, ma costruisce attivamente le nostre preferenze aggiornando in continuazione un profilo comportamentale che non abbiamo richiesto, distorcendo l'ambiente informativo individuale con effetti documentati su polarizzazione, disinformazione e qualità del dibattito pubblico. Mentre la terza riguarda la “manipolazione algoritmica selettiva”: l'intervento diretto del gestore o del proprietario della piattaforma per amplificare certi contenuti e silenziarne altri a fini politici o commerciali, come documentato su X dopo l'acquisizione Musk e durante le elezioni rumene del 2024, primo caso in cui una manipolazione algoritmica ha prodotto conseguenze giuridiche su un processo elettorale europeo.

L’obiettivo dei proponenti è vietare le pratiche elencate, obbligando le piattaforme a offrire un servizio senza profilazione, gratuito e attivo per default, affermando il diritto dell’utente a non essere profilato e a scegliere il grado di profilazione: chi vuole essere profilato deve sceglierlo esplicitamente. In più, si introducono protezioni rafforzate per i minori con verifica dell'età nativa a livello di sistema operativo, direttamente su iPhone e Android, non app per app.

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