Crosetto nega agli Usa l’uso di Sigonella per operazioni di guerra: “Ho fatto rispettare accordi”
di Concetto VecchioROMA – Un altro caso Sigonella. Come nel 1985. L’Italia nega agli Usa l’uso della base Nato in provincia di Catania, impedendo ai bombardieri americani di atterrare in Sicilia per poi partire verso la guerra in Medio Oriente. È accaduto venerdì notte, alle tre. Era previsto un atterraggio senza autorizzazione. Così i vertici dell’Aeronautica hanno avvisato il Capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, che poi ha chiamato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Che ha detto no. Il Parlamento italiano ha autorizzato l’uso delle basi solo per uso logistico. La notizia ha fatto molto rumore, perché afferisce ai rapporti del governo Meloni con Donald Trump impegnato nella guerra all’Iran.
Come interpretarla? «Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato», ha spiegato il ministro Guido Crosetto. «Non c’è alcun raffred…
ROMA – Un altro caso Sigonella. Come nel 1985. L’Italia nega agli Usa l’uso della base Nato in provincia di Catania, impedendo ai bombardieri americani di atterrare in Sicilia per poi partire verso la guerra in Medio Oriente. È accaduto venerdì notte, alle tre. Era previsto un atterraggio senza autorizzazione. Così i vertici dell’Aeronautica hanno avvisato il Capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, che poi ha chiamato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Che ha detto no. Il Parlamento italiano ha autorizzato l’uso delle basi solo per uso logistico. La notizia ha fatto molto rumore, perché afferisce ai rapporti del governo Meloni con Donald Trump impegnato nella guerra all’Iran.
Come interpretarla? «Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato», ha spiegato il ministro Guido Crosetto. «Non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi. Gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo (per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento) in assenza della quale non è possibile concedere nulla e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare. Tertium non datur». «Il governo continuerà pertanto ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto del governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse», ha fatto sapere palazzo Chigi in una nota.
Un altro caso Sigonella, quindi. Nel 1985 fu Bettino Craxi a dire no agli Usa. Le due vicende hanno poco in comune, ha precisato Claudio Martelli, allora il vice di Craxi nel Psi. Le opposizioni restano critiche. «La decisione del governo conferma le preoccupazioni che, sulla base siciliana, abbiamo avanzato in tutte queste settimane: gli Usa vogliono usare il nostro territorio come piattaforma per la guerra in Medio Oriente», attacca Elly Schlein. Che invita l’esecutivo a venire in Parlamento per dire no alle basi.
E Giuseppe Conte: «Doveroso il no ai bombardieri americani all’utilizzo delle nostre basi. Un atto dovuto imposto dalla nostra Costituzione. Ora il governo faccia un passo in più: neghi anche il supporto logistico offerto dalle nostre basi considerato che quegli americani e israeliani sono attacchi armati condotti in palese violazione del diritto internazionale». Il chiarimento però non convince tutte le forze politiche. Il M5S, con i suoi capigruppo delle commissioni Difesa, Alessandra Maiorino e Arnaldo Lomuti, ricorda di essere strato il primo a «denunciare il coinvolgimento di Sigonella nelle operazioni belliche americane», chiedendo «ulteriori chiarimenti alla Difesa e di spiegare esattamente cos’è accaduto venerdì notte». E il verde Angelo Bonelli avverte: «Non possiamo nasconderci dietro l’ipocrisia. Da Sigonella, con regolarità, parte il Triton, drone di monitoraggio che poi va a bombardare». «Quella sulla posizione italiana sull’utilizzo della base militare di Sigonella sembrava una buona notizia, ma è durata pochissimo: Palazzo Chigi è arrivato subito a smentire e a chiarire che non cambia nulla nei rapporti con gli Stati Uniti. Insomma le basi americane in Italia restano in funzione, noi lo sapevamo. Continueranno a essere complici di una guerra illegale, quella scatenata da America e Israele contro l’ Iran», ricorda Nicola Fratoianni.